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GDC 2011

Anteprima Risen 2: Dark Waters

Mostrato per la prima volta il secondo RPG di Piranha Bytes

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

San Francisco - Per essere un evento dedicato idealmente alla formazione professionale degli sviluppatori ed al consolidamento dei rapporti fra gli addetti al settore, la GDC di quest'anno ci ha riservato un buon numero di sorprese. Oltre alle demo di Alice, Shadow of The Damned, Battlefield e Dead Island, in una piccola saletta del Moscone Center è stato possibile assistere alla presentazione ufficiale di Risen 2. I Piranha Bytes, con grande passione e competenza, ci hanno mostrato dunque tutte le caratteristiche del nuovo Action RPG, spiegandoci con dovizia di particolari come mai il sottotitolo scelto per questa incarnazione sia il cupo “Dark Water”.

Arrrrrr!

Dimenticatevi del primo capitolo: Risen 2 è ambientato ancora una volta nelle terre fantasy del vecchio episodio, ma a cambiare è il look del protagonista, alcuni esiti del gameplay, e persino l'opaco alone da “Epopea Fantasy Standardizzata” che ombreggiava i risultati del precedente lavoro. L'intendo del team di sviluppo è chiaro quanto mai: giocare sul canone del genere per sconvolgerlo, punzecchiarlo, ed elaborare un'interessante variazione su tema. Ecco dunque che, invece di un'isola sperduta da cui è impossibile scappare, stavolta Risen 2 si ambienta in una città costiera. Una di quelle tetre e malfamate, su cui sembra quasi pesare una cupa maledizione, che estende i suoi miasmi malefici fra i vicoli e le case, sulle banchine e sui porticcioli. In pratica: una città di Pirati.
Basta un'occhiata ai primi frame del nuovo trailer per innamorarsi della nuova direzione artistica. Finalmente nuova, vibrante, lontana dall'appiccicoso buonismo di buona parte del Fantasy moderno. I tratti del protagonista trasmettono tutta la sua disillusione: fuggito da Faranga, segnato per sempre da una mutilazione che gli ha strappato l'occhio destro, ha il fisico consumato dall'alcool e dal disprezzo. La sua benda è inequivocabile: quella di un bucaniere. Sembra quasi divertirsi, mentre prende a cazzotti la feccia che alberga in una delle tante locande della città: non sia mai che lo scorbuto possa lasciargli qualche dente.
Ed ecco dunque che dal trailer si passa alle sequenze In-Game vere e proprie. Anche se il PC su cui Risen 2 girava per l'occasione aveva tutta l'aria di essere uno di quelli belli potenti, l'impatto con il mondo creato da Piranha Bytes è davvero esaltante. Muovendo i primi passi sul pontile di legno, si allunga uno sguardo sulle chiare acque caraibiche, mentre il profilo di una piccola cittadina copre la lussureggiante vegetazione dell'isola. La realizzazione dell'acqua, fra i riflessi del sole che abbagliano e le trasparenze che lasciano intravedere i banchi di pesce e la muscosità delle alghe, è davvero qualcosa di impressionante. E poco male, allo stato attuale dei fatti, un po' di Pop-Up e del tearing evidente “sporcano” la scena: il colpo d'occhio è sinceramente spettacolare, anche grazie ad una ricerca stilistica davvero eccezionale. Se già Fable 3 aveva mosso qualche passo in direzione di un Fantasy meno pulito, il team tedesco ha saputo fare di meglio, fondendo in maniera ammirevole l'esuberante barocco della cultura piratesca con gli stilemi tipici del vecchio capitolo.
Le architetture della città sono dunque distorte e deformate, fra case di legno che sembrano ammassarsi una sull'altra, disordinate come ben vuole la tradizione dei bucanieri, e vecchi edifici “ristrutturati” (a cannonate) per l'occasione (come una piccola cattedrale diventata il covo di una banda di briganti). Giusto per lasciarci ancora più incuriositi, il team di sviluppo non solo ci mostra l'avanzare di un ciclo giorno/notte, ma ci assicura che il riuso di elementi architettonici sarà assolutamente moderato, così da garantire ad ogni isola e ad ogni città un carattere davvero unico.

