Anteprima Ratchet & Clank: A Crack in Time

Torna il dinamico due di Insomniac, e questa volta riesce persino a controllare il tempo

anteprima Ratchet & Clank: A Crack in Time
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  • Ps3

Due personaggi: una pseudo-volpe antropomorfa e un droide. Più semplicemente, come abbiamo imparato a conoscerli, Ratchet e Clank: due nomi con cui, nel 2002, dopo la fortunata esperienza del draghetto Spyro, Insomniac Games introduceva nelle nostre PlayStation 2 un brand che avrebbe albergato nell’Olimpo dei platform per lunghi anni, costruendosi un nome di importanza considerevole.

Davvero senza bisogno di pretese particolari, il gioco ci presentava un interessante mix tra elementi action e sparatutto, offrendo anche diversi minigiochi ad intramezzare le esplorazioni spaziali: nulla di trascendentale, diciamocelo, ma forse è stata proprio la relativa semplicità delle canoniche meccaniche di gioco - miste ad altrettanto semplici sezioni shooter - ad elevare il titolo una spanna sopra la maggior parte delle produzioni platform che cercavano di farsi strada nel vasto parco titoli del monolite Sony.

Quello di cui parliamo oggi è il nono gioco della saga, apparsa già una volta anche su PSP e due su Ps3, dopo ben cinque capitoli sulla console d’origine.

Trame Spaziali!

Il primo titolo della serie ad approdare su PlayStation 3, Tools of Destruction, si concludeva con un rapimento del nostro amico robot, Clank, da parte di una razza aliena, gli Zoni, imperante in una dimensione inizialmente non accessibile dai nostri protagonisti.
E’ il momento, per Ratchet, di rimboccarsi le maniche ed andare alla ricerca del suo storico compagno di avventure, facendosi strada nello spazio e in dimensioni sconosciute, avvalendosi delle collaudate meccaniche platform/shooter che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Ricerca che vedrà il suo svolgimento proprio in A Crack in Time, dopo una breve cesura rappresentata da Quest for Booty, episodio “di mezzo” (disponibile in digital download e Blue-Ray) in cui Ratchet è impegnato a trovare una chiave per l’accesso alla dimensione degli Zoni.
Queste le basi storiche che spianano la via alla nuova avventura della software house californiana, che promette di portare considerevoli innovazioni nel brand. Sappiamo quindi che Ratchet è impegnato nella ricerca di Clank, sappiamo che la dimensione degli Zoni è tutt’altro che ospitale, ma per la prima volta troviamo nella saga due elementi nuovissimi e caratterizzanti: la manipolazione del tempo e qualche interessante sprazzo di - sempre più ricercato nelle produzioni attuali - free roaming.

Set me Free

Titoli come GTA IV fondano la loro essenza nella libera esplorazione e interazione con ambienti e personaggi (free roaming), per quanto possibile. Caratteristica, questa, che va di pari passo all’evoluzione dei sistemi hardware su cui girano i prodotti: maggiore è lo spazio disponibile e la capacità di calcolo, maggiore sarà la quantità di elementi con i quali poter interagire.
Ma se il titolo Rockstar è imperniato su queste meccaniche, non si può dire lo stesso di un platform, genere che non ha mai conosciuto l’implementazione di elementi esplorativi di tale ampiezza e facoltatività.
Fino ad ora.
A Crack in Time, infatti, presenta dei risvolti che mai avremmo associato al suo genere di appartenenza: la guida della nave spaziale di Ratchet, innanzitutto, sarà del tutto affidata al giocatore, che potrà scegliere se andare avanti nell’avventura principale, o fermarsi - e qui useremo per spiegarci termini squisitamente ruolistici - a “livellare” (ottenere ricompense e quant’altro) in svariate sub-quest fine a se stesse, che non avranno cioè influsso alcuno sullo svolgimento del gioco (con qualche eccezione). Avremo a disposizione un vastissimo universo da esplorare: nemici da abbattere, altre navi spaziali dalle quali ottenere incarichi e missioni, e perfino piccoli pianeti totalmente esplorabili, che faranno da sfondo all’avventura principale restando in perfetta linea con la filosofia della saga, che prevede l’alternanza di fasi classiche e di minigiochi, come per spezzare il frenetico ritmo della narrazione.
Inoltre, nel mondo di gioco ci saranno 40 Zoni sperduti tra le galassie: basterà trovarli perché essi ci ricompensino con upgrade della nave o con altri aiuti per andare avanti nell’avventura. Trovandoli tutti si potrà accedere a parti segrete del gioco, come livelli o boss che non aspettano altro che questo, e sconfiggendoli si avrà accesso all’Insomniac Museum...
Ma non sarà facile, ve lo assicuriamo.

