Anteprima Rainbow Six Siege

Quaranta minuti in compagnia del nuovo fps tattico Ubisoft

anteprima Rainbow Six Siege
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Nonostante un'edizione 2014 che di certo non può essere definita come fallimentare, il numero di titoli realmente in grado di sorprendere durante l'ultimo E3 si è rivelato, con ogni probabilità, al di sotto delle aspettative. Se durante la baraonda losangelina non sono mancati first look e anteprime (più o meno attese), il numero di giochi per i quali nemmeno rumor e voci di corridoio sono riusciti ad anticipare informazioni e dettagli è stato infatti veramente esiguo; tra questi, va sicuramente segnalato il nuovo episodio della saga di shooter tattici legata al nome del compianto Tom Clancy, vero e proprio pilastro di un genere ormai dato quasi per disperso: tra i protagonisti assoluti della conferenza pre-fiera di Ubisoft, Rainbow Six Siege sembra comunque essersi applicato durante tutti questi anni di inattività, specialmente per quanto riguarda la voce 'marketing', che, nell'era della socialità più sfrenata, non può ovviamente transigere dalla consueta bella mostra di sé su Youtube e soci.
Dopo l'anteprima ed il breve hands-on messi a disposizione in quel di Los Angeles, quindi, il team di sviluppo ha voluto mostrare al mondo il proprio gioiellino tramite una lunga sessione in live multiplayer ormai disponibile su qualsiasi piattaforma di condivisione video; quello che segue è un piccolo riassunto delle impressioni e degli elementi di gioco emersi qui in redazione dopo la visione dei quasi quaranta minuti di gameplay mostrati dagli sviluppatori.

SOTTO ASSEDIO

La partita si apre con la ormai familiare modalità di gioco mostrata durante la kermesse californiana, che vede sfidarsi due squadre da cinque giocatori ciascuna al meglio di tre round; lo scopo principale delle partite sarà, per entrambi i team, quello di proteggere l'ostaggio all'interno della mappa di gioco, sebbene per motivi ovviamente diversi: durante lo svolgimento del match, infatti, i team si alterneranno ai comandi della squadra speciale d'assalto e della banda di rapitori, scambiandosi reciprocamente obiettivi e approcci di gioco.
La fase di preparazione della partita ci permette di osservare la presenza di tre diverse classi per ciascuna delle due fazioni: se come militari potremo quindi scegliere tra Assaulter, Pointman e Breacher, una volta passati dall'altro lato della barricata le opzioni disponibili saranno Protector, Trapper e Sentry. I diversi loadout iniziali mostrati (suddivisi in arma primaria e secondaria, armatura e due tipi di gadget ciascuno), e soprattutto il livello mobilità visibile per ognuna delle unità, assecondano i diversi stili di gioco ai quali dovremo conformarci ai comandi di una fazione piuttosto che l'altra: se la disponibilità di scudi balistici (utili per fare da 'apripista' agli altri membri del team) ed una discreta gamma di esplosivi lascia quindi presagire all'approccio 'di sfondamento' che dovremo tenere nei panni di tutori della legge, la presenza di filo spinato, barricate semi-istantanee e scudi statici negli equipaggiamenti dei criminali asseconda la loro necessità di tenere la posizione a tutti i costi.
Qualsiasi sia la fazione ai vostri comandi, ognuna delle partite è preceduta da una fase di preparazione della durata di un minuto: se ogni membro della squadra d'assalto potrà quindi sguinzagliare liberamente il proprio drone munito di telecamera, per effettuare una ricognizione iniziale e farsi un'idea della strategia da adottare in seguito, ai rapitori sarà concesso di girare senza pericoli lungo l'area di gioco per piazzare i propri sistemi difensivi nel modo migliore, e di utilizzare le telecamere a circuito chiuso dell'impianto di sicurezza per monitorare la situazione.

L'importanza di costruire veri e propri 'percorsi minati' o obbligatori da parte del team difendente non deve comunque tratte in inganno sull'imprevedibilità di un gameplay che, letteralmente, non conosce ostacoli (o quasi). L'intelligente design dell'unica location finora mostrata (la lussuosa villetta della periferia di Boston mostrata anche nel trailer losangelino) si apre infatti allo sfruttamento degli spazi, compatti ma funzionali, da parte di entrambi i team: l'utilizzo di un corridoio è precluso da una minaccia nemica appostata in fondo ad esso? Sfruttando intelligentemente finestre e coperture dei porticati potremo sbucare direttamente dietro il pericolo; nemmeno la presenza di un muro o di un solaio (come ampliamente e saggiamente dimostrato da Ubisoft ad ogni uscita pubblica di Rainbow Six Siege) è un reale ostacolo per il giocatore: oltre che al diverso comportamento dei proiettili in base al tipo di arma e di superficie con i quali interagiremo, la possibilità di aprirsi una breccia attraverso pareti e pavimenti tramite un numero limitato di esplosivi simil C-4 aiuta a spazzare via qualsiasi tipo di resistenza nemica. Lo sfruttamento di un'opzione così devastante non si è rivelata utile solamente per mostrare le egregie deformazioni ai quali mattoni, parquet e materiali in genere si sottomettono dopo le esplosioni, ma ha sottolineato la frenesia del sistema di gioco a tempo: con soli tre minuti a disposizione, infatti, lo scontro dev'essere necessariamente il più dinamico e mirato possibile, costringendo tuttavia a sfruttare la forza bruta degli esplosivi nelle fasi di stallo tattico più prolungate.

