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Red Dead Redemption 2: analisi del primo trailer

Rockstar Games ha pubblicato il primo trailer di Red Dead Redemption 2: aumenta l'hype per uno dei giochi più attesi del 2017.

anteprima Red Dead Redemption 2: analisi del primo trailer
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Solo Rockstar può permettersi di fare una cosa del genere. Di tenere milioni di giocatori col fiato sospeso, di stuzzicarli con la sola imposizione di uno sfondo rosso sangue, di tormentarli con la registrazione di un dominio web. E poi -alla fine di tutto- dopo avergli promesso il primo trailer ufficiale di Red Dead Redemption 2, di lasciarli con in mano cinquanta secondi di un video sibillino, misterioso, senza neppure un istante di gameplay.
Nessuna informazione sulla storia, sul protagonista (o sui protagonisti?), sul setting.
Ammettiamo di essere rimasti un po' delusi, soprattutto ricordando il meraviglioso trailer d'esordio di Grant Theft Auto 5, e quante informazioni vennero estratte da quel filmato. Non è detto che gli instancabili investigatori del Web non riescano a tirar fuori qualcosa di interessante anche da questo filmato, ma l'impresa sembra decisamente titanica.
Eppure, arrabbiarsi è davvero difficile. Un po' perché il ricordo di quel capolavoro intramontabile che risponde al nome di Red Dead Redemption è ancora fresco e indelebile, marchiato a fuoco nella nostra memoria di videogiocatori; un po' perché, viene da pensare, magari Rockstar ha cambiato in corsa la sua strategia comunicativa per non sovrapporsi all'annuncio di Nintendo Switch, spuntato dal nulla proprio stamattina. In quest'ultimo caso potremmo attenderci nuove informazioni entro breve, capaci di supportare in maniera più convinta la campagna di Pre-Order (avviata proprio in concomitanza con la pubblicazione del video).

Nel frattempo, il trailer di Red Dead Redemption 2 lo guardiamo e lo riguardiamo, letteralmente ammaliati dal fascino di questa selvaggia frontiera digitale. E sì, possiamo ribadirlo: è un trailer che non dice quasi nulla. Eppure, in qualche maniera ci rassicura sulla qualità del colpo d'occhio, dal momento che le scene in-game sembrano davvero meravigliose. Solidi sono gli effetti speciali, il fumo che si solleva dalla locomotiva, ma ancora di più colpisce l'illuminazione. Rockstar gioca con i colori del tramonto, con la luce obliqua che si fra strada tra gli alberi di una foresta, e poi ancora con il sole abbacinante che illumina la placida distesa di un campo coltivato, fin quasi a bruciarne i colori.

Sono inquadrature magnetiche e magniloquenti, come quella che ci mostra la schietta meraviglia di un cielo stellato. Ecco, se dovessimo interpretare il trailer come una dichiarazione d'intenti, diremmo che l'obiettivo principale del team di sviluppo è quello di darci un assaggio della diversità inarrivabile di ambientazioni che Red Dead Redemption 2 vuole proporre. Il capitolo precedente cercava di infilarsi in tutte le tematiche esplorate dagli Western Hollywoodiani, mettendoci di fronte ad una spietata guerra di secessione, al mito della corsa all'oro, alle avventure in una città fortemente urbanizzata. Stavolta l'attenzione si sposta dai temi ai luoghi, in quello che appare un catalogo densissimo di suggestioni. Ci sono le foreste incontaminate, tra le cui valli serpeggiano fiumi placidi e limacciosi, ma anche le montagne innevate del Nord, le praterie solcate dalle mandrie di bufali. C'è il mito della strada ferrata e quello di una vita tranquilla e operosa nelle immense fattorie. E ci sono poi gli insediamenti dell'uomo, ancora rozzi e incivili, sporchi, eretti attorno a strade sudicie e fangose. L'idea è quella di una frontiera ancora selvaggia, inumana: al di là di qualche momento di fugace accordo con la natura, l'Ovest è un luogo spietato, dove gli avvoltoi scendono in strada per banchettare con una carcassa e non c'è posto per i più deboli.
Al di là di queste considerazioni legate al fascino del mondo di gioco, tutto il resto è pura speculazione. Non sappiamo se il cowboy che vediamo a più riprese possa essere il vecchio Marston oppure il figlio: alcune voci di corridoio sostengono che il titolo sia in realtà un prequel, e che i sette pistoleri che si stagliano contro il tramonto siano i membri della banda del vecchio protagonista. Chissà che anche sul fronte narrativo il team di sviluppo non abbia deciso di giocare con l'orizzonte d'attesa degli utenti, ricordandogli chiaramente "I Magnifici 7" proprio nel periodo di uscita del remake cinematografico, ma poi decidendo di ribaltare la prospettiva della pellicola, raccontandoci l'epopea di un gruppo di criminali. In questo senso, le bandane che coprono il volto dei personaggi nell'ultima scena del trailer potrebbero essere piuttosto esplicative.

Parlare oltre di questo breve video, in ogni caso, rappresenterebbe uno sforzo retorico ancora più monumentale di quello che è stato necessario per assemblare queste righe. Restiamo dell'idea che se un'altra software house avesse utilizzato la stessa strategia, le reazioni del pubblico sarebbero state molto meno lusinghiere. E invece, in questo caso, ci viene quasi da sorridere per il "tiro mancino" che Rockstar ha deciso di giocare. Sia chiaro che, nonostante Red Dead Redemption sia uno dei più grandi capolavori della scorsa generazione, il secondo episodio ha ancora tutto da dimostrare. Speriamo che Rockstar inizi presto a scoprire le sue carte.

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