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Anteprima Scribblenauts

Un puzzle game da risolvere con le Parole: prime informazioni

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  • DS

Se sentiamo dire le parole “Puzzle Game” la prima cosa che ci salta in mente è senza dubbio una cascata di blocchi colorati. Tuttavia sarebbe riduttivo pensare a questo genere solo in questi termini.

Infatti, se c’è una categoria ludica che ha saputo evolversi e fondersi con altre tipologie di gioco, è proprio quella dei Puzzle. E’ incredibile come questo genere sia mutaforma, manifestandosi ora come un fps (Il geniale Portal), ora come un platform (menzione di onore va all’incantevole Braid) e addirittura come un Rpg ibrido (Puzzle Quest e il seguito Galactrix). Adesso è il turno di 5th Cell, team che ha già dimostrato la sua grande fantasia con titoli come Drawn to Life e Lock’s Quest, intenzionato a proporci un puzzle dal concetto di base tanto semplice quanto stupefacente, dove dovremo risolvere una varietà immensa di situazioni a colpi di... parole!

Ne ferisce più il pennino che la spada

“Write anything, solve everything”, questo è il motto di Scribblenauts e riassume in quattro parole l’intera filosofia del titolo. In questo particolare titolo, lo scopo è riuscire a recuperare una stellina in ognuno dei circa 220 livelli dallo sviluppo orizzontale, da completare entro un tempo limite. La cosiddetta Starite sarà apparentemente irraggiungibile, o disponibile solo dopo aver completato un obiettivo indicatoci a inizio livello. Per raggiungere il nostro scopo dovremo materializzare qualsiasi cosa possa esserci utile, scrivendone il nome. La Starite è in cima ad un albero? Scriviamo “scala” dopo aver aperto lo spazio apposito sul touch screen e posizioniamo l'oggetto appena comparso di fianco all’albero, in modo da poter raggiungere la Starite. Troppo banale? Allora scriviamo “castoro” e facciamo si che il nostro roditore rosicchi il tronco fino: l’albero cadrà permettendoci di arraffare la Starite. Oppure pèrchè non usare un’ascia?

Questi sono solo dei semplici esempi di come l’unico limite nella risoluzione degli enigmi sia la nostra fantasia e la ricchezza del nostro vocabolario: il software è capace di riconoscere ben 10.000 parole, da quelle di uso più comune ad altre decisamente più bizzarre. Ovviamente nel vocabolario del titolo non saranno presenti nè parole volgari, né nomi propri di persona, anche se ci sarà qualche sorpresina ed Easter Egg (per esempio sarà possibile chiamare alle armi Dio in persona, alcuni tormentoni del web come il dolcissimo Keyboard Cat e, aprite bene le orecchie, la divinità Cthulhu, partorita dalla mente del grande scrittore H.P. Lovecraft). Ogni elemento sarà unico, infatti ad ognuno saranno legate caratteristiche fisiche, funzioni particolari, possibilità di interazione o di unione con altri oggetti e, nel caso sia un essere senziente, anche routine comportamentali definite dall’intelligenza artificiale, grazie ad un engine chiamato “Objectanaut”. Per intenderci, certi oggetti potranno essere utilizzati direttamente dal nostro alter ego, il simpatico Maxwell, come armi, altri -per esempio- come veicoli, mentre altri ancora interagiranno direttamente con l’ambiente, oppure con altri elementi presenti sullo scenario
Un animale erbivoro, in quanto tale, potrà essere un ghiotto spuntino per uno carnivoro, una ciambella farà gola a un Poliziotto, Dio ci difenderà, mentre uno zombie vorrà farci a pezzi. Ancora, un meteorite che si materializza causerà danni all’ambiente, un semplice sasso (ovviamente) no; un’ascia potrà essere utilizzata senza problemi da un taglialegna che non vedrà l’ora di abbattere qualche albero. Addirittura, Maxwell potrà utilizzare una macchina del tempo per viaggiare nel passato e “resettare” il livello (abbiamo voluto farvi degli esempi bizzarri ma assolutamente veritieri). Questi sono solo alcuni esempi delle infinite peculiarità di tutto ciò che potremo sfruttare per recuperare la Starite.