SQUADRA D'ASSALTO

Non che l'approccio più brutale significhi la soluzione di tutti i problemi, comunque, vista l'importanza che frammenti e fumo provocati dalle detonazioni avranno ai fini della visibilità ambientale in spazi stretti: anche un compito apparentemente semplice come aprire un varco in un muro dovrà quindi essere pianificato ed eseguito in concertazione con i membri del proprio team, per evitare di trovarsi di fronte ad una nuvola di detriti oltre la quale un nemico potrebbe agevolmente bersagliarci.
Proprio la strategia di squadra torna ovviamente a rivestire un ruolo centrale nell'economia di gioco, con gli sviluppatori che sembrano voler sottolineare (tanto durante il nostro hands-on a LA, quanto durante questo gameplay) la necessità di eleggere un leader in grado di coordinare i movimenti del team nel modo migliore, senza troppe primedonne ne continue iniziative personali. Quanto questo elemento provenisse da esigenze dimostrative piuttosto che da reali necessità tattiche è ancora tutto da dimostrare, ma sicuramente Rainbow Six Siege sembra già dimostrarsi un fps poco adatto ai giustizieri solitari. La copertura dei propri compagni (e delle aperture vicine ai nemici localizzati nella fase di preparazione allo scontro) durante le fasi di ingresso nella struttura, è stato infatti solamente uno degli elementi di gameplay emersi dal filmato e che richiederà la massima coordinazione possibile tra i membri del proprio team.

In un tale impianto di gioco, scelte come il punto di infiltrazione iniziale o il luogo dove tenere al sicuro l'ostaggio verranno quindi prese mettendo democraticamente ai voti le varie opzioni disponibili (tra le quali purtroppo manca la spettacolare infiltrazione via elicottero mostrata all'E3).
Tra gli elementi già visibili durante la nostra prova con mano e confermati da quest'ultimo gameplay, troviamo la mancanza di respawn (esiste solo la possibilità di essere rianimati entro un periodo di tempo piuttosto breve, che verrà comunque contata come kill avversaria), un numero di colpi sopportabili decisamente in linea con lo stile realistico degli scontri a fuoco e la possibilità di sporgersi da una copertura per attaccare da una posizione leggermente più sicura rispetto alla norma.
Sebbene sia ancora presto per sbilanciarsi sul comparto tecnico del titolo Ubisoft, ad impressionare già da ora è ovviamente la straordinaria distruttibilità ambientale, già diventata il fiore all'occhiello di questo Rainbow Six Siege; nonostante qualche incertezza in alcune delle animazioni mostrate, anche il livello di dettaglio degli scenari e della riproduzione dei materiali costitutivi dei vari ambienti sembra attestarsi su ottimi livelli, facendo ben sperare, anche sotto il profilo tecnico, circa un ritorno in grande spolvero del brand targato Tom Clancy.

Rainbow Six Siege Per mostrare al grande pubblico più di trenta minuti di gioco del suo nuovo Rainbow Six Siege, Ubisoft ha scelto la sempre più diffusa pratica del gameplay footage: nonostante un'unica, e già rivelata, ambientazione, la lunga sessione multiplayer cinque-contro-cinque tenuta dal team di sviluppo ha ribadito ancora una volta le caratteristiche principali di questo nuovo episodio della serie di tactical shooter più famosa al mondo; se l'approccio fortemente strategico, la frenesia degli scontri a fuoco ed una distruttibilità ambientale in grado di supportare un gameplay imprevedibile (ma sempre legato al concetto di squadra) sapranno sicuramente farsi strada nel cuore dei tanti appassionati, solo una prova con mano o ulteriori dettagli sulle restanti modalità di gioco potranno dirci se il fascino del franchise saprà insinuarsi anche tra giocatori dai palati più moderni. Di sicuro, se in Rainbow Six Siege liberare un'ostaggio significa poterne radere al suolo in tempo reale l'intera casa con estrema disinvoltura, l'offerta del titolo Ubisoft sembra di quelle difficili rifiutare.

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