Anteprima Shadow of Mordor

Svelata la nuova produzione Warner e Monolith, un free roaming ambientato nel cuore di Mordor

anteprima Shadow of Mordor
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sebbene i giochi ispirati alla sconfinata opera di Tolkien non manchino certo, solo pochissimi sviluppatori si sono avventurati in terre ancora inesplorate dal Professore, preferendo piuttosto rileggerne le pagine con più o meno fedeltà. Forse questo si è dovuto, in alcuni casi, a problemi di licenza, ma la sensazione è anche che non molti abbiano avuto il coraggio di cimentarsi con un tale gigante della narrativa, soprattutto considerato il recente revival a lui dedicato grazie alle pellicole di Peter Jackson. Inoltre, presunti o veri che siano, gli appassionati e gli estimatori di Tolkien sono aumentati in maniera importante negli ultimi dieci anni, e, probabilmente, non molti sviluppatori si sentono pronti a "sfidarli" con storie originali ambientate nella Terra di Mezzo. Tra i temerari, da oggi possiamo annoverare i ragazzi di Monolith, che abbiamo raggiunto in una Londra completamente avvolta dalla nebbia per vedere in azione Shadow of Mordor, un action adventure a libera esplorazione destinato a collocarsi in una finestra temporale e geografica molto particolare, all'interno dell'immaginario legato alla Terra di Mezzo.

Il Male sconfitto

La disfatta del Male e il suo inesorabile ritorno sono elementi ricorrenti nell'epica di Tolkien, come esemplificato dalla figura di Sauron. Sconfitto prima alle pendici del Monte Fato, poi cacciato da Bosco Atro, e in ultimo cancellato definitivamente dall'esistenza nel grande epilogo della Terza Era. Le vicende di Shadow of Mordor andranno ad inserirsi proprio dopo la cacciata dell'Oscuro Signore da Bosco Atro, in seguito alla quale, insieme ai suoi eserciti di orchi, il maligno fa strada per Mordor, circa 60 anni prima della partenza di Frodo da Casa Baggins. Per chi ha letto (o visto, o entrambi) Il Signore degli Anelli, è difficile immaginare le terre tutto attorno al monte Fato in tempi di pace, eppure così dovevano essere durante la temporanea scomparsa di Sauron. Certo non verdi come Rohan, né ridenti come la Contea, eppure a modo loro tranquille, abitate da gente comune. Questa tregua dura tuttavia molto poco: intenzionato a prendere possesso dell'intera regione, Sauron invia i suoi orchi nei villaggi, rastrellando gli abitanti e facendone schiavi. In tale situazione di violenza e terrore si trova coinvolto, suo malgrado, il protagonista di Shadow of Mordor.
Per volontà degli sviluppatori ancora non conosciamo tutti i dettagli della trama, ma sappiamo quanto basta: durante una delle incursioni da parte degli orchi, il nostro rimane ferito mortalmente, per poi risvegliarsi misteriosamente qualche tempo dopo grazie all'intervento di un Wraith, uno spirito del misterioso aldilà Tolkeniano (non dissimile dai Cavalieri Neri che daranno la caccia a Frodo e all'Anello molti anni dopo). Questo spirito, la cui vera identità giocherà un ruolo fondamentale nella trama del gioco, abiterà da quel momento in poi il corpo del protagonista, intessendo con lui una sorta di rapporto simbiotico, e fornendogli, oltre a una nuova vita, anche una serie di poteri molto utili in combattimento. Comincia così un lungo viaggio attraverso le terre di Mordor, in cerca delle risposte alle molte domande sollevate dagli eventi del prologo. La prima, e più pressante, è proprio l'identità del Wraith, dello spirito che alberga il corpo del protagonista, il quale, in certi momenti, apparirà quasi come un personaggio separato, e dotato di una propria personalità. Si tratta di un'introduzione certamente non del tutto chiara alla trama di Shadow of Mordor, come confermato anche dal team di sviluppo, che ha volutamente concentrato questo primo appuntamento esclusivamente sul gameplay.

