Anteprima Quantum

Un Third Person Shooter che segue da vicino le orme di Gears of War

anteprima Quantum
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

Tecmo si è sempre contraddistinta, nell’ambiente videoludico, per produzioni particolari, magari non originalissime ma di sicuro impatto sui videogiocatori. Possiamo ricordare i vari Ninja Gaiden e il popolarissimo (sappiamo tutti perché) Dead Or Alive, giochi che non rappresentano una grossa novità nel loro genere, ma che sicuramente emergono dalla massa per uno stile inconfondibile, nonché per la loro elevatissima difficoltà, che li rende adatti a utenti davvero smaliziati.
Con queste premesse all’E3 2009 di Los Angeles è stato mostrato, dopo un primo assaggio nell’ottobre 2008, Quantum, titolo in esclusiva PS3, in uscita in un generico 2010. Pare che originariamente il prodotto fosse in sviluppo solo PC e che poi, attratto dalla potenza della PS3, il team abbia deciso di dirottare completamente l’attenzione sulla console Sony, abbandonando qualsiasi altro formato. La titolazione originale del gioco era Quantum Theory, cambiato in un laconico Quantum senza nessun motivo apparente.

Informazioni generali e Gameplay

Quello che salta subito all’occhio è che ci troviamo di fronte ad uno dei tanti cloni di Gear Of War (con un’impronta stilistica orientaleggiante) che pure aggiunge qualche elemento preso in prestito dagli action game più appariscenti: una commistione a dire il vero non proprio originale e innovativa, dato che la componente preponderante resta quella da TPS, ma comunque con un buon potenziale ludico.
Il protagonista è un certo Syd (quasi identico a Marcus di GoW), affiancato da una ragazza di nome Filena. I due dovranno lottare per scalare una gigantesca Torre popolata da alieni, demoni e altri improbabili mostri. L’ambientazione mostrata è molto “dark”, e gli scorci che mostra accumulano dettagli tipici sia del fantasy che della modernissima Science Fiction: un miscuglio di generi che potrebbe non piacere a molti, ma che se integrato a dovere potrebbe rappresentare l’innovazione più interessante in questo titolo (che altrimenti rischia di apparire davvero molto derivativo).
Makoto Shibata, il game designer del gioco, intervistato, ha ammesso di aver preso spunto da Resident Evil 4 e si è rifiutato di fare un paragone con Gear Of War, evidentemente ritenendo il suo gioco diverso dal titolo Epic.

La versione mostrata all’E3 era al 40% del completamento: a questo stato dei lavori, purtroppo, mostrava diversi problemi, soprattutto dal punto di vista visivo.
I primi momenti di gioco servono ad introdurre la particolare cornice in si cui muoveranno i protagonisti, appunto questa gigantesca Torre Vivente che cambia continuamente la sua architettura interna, tanto da sembrare essa stessa un nostro nemico.
Il design degli ambienti sembra essere notevole per il genere, e denota un discreto calibro artistico; in particolare l’ambientazione mutevole e il clima dark rendono più interessante la progressione, e se non altro cercano di garantire una discreta varietà ambientale. Questa caratteristica deve lottare, tuttavia, con la generale monocromia degli ambienti di gioco: il riuso spietato delle stesse texture appiattisce non poco la qualità del colpo d'occhio.
L'altalenante lavoro artistico eseguito sull'ambientazione si riflette anche sui personaggi: il modello poligonale di Syd è buono, ma davvero troppo simile a Marcus Fenix, e dunque conformato a quello che sembra essere diventato un clichè dei giochi d’azione: un protagonista “pompato” e “tozzo“ che sembra aver fatto indigestione di steroidi (Chris Redfield anyone?). Filena è invece esile e scattante, diversa dalle statuarie protagoniste del celebre Dead Or Alive, e si avvicina, per eleganza dei movimenti, all'azione eclettica di Devil May Cry.
Dal punto di vista ludico, il gioco è uno shooter dal ritmo piuttosto serrato, con ondate di nemici che vedrete arrivare da ogni dove. Come già detto avremo la possibilità di usare sia uno stile di gioco basato sul fuoco a distanza (in questo caso potremo sfruttare l'ormai canonico sistema di coperture dinamiche), sia di affrontare e sconfiggere i nostri nemici usando attacchi corpo a corpo. In quest'ultimo caso, la presenza del partner non è affatto accessoria: oltre alle numerose combo da eseguire con uno dei due protagonisti, potremo esibirci in devastanti attacchi di coppia. Notevole, ad esempio, la sequenza spettacolare in cui Syd “lancia“ Filena contro il nemico. In generale, però, la presenza di queste fasi da “colose combat” appare se non altro molto accessoria, e poco dinamica (alcune sequenze sono tanto “stuccate” da sembrare dei semplici QTE). Nella maggior parte dei casi, dunque, ci troveremo ad impugnare devastanti bocche da fuoco.
Si nota, al momento, la presenza di armi abbastanza classiche: dai fucili a pompa alle mitragliette a ripetizione, con la presenza, per quanto riguarda la protagonista femminile, di una semplice spada usata tuttavia con grande maestria. Ci vene da pensare che il ruolo della nostra comprimaria sia proprio quello di concentrarsi sul combattimento ravvicinato. Potrebbe essere questo un buon espediente per aggiungere valore ad un prodotto altrimenti davvero poco originale.

Il titolo avrà a disposizione varie modalità online. Ovviamente, per come è strutturato il gioco, Quantum si presta benissimo alla cooperativa (ancora non si sa se implementata nella storia o come modalità extra), che sarà infatti disponibile per 5 giocatori. In più avremo anche le modalità Team Battle e potremo sfidare altri utenti nella cosiddetta “Battle Royale”. Ovviamente aspettiamo di provare direttamente l'online mode (magari a Colonia) per valutare il suo peso nell'economia generale del prodotto.

Tecnica

Come già accennato, gran parte dei problemi del titolo (oltre la sconcertante somiglianza con il prodotto Epic) riguardano il lato grafico. Si è già sottolineata la ripetitività dell'ambiente di gioco, causata dalla scarsità di texture utilizzare e dalla loro non elevatissima qualità. E se pure le continue modifiche che l'ambiente di gioco subisce appaiono comunque spettacolari e coreografiche, il tutto si paga con una modellazione poligonale che non fa certo gridare al miracolo (ci piacciono gli eufemismi), e con un'interattività ambientale al di sotto del minimo sindacale. Bisognerà lavorare duramente sul comparto tecnico (persino sul sistema di illuminazione, affatto convincente). Ricordiamo che il titolo uscirà nel 2010, quando ormai il livello medio delle pubblicazioni sarà decisamente più alto dell’attuale. Speriamo dunque che Tecmo abbia qualche asso nella manica, perchè confrontato con altri titoli presentati all'E3 (pensiamo a God of War e Uncharted 2), il compito del team nipponico strappa una sufficienza stentata.

Quantum Theory Tecmo deve e può fare di più. Una software house che ha portato alla ribalta la saga di Ninja Gaiden non può sfornare un titolo mediocre. Il materiale a disposizione deve essere sfruttato in modo da non cadere nel plagio spudorato: l'importanza delle fasi action deve essere incrementata, ed il peso del combattimento corpo a corpo deve farsi sentire, per sperare di diversificare l'offerta ludica. Attualmente sembra invece che la software house voglia semplicemente calcare le orme di Epic. Il 2010 è lontano e il team di sviluppo dovrà veramente lavorare sotto molti aspetti per garantire un prodotto di qualità e quantità.