Battlefield 1 Oggi alle ore 15:00

Alla scoperta delle novità della patch di ottobre

Anteprima Project GODUS

L'interessante nuova fatica di Peter Molyneux

anteprima Project GODUS
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quando un veterano dell'industria videoludica come Peter Molyneux presenta un nuovo progetto, la curiosità da parte di stampa e pubblico sale ai massimi livelli. Poco importa se con Fable il buon Peter ha un po' deluso le aspettative di tutti: la sua fama, i suoi successi (e le sue doti affabulatorie) sono semplicemente troppo grandi per non indurre immediatamente un certo quantitativo di sano hype. Ciò nonostante, un minimo di prudenza è indispensabile venendo in contatto con l'eclettico game designer, che pare voler puntare sempre più in alto dopo essere ripartito dalle basi con i suoi 22cans.
Lo fa, questa volta, tramite Project Godus: un god game che dovrebbe incarnare l'ideale miscela tra Popolus e Black & White, puntando soprattutto sulla libertà d'azione. Con quasi 530 mila sterline di crowfunding su Kickstarter, un mondo di gioco unico e persistente 225 mila volta più grande della Terra e tantissime variabili in gioco, Project Godus (in beta a partire dal 13 Settembre per i backers) pare promettere davvero faville. Ma vediamo nel dettaglio perché.

Tante divinità tutte assieme

Project Godus, un po' come Populus e Black & White, ci metterà nei panni di una divinità. Partendo dall'età della pietra -ed apparentemente con la più totale libertà- il nostro compito sarà aiutare la popolazione a progredire, portandola sin oltre i confini dell'atmosfera terrestre. Per riuscire nella nostra impresa avremo però noi stessi bisogno della popolazione, dato che le particolari meccaniche di gioco prevedono un accrescimento dei nostri poteri mistici all'aumentare dei fedeli. Quello che sulle prime somiglierà molto ad un god game fatto di esclusivo terraforming, si trasformerà presto in qualcosa di ben più complesso.
Nelle fasi iniziali non avremo alcun potere, se non quello di plasmare la porzione di terra concessaci in maniera assolutamente arbitraria. Costruire o disboscare foreste, erigere monti, spianare altipiani e deviare corsi d'acqua saranno le attività dei nostri "primi sette giorni". Preparare spazi edificabili e zone confortevoli servirà a gettare le basi di un insediamento umano, verso il quale dovremo avere sin dal principio il massimo riguardo. Nessuna delle scelte operate in Project Godus sembra infatti totalmente prova di conseguenze. Modificare la conformazione del terreno, ad esempio, potrebbe portare cambiamenti climatici importanti e creare magari scompensi nell'equilibrio flora/fauna, inficiando la vivibilità. Alla stessa maniera, quando ancora la cultura non si sarà diffusa tra i nostri seguaci, dovremo prestare molta attenzione a che tipo di divinità impersonare. L'assenteismo porterà le genti a tentare di cavarsela in costante autonomia, indebolendo il nostro potere e creando situazioni problematiche anche sulla Terra; al contrario, divenire troppo partecipi renderà i popolani totalmente asserviti al nostro potere ed incapaci di arrangiarsi. Ma non basta poiché i nostri seguaci guarderanno anche al nostro modus operandi, interpretandolo in vere e proprie "Tavole della Legge". Anche le nostre stese modalità d'azione, dunque, influenzeranno il pensiero popolare: disboscare foreste su foreste porterà alla convinzione che la natura non è importante; alla stessa maniera forzare il popolo ad orari lavorativi massacranti che il riposo non è necessario. Una serie di variabili che dovrebbero rendere l'esperienza varia e sfaccettata come probabilmente nessun'altra prima.
E ancora non è tutto, poiché il progresso tecnologico, scientifico e culturale instillerà il dubbio nella gente: il dubbio sull'esistenza di un Dio. A quel punto magari dovremo agire con pugno di ferro, o dimostrare che il sostegno di una divinità benevola è qualcosa di veramente impareggiabile. Un continuo evolversi dell'esperienza che Molyneux ha voluto fortemente per rendere Project Godus quanto più longevo possibile.

Ragionando in questi termini: quale miglior modo per rendere varia, vasta ed ampia un'esperienza se non condividerla? Project Godus è infatti, in realtà, anche un massive mutliplayer game, tanto da poterlo definire un massive multiplayer god game. Il gargantuesco mondo di gioco (la cui superficie sarà pari a Giove !!!) permetterà a tutti i partecipanti di condividere la stessa partita, posizionandone gli insediamenti a circa cento miglia l'uno dall'altro. In qualche settimana di gioco, secondo quanto dichiarato dal dev team, le prime civiltà si incontreranno e sarà a quel punto che il vero potenziale di Project Godus dovrebbe realizzarsi. Le variabili in gioco diventeranno tantissime: i popoli si scontreranno furiosamente oppure si coalizzeranno creando una dottrina religiosa sempre più potente? Tutto starà alle decisione dei singoli, e all'intervento del Dio degli Dei, un giocatore che potrà cambiare le regole del gamplay stesso ed intervenire in maniera ancora sconosciuta per influenzare gli eventi. Questo personaggio, per i primi sei mesi, sarà incarnato dal "vincitore" di Curiosity, ma poi dovrà essere democraticamente eletto dai popoli. Si assisterà quindi anche ad una sorta di "battaglia nella battaglia" per ottenere il posto di massima divinità.
Dalle prime informazioni su Project Godus è chiaro che si tratta di un progetto in cui Molyneux ha messo tutto se stesso, nonché di un titolo in prospettiva davvero interessantissimo. Non ci resta che attendere la metà di Settembre e vedere cosa ne sarà dei playtest dalla beta. Per ora l'asticella dell'attesa è piuttosto elevata.
Unico aspetto a lasciare probabilmente ancora un po' perplessi è la componente stilistica. Realizzato tramite un cell shading non proprio raffinatissimo, Project Godus mostra, tramite video ed immagini per ora trapelate, una cosmesi un po' piatta e non sempre piacevolissima. Staremo a vedere se le cose miglioreranno o se si tratta di un compromesso necessario per un mondo tanto vasto.

Godus Un mondo immenso, tantissime variabili, libertà di scelta ed un multiplayer persistente che promette di essere rivoluzionario. Queste sono le premesse di Project Godus, ultimo lavoro di Peter Molyneux e del suo staff a 22cans. In passato il game designer aveva già disatteso le “grandi promesse”, ma questa volta qualcosa sembra diverso. Noi vogliamo dare fiducia all’eclettico guru del gaming, sperando che dopo Populus e Black & White, ci regali un altro capolavoro!

Quanto attendi: Godus

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 23
52%
nd