Navigazione

Le navi, ci dicono i creativi, giocheranno un ruolo fondamentale in Risen 2. Anche se ancora non possono sbilanciarsi, confermano che i vascelli saranno fondamentali per spostarsi da un'isola all'altra, e che alcune dinamiche di gioco saranno fortemente intrecciate con i velieri ancorati ad ogni porto. Ma non aspettatevi battaglie di cannoni ed arr(rrr!)embaggi. Il team non vuole assolutamente perdere di vista il fulcro del gameplay, disperdendo forze produttive ed energie creative per allungare il brodo. Anzi, una critica non troppo velata arriva a giudicare Armada of the Damned, l'RPG dedicato ai Pirati dei Caraibi che, nell'opinione dei tedeschi, era destinato a fallire per l'assurda ambizione di voler coniugare tipologie di gameplay davvero troppo differenti fra loro. Meglio dunque focalizzarsi su un approccio ragionato, assicurandosi di portarlo in fondo nel migliore dei modi.

Do what you want 'cuz a pirate is free

Oltre all'ambientazione, le revisioni stilistiche interesseranno anche la fauna locale. Tanto per darci un'idea, ci viene mostrata una sorta di rettile strisciante, ed un ragno piuttosto tetro che avanza minaccioso. In effetti, pur senza stravolgimenti degni di nota, anche i nemici sono adesso disegnati con uno stile più maturo, sporco, che di sicuro farà bene al progetto. Unica nota ancora fuori posto, il sistema di combattimento che si intravede, anche se solo per qualche secondo, apparendo non troppo dissimile da quello dei tanti Action RPG che ultimamente hanno costellato le Line-Up delle macchine da gioco. Fra Risen 2 ed il suo predecessore, sul fronte del gameplay la distanza appare piuttosto breve: c'è da aspettarsi, ancora una volta, un titolo che fa poco per rendere più profonda e coinvolgente la parte “action”? Imperativo per migliorarsi sarebbe quello di evitare la propensione al Button Mashing, la ripetitività delle combinazioni d'attacco, la gestione poco intelligente delle collisioni. Per il momento è del tutto impossibile tracciare un profilo del Combat System di Risen 2, ma dai pochi secondi che abbiamo visionato, ci pare che le spinte innovatrici del team di sviluppo si siano piuttosto rivolte in altre direzioni. Ma non è mai detta l'ultima parola: i ragazzi di Piranha Bytes hanno chiaramente detto che qualcosa cambierà anche sul fronte ludico: i moschetti e le pistole al posto di archi e frecce potrebbero rinfrescare il tutto, così come il ricorso alla magia VooDoo, chiaramente evidenziato dal trailer di presentazione, potrebbe svecchiare la figura un po' trita del classico incantatore. Soprattutto quest'ultima prospettiva ci incuriosisce molto, e non vediamo l'ora di poter dare un'occhiata più approfondita agli Skill Tree, per capire meglio la direzione del progetto.

Prima di concludere, il team ha inoltre speso qualche parola per rassicurare i possessori delle console HD. Se il primo Risen era chiaramente un titolo nato e cresciuto su PC, poi convertito in fretta e furia anche per Xbox 360 (un adattamento per cui sono stati spesi appena 6 mesi, con ritmi e tempi di lavoro poco signorili), questo Dark Water è multipiattaforma nell'anima, e lo sviluppo parallelo porterà i suoi frutti. Attualmente, il titolo è confermato su Xbox360, ma le trattative per portarlo anche su Playstation 3 sono in corso, ed entro una settimana dovremo avere la conferma definitiva. Restate quindi su Everyeye per tutti gli aggiornamenti del caso.

Risen 2: Dark Waters Che il genere degli Action RPG necessiti di una rinfrescata, pare abbastanza chiaro. Nonostante gli entusiasmi di certa critica e dei fan sfegatati del genere, ultimamente, fra Risen e Two Worlds 2, Eco Draconis e Arcana, si è visto davvero poco in grado di risollevare le sorti di una categoria di videogame un po' paludata e sempre più di nicchia. Qualcosa, fortunatamente, sembra muoversi: mentre Kingdom of Amalur punta tutto sulla ristrutturazione delle meccaniche di gioco, dipingendo un mondo fantasy abbastanza classico, Dark Waters compie il tragitto inverso: un gameplay tradizionale ma un'ambientazione nuova, curiosa, poco sfruttata. Per ora è impossibile sbilanciarsi sulla qualità di Risen 2, ma già il livello tecnico raggiunge vette notevoli (intrecciato con una direzione artistica non banalizzata), e le sortite “piratesche” di Piranha Bytes ci affascinano non poco. Aspettiamo comunque di scoprire nuovi dettagli su sistema di combattimento e sviluppo del personaggio. Ma senza fretta: il team ha confermato che stavolta non ha intenzione di affrettare, per nessun motivo, il rilascio del suo secondo pargolo. Una fase attenta di debugging dovrà rifinire il gioco e limare ogni imperfezione, mentre verrà messa in piedi una trama coinvolgente ed una notevole quantità di Sub-Quest. Ulteriori novità, probabilmente, arriveranno all'E3.

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