GDC 2013

Anteprima Rain

Sviluppato da Sony Japan Studios, Rain è un platform dalle atmosfere cupe e malinconiche. Lo abbiamo provato.

anteprima Rain
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  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che Sony, soprattutto attraverso il PSN, stia puntando fortemente sulla creatività di sviluppatori più o meno conosciuti è cosa nota oramai da tempo. Se Journey è stata la punta dell'iceberg non dobbiamo certamente dimenticare Flower, prima di lui, oppure il recente The Unfinished Swan. Tutti prodotti con uno spessore ludico fortemente legato alla caratura artistica dell'opera più che alle dinamiche nude e crude; vere e proprie opere d'arte digitale in vendita ad un prezzo ben più che onesto. All'onda lunga si unirà, nel corso del 2013, Rain, creatura Japan Studio che ci aveva già impressionato alla prima - alla scorsa Gamescom di Colonia.
Nel corso della GDC 2013 la creatura Sony è tornata a mostrarsi grazie ad uno spezzone giocato. I dettagli sono ancora pochi, ma riassumere e fantasticare un po' non è certo un reato.

Può piovere per sempre!

L'incipit narrativo -se così lo si può chiamare- di Rain è di quelli semplici ma assolutamente affascinanti. Un giovane, camminando tranquillo in un giorno di forte pioggia, nota sotto l'acquazzone la sagoma in trasparenza di una ragazza. Una presenza quasi eterea che non può fare a meno di seguire. Ad un tratto (o almeno così crediamo) si ritroverà trasportato in un Mondo "parallelo" dove non smette mai di piovere. Ma la pioggia, in questa dimensione, non è solo un fattore climatico - è anche l'unica maniera di diventare visibili. Qualche strano motivo rende infatti qualsiasi creatura animata completamente invisibile, rendendo dunque la pioggia fondamentale a tracciarne i contorni.
Questa peculiarità si rifletterà pesantemente sul gameplay, con il giocatore intento a sfruttare gli elementi e l'ambientazione per capire dove si trova il protagonista. Giungendo al riparo dall'acqua, ad esempio, dovremo letteralmente farci strada a tentoni, osservando dapprima le orme lasciate dalle calzature bagnate e basandoci poi sul movimento degli oggetti contro i quali urteremo o più semplicemente sul rumore.

"Al di là dell'atmosfera cupa ed opprimente di un mondo ingrigito dal continuo scrosciare della pioggia, il titolo Japan Studio è capace di coinvolgere emotivamente anche senza bisogno di far parlare i protagonisti"

Non a caso le sezioni all'asciutto mostrate (almeno quelle più lunghe) erano sostanzialmente prive di accompagnamento sonoro; un accompagnamento che non risulta comunque mai invasivo. Sotto la pioggia e nelle situazioni più concitate ritmati e spesso struggenti o ansiolitici accompagnamenti al pianoforte tratteggeranno i contorni emotivi di un'avventura che si prospetta molto "sensoriale".
L'esperienza, da questo punto di vista, appare strettamente collegata alle sensazioni che, visivamente o in altro modo, il gioco saprà trasmetterci. Il più recente trailer, tuttavia, ha voluto svelare anche qualche più concreto aspetto legato al gameplay della creatura Japan Studio. Nel piovoso mondo in cui ci troveremo catapultati vi sono anche pericolose creature, attratte non si sa ancora perché dalle sagome umane. Questi segugi (hanno vera e propria forma di cane, anche se chiaramente non di questo mondo) paiono non fermarsi nella loro caccia sino a quando il protagonista, o la ragazza che continuerà a seguire, non riusciranno a mettersi al riparo dalla pioggia, tornando invisibili. Si sviluppano, a partire da questo semplice concetto, basilari dinamiche stealth che -possiamo immaginare- si evolveranno nel corso dell'avventura. Nel primo livello (quello mostrato) al protagonista bastava correre all'impazzata verso un riparo oppure attendere che lo sguardo delle belve si voltasse dall'altra parte per sgusciare da un tendone ad un'altro, senza farsi vedere. Alcune voci sostengono che, più avanti nell'avventura, avremo addirittura modo di contrastare le creature, attaccandole direttamente. Non avendo potuto osservare nulla del genere non possiamo smentire ne confermare, ma siamo sicuri che, se non altro, un'evoluzione tra "le fila nemiche" ci sarà - dopotutto, oltre a questi "cani", a dimostrazione appena iniziata si vede una figura umanoide battere contro un cancello come furiosa per non essere riuscita a raggiungerci. Siamo inoltre dell'idea che ad evolversi saranno anche gli enigmi ambientali (se così possiamo chiamarli) da affrontare all'asciutto. Qualche mini-sezione al coperto ha chiaramente mostrato come al protagonista saranno di fondamentale aiuto pozzanghere ed elementi da spostare, gestiti per altro da una fisica di tutto rispetto. Una tale cura non si rivelerà certamente (almeno lo speriamo) totalmente accessoria, permettendoci magari più avanti di sfruttare la caduta di qualche oggetto per aprirci nuovi passaggi e via discorrendo. Sfruttare pozze, impronte bagnate e quant'altro per renderci conto del posizionamento del protagonista, anche in funzione di una telecamera sempre statica, sarà in ogni caso una delle dinamiche ludiche principali: un altro punto che siamo certi vedremo svilupparsi gradualmente dall'inizio alla fine.
L'unica vera certezza, almeno al momento, è dunque rappresentata dall'ottimo comparto artistico che fa da contorno a Rain e che è stato già capace di stregarci. Al di là dell'atmosfera cupa ed opprimente di un mondo ingrigito dal continuo scrosciare della pioggia, il titolo Japan Studio è capace di coinvolgere emotivamente anche senza bisogno (almeno all'apparenza) di far parlare i protagonisti. Gli accompagnamenti al pianoforte -lo abbiamo già detto- sono fantastici ed il racconto della vicenda, che passa di quando in quando in sovraimpressione sugli elementi, riesce a dare un ulteriore tocco artistico ad un titolo potenzialmente capace di emozionare.

Rain Di Rain, al momento, si sa ancora poco. Gli scampoli di gameplay mostrati sino ad ora mettono in luce soltanto un’ispiratissima direzione artistica ed una componente emotiva veramente fotissima. E’ ancora presto per commentare le vere e proprie meccaniche, che hanno dato prova di se per nemmeno dieci minuti, facendoci semplicemente supporre che alla fase stealth se ne accompagnerà -in un certo qual senso- una di puzzle solving. Per il resto, colori, suoni ed atmosfere si uniscono nell’ennesima produzione di grande valore, atta forse a sintetizzare in poche ore di gameplay aspetti reconditi dell’animo umano come la solitudine. Solo ipotesi per una produzione avvolta in gran parte ancora nel mistero e della quale speriamo di avere a breve ulteriori notizie. Se anche voi siete stati rapiti da Rain non indugiate e rimanete sintonizzati sulle pagine di Everyeye.it per saperne di più.

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