Insomma, le cose da fare non mancano di certo, e siamo convinti che questo esperimento di free roaming possa regalare al gioco ed ai giocatori molte di quelle “ore opzionali” che i perfezionisti ameranno passare incollati al pad per ottenere un agognato 100%.
Ma le aggiunte di cui godrà il titolo non si fermano qui: avremo la possibilità - nelle fasi in cui guideremo Clank - come già accennato in precedenza, di manipolare il fattore temporale a nostro piacimento.
Il nostro robottino, rapito dagli Zoni, si trova ora prigioniero nel Great Clock (un orologio che determina al suo interno le regole temporali dell’universo intero), dove stringerà amicizia con Sigmund, un altro robot che lo introdurrà all’uso del Chronoscepter, congegno col quale sarà possibile piegare la quarta dimensione per risolvere enigmi o mettere al tappeto nemici: per farlo, Clank potrà intrappolarli dentro delle bolle create per l’occasione, nelle quali il tempo è rallentato e sarà più facile portare a termine gli attacchi. Semplice, no? Sì, fin troppo.
Il gioco riserva infatti un altro uso del tempo, ben più articolato, che trasformerà il nostro pad in una macchina da presa... temporale.

Registi temporali

Per risolvere alcuni enigmi dovremo affidarci ai Time Pads, congegni che registreranno (con tanto di “REC” e puntino rosso lampeggiante in alto) i nostri movimenti per circa un minuto (o fin quando non saremo noi a stoppare), ed essi saranno poi riproponibili secondo i nostri comodi, tramite un fantasma di Clank.
Ma usiamo un esempio per spiegare meglio la praticità della cosa: abbiamo tre “bottoni” a terra: uno blu, uno rosso e uno verde (i Time Pads), e una porta chiusa. Stando sul bottone rosso, la porta si apre. Scendendo, si chiude. Come fare a raggiungerla in tempo?
E’ qui che entrano in gioco le caratteristiche di questi “tasselli temporali”, che faranno di noi veri e propri registi del tempo. Salendo sul bottone blu, il gioco inizierà a registrare. Avviando le "riprese", corriamo verso la porta, finchè questa non si apre. Con il bottone verde, infine, possiamo far riprodurre quello che abbiamo filmato: sarà il nostro fantasma, l'eco delle nostre gesta, a salire sul bottone e permetterci di proseguire.
Ovviamente, avanzando nel gioco, avremo a che fare con enigmi molto più elaborati, che ci faranno davvero spremere le meningi e che richiederanno abilità e riflessi.

Estra-Terrestri

A determinare la qualità di un prodotto, forse più che gli aspetti principali, ci sono quei dettagli che spesso non si fanno notare troppo, ed agiscono in sordina per dare quella marcia in più che caratterizza un gioco. Stiamo parlando degli extras, quegli elementi del tutto opzionali senza i quali il gioco potrebbe lo stesso scorrere tranquillamente.
Un esempio?
Ci stiamo annoiando a macinare anni luce con la navetta di Ratchet? Nessun problema, basta agire sul D-pad per accendere una radio che ci farà compagnia con quattro stazioni differenti, ognuna caratteristica: c’è Polaris Classical, che ospiterà le più classiche musiche dei videogiochi, oppure House of Syth, se siamo amanti della techno/elettronica. Ancora, Pirate Radio ci strapperà qualche sorriso con divertenti pubblicità;, mentre in Deep Space Jams troveremo un repertorio abbastanza vario di grandi nomi e musica jazz.
Chi l’avrebbe mai detto? Non è solo l’interagire con tutto quello che ci sta intorno, anche questa è una interessante dimostrazione di free roaming.

Gigante rossa

Tecnicamente, il gioco da davvero il meglio di se e si presenta sicuramente al di sopra della media, sfoggiando modelli 3D di altissimo livello.
Senza bisogno di telescopi, le stelle e qualsiasi corpo celeste ci appaiono curati e ricchissimi di dettagli, così come i nostri protagonisti (non ci stupiremo a vedere i peli delle orecchie di Ratchet muoversi al vento...) e i nemici, che si vedranno al centro di effetti speciali cosmici di sicuro effetto visivo durante gli attacchi.
Molto curate anche le fasi di volo, durante le quali il senso di velocità fa da padrone e l’universo di gioco si espande progressivamente intorno a noi senza problemi di sorta: vedremo scorrerci intorno i pianeti più vari e strani, coperti di lava o di ghiaccio, e la maggior parte di essi saranno totalmente esplorabili, garantendo un dettaglio grafico impressionante.

Manca ormai poco all’uscita del gioco, ma non è detto che non ci possa essere ancora qualche piccola miglioria nel comparto tecnico, magari a risolvere qualche sporadico rallentamento che si nota di tanto in tanto.

Ratchet & Clank: A Crack in Time Ratchet and Clank: A Crack in Time ha le carte in regola per attestarsi come una delle pietre di paragone per il genere platform su PlayStation 3. Un comparto tecnico che non ha nulla da invidiare alle produzioni Pixar, elementi free roaming che si sposano perfettamente col titolo, innumerevoli missioni da portare a termine e la presenza di enigmi davvero elaborati e poco banali fanno di questo gioco un must have per tutti i possessori della console Sony. Non ci resta che aspettare l’autunno per provarlo con mano e trarre i giudizi definitivi che, ci scommettiamo, non saranno distanti da quelli di oggi.