Siamo davvero entusiasti davanti l’infinita libertà che questo titolo può offrirci nella risoluzione dei livelli, tuttavia questa estrema libertà ci fa sorgere un dubbio: non vorremmo che il titolo risultasse troppo facile a causa del numero elevato di possibilità per superare gli schemi. Gli sviluppatori si sono già attivati per “equilibrare” il livello di difficoltà, mettendo un limite al numero di oggetti utilizzabili per ogni livello: indubbiamente una scelta saggia.

Non solo parole

A prima vista, Scribblenauts appare come un action 2D a scorrimento orizzontale; in effetti ne riprende svariati elementi, come per esempio gli ostacoli da evitare e i nemici da abbattere, fondendo il tutto con le meccaniche puzzle di cui abbiamo già parlato.

Tutte le azioni in game saranno gestite tramite touch screen, dai movimenti del nostro Maxwell, al collocamento degli oggetti nello scenario, alla scrittura delle parole. A proposito del sistema di scrittura, possiamo notare la grande cura messa dal team in questo aspetto; infatti sarà possibile scrivere o a mano libera, avvalendosi di un sistema di riconoscimento di scrittura realizzato personalmente dai 5th Cell (che ne assicurano l’affidabilità), o utilizzando una più tradizionale tastiera Qwerty virtuale. La scelta di spostare tutta l’azione sul touch screen pare ponderata, al fine di non dover mai distogliere lo sguardo dallo schermo ed avere un controllo più rapido del tutto. Sullo schermo superiore sarà visualizzata esclusivamente una schermata riassuntiva che ci mostrerà, oltre ai dati sul livello in corso, il timer e il numero di parole che possiamo scrivere.

Parlando di modalità di gioco, è apprezzabile la presenza di obiettivi, sbloccabili dopo aver completato il livello soddisfacendo particolari criteri come: “non usare armi”. Indubbiamente una bella spinta per i giocatori più accaniti. Tutti i livelli della modalità principale saranno ovviamente rigiocabili, ma per mettere un po’ di pepe alla cosa, per completarli una seconda volta non sarà possibile utilizzare gli stessi oggetti utilizzati per risolverlo la partita precedente. Presente una modalità editor che ci permetterà di creare i nostri livelli infernali e condividerli via Wi-fi, che contribuirà ulteriormente ad estendere la longevità del titolo, nonchè una modalità di gioco libero, dove potremo sperimentare tutte le combinazioni che ci salterano in mente.

Minimalista è bello

E’ evidente come gli sforzi del team 5th Cell siano rivolti soprattutto sul gameplay, e di questo fatto è testimone la veste grafica del titolo, che per quanto risulti deliziosa nel suo stile minimalista e pulito, tecnicamente potrebbe anche appartenere anche ad un videogioco sviluppato in Flash. Non ci sentiamo, ovviamente, di criticare Scribblenauts per questo: da un titolo del genere ci si aspetta una veste grafica chiara e se non altro gradevole dal punto di vista prettamente stilistico. I personaggi appaiono graziosi ed ispirano una certa simpatia, grazie anche al loro aspetto “pupazzoso”, dato dalle giunture fissate con un chiodino, da cui derivano animazioni che ricordano molto quelle viste con gli eroi di Drawn To Life. Vedere il grande Cthulhu in questa forma non ha prezzo, davvero. I temi musicali che abbiamo avuto modo di sentire paiono piuttosto gradevoli ed orecchiabili.

Scribblenauts Scribblenauts si propone come un titolo freschissimo, ambizioso e geniale; la cura quasi maniacale degli sviluppatori verso tutti gli elementi del gameplay potrebbe rendere Scribblenauts una vera perla, capace di farsi apprezzare sia dai casual gamers che dagli hardcore. Apprezzabile anche lo stile grafico che, per quanto incredibilmente semplice, pare più che adeguato per un titolo del genere. Al momento è molto difficile sollevare delle critiche verso quanto ci è stato possibile osservare, anche se rimane qualche piccolo dubbio sulla calibrazione della difficoltà di gioco. Insomma Scribblenauts è un titolo da tenere assolutamente d’occhio e noi della redazione non vediamo l’ora di sbizzarrirci a creare le situazioni più assurde sfoggiando il nostro vocabolario.