Anteprima Sacred 3

Si avvicina il ritorno di Sacred, ma forse non è quello che i fan si aspettavano

anteprima Sacred 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

L’ultima volta che si parlò in queste pagine di Sacred 3 è stato addirittura quasi due anni fa, in occasione del Gamescom 2012 e del primo reveal ufficiale del progetto (l’annuncio risale invece persino al 2009). Già allora vennero messi in primo piano alcuni degli aspetti che avrebbero potuto far storcere il naso ai tanti fan della serie: su tutti, il cambio di sviluppatore e la scelta di operare grosse modifiche alla struttura di gioco, tali da trasformarla in pratica in un hack’n’slash che di RPG ha ormai veramente pochissimo. A meno di un mese dal lancio ufficiale per PC, PlayStation 3 e Xbox 360 le perplessità sono ovviamente perdurate, visto che il team di sviluppo, Keen Games, ha deciso di puntare in maniera massiccia sulla sua visione per il nuovo Sacred, stravolgendo del tutto quanto era stato fatto con primo e secondo episodio della serie.

Tanto action, poco RPG

Se Sacred 2 offriva un mondo open world le cui dimensioni erano paragonabili quasi a quelle di un piccolo MMO, con Sacred 3 tutto questo sparisce in favore di livelli più piccoli e strutturati. Una scelta che si scontra con quanto è stato realizzato in passato, ma che da un certo punto di vista potrebbe aprire a un level design più curato e coerente. È , questo, un aspetto che ovviamente potrà essere valutato soltanto con la versione completa del gioco, ma insomma: al di là di una rivoluzione che difficilmente sarà accettata dai fan di lungo corso, non è assolutamente detto che questo cambio di rotta porti solamente a risvolti negativi.

Controlli alla mano si sentirà invece in maniera più marcata un feeling differente: Sacred 3 viene ovviamente definito dallo sviluppatore come un Action-RPG, ma è chiaro che prevale tantissimo la prima componente rispetto alle caratteristiche che solitamente identificano un gioco di ruolo. Definire il titolo molto più vicino alla filosofia di un hack’n’slash non è insomma un’eresia, anzi diventa probabilmente il modo più corretto per collocare in un genere ben definito questa produzione.
Ogni classe presenterà un attacco normale e uno più potente, con due abilità da scegliere e sviluppare nel corso dell’avventura. Nulla di particolarmente complesso dunque, visto che il tutto sarà costruito all’insegna dell’immediatezza, lampante nelle fasi di combattimento. Ovviamente, parlare di una struttura ludica immediata non vuol dire necessariamente richiamare una grave mancanza di profondità: piuttosto, quest’ultima potrebbe essere provocata da altri problemi che rischiano di trasformare Sacred 3 in un hack’n’slash decisamente atipico. In senso negativo, si intende.

E il loot?

Una delle mancanze più assurde e clamorose che contraddistingueranno Sacred 3 riguarda infatti la totale assenza di una qualsiasi forma di loot per armi e armature. I nemici sconfitti lasceranno sui loro cadaveri solamente dell’oro con cui potenziare l'equipaggiamento in determinati momenti dell’avventura. L’armamentario sarà collegato in qualche modo direttamente alla storia, senza quindi dare al giocatore la possibilità di acquistare o vendere liberamente gli oggetti offensivi o le armature in proprio possesso. Si potranno comprare degli oggetti (e ci mancherebbe), ma è completamente sparito quel livello di customizzazione che di fatto rendeva unici i vecchi Sacred, in particolare il primo e ancora oggi amato episodio.

Insomma, è chiaro che il sistema di gioco molto semplificato e immediato sia pensato per mettere le console al primo piano a scapito dell’edizione per PC (addirittura nelle ultime built Personal Computer mancava il supporto a mouse e tastiera). L'altro elemento che contraddistingue questo Sacred 3 è il focus sulla cooperativa. Tutti i livelli, anche in modalità single player, presenteranno un sistema di lobby per permettere ad altri giocatori di unirsi alla partita. Allo stato attuale dei fatti, purtroppo, anche questo aspetto è un po' problematico, per via di un bilanciamento non proprio interessante: la presenza di altri tre utenti non fa altro che ridurre ulteriormente il livello di sfida, rendendo il gioco fin troppo facile anche per chi ha solo poca dimestichezza con il genere.

Sacred 3 Mettiamola così: se non si fosse chiamato Sacred 3 probabilmente quest’anteprima avrebbe avuto un tono differente. Non che le problematiche qui analizzate sarebbero state messe da parte, eppure è facile lasciarsi pervadere da un po' di rammarico quando ci si trova a parlare di un gioco che non ha mantenuto quasi nessuno dei tratti distintivi della sua saga di origine. Non si biasima l’intento dello sviluppatore volto ad aprire il franchise a un nuovo tipo di pubblico, ma non bisognerebbe nemmeno dimenticarsi di quello che ne ha fatto le fortune nel corso di questi anni, rischiando di attirare su di sé un mare inarrestabile di critiche. In ogni caso, per tutte le valutazioni definitive del caso si rimanda ovviamente alla recensione che sarà online tra qualche settimana.