Una Mordor procedurale

Per chi non avesse familiarità con la natura procedurale dei contenuti di un videogame, si tratta di fattori non prefissati, che attingono da un pool di aspetti possibili per generare contenuti "causali". Proprio su questo principio si basa, almeno in parte, il gameplay di Shadow of Mordor. Esplorando liberamente la mappa di gioco, la quale non sembra presentare barriere che limitino in alcun modo il libero aggirarsi del giocatore, è possibile mettere in pratica tutta l'agilità del protagonista. Proprio in questi elementi si nota più di una strizzata d'occhio alla saga di Assassin's Creed, sia nelle animazioni del protagonista, sia nel modo in cui si scalano i bassi edifici, talvolta persino collegati dai medesimi intrecci di corda che hanno permesso a Altair, Ezio e compagnia di dar sfoggio di grandi abilità circensi. Anche il combattimento non è certo parso capace di soluzioni particolarmente originali, con i nemici che tendono ad attaccare uno alla volta, ancora una volta ricordando la saga degli Assassini, e una predominanza della contromossa dichiaratamente ispirata ai Batman firmati Rocksteady. A fianco di un set di abilità di base, dedicate principalmente alle armi bianche e al corpo a corpo, il protagonista avrà a disposizione anche gli speciali poteri del Wraith, che gli permetteranno di individuare da lontano i nemici, grazie ad un'apposita visuale, teletrasportarsi velocemente durante gli attacchi e utilizzare un arco, abbinato a un notevole rallentamento del tempo. Le abilità del protagonista cresceranno indipendemente da quelle del Wraith, tramite due alberi di skill separati, sbloccabili tramite il classico accumulo di punti esperienza.
Se dell'originalità va dunque ricercata in questo prodotto, essa ricade tutta sulle spalle del cosiddetto Nemesys System, un originale nuovo modo di affrontare le armate nemiche. Riprendendo dalle pagine di Tolkien la stretta gerarchia che vige tra le fila degli orchi, peraltro spesso agitate da conflitti interni tra clan rivali, Shadow of Mordor permetterà al giocatore di eliminare uno alla volta i War Chief, ossia i generali degli eserciti del male. Tale compito non sarà tuttavia breve, nè facile, dato che occorrerà cominciare dal basso, ossia dalla fanteria di bassa lega. Ogni volta che si sconfiggerà un nemico in combattimento, questo potrà essere interrogato, e rivelare dunque interessanti informazioni sui suoi superiori, come la loro posizione, alcune loro caratteristiche in combattimento e il numero di guardie del corpo a disposizione. Naturalmente, più informazioni si raccoglieranno salendo nella gerarchia di sottoposti al grande capo, meglio si potrà affrontare lo scontro finale. In maniera molto interessante, i nemici più importanti del gioco, ossia i War Chief e i loro immediati sottoposti, disporranno anche di un'intelligenza artificiale in grado di ricordare le azioni del giocatore, e imparare da esse. Per il protagonista, infatti, la morte non rappresenta un problema, dato che il Wraith potrà sempre riportarlo in vita pochi istanti dopo la morte (sebbene con alcune perdite in termini di avanzamenti per il giocatore).

Se si dovesse dunque perire durante uno scontro con uno degli Orchi più potenti, e ripresentarsi in un secondo momento, brevi linee di dialogo daranno ad intendere come il nemico si ricordi perfettamente del precedente incontro, talvolta anche sbeffeggiando apertamente il protagonista. Inoltre, eventuali tentativi precedenti di assassinio finiti male lasceranno anche evidenti segni sul corpo dei bersagli, che si ripresenteranno anche in seguito. nello specifico, ci è stato mostrato come un War Chief attaccato con il fuoco durante un tentativo finito male avesse conservato anche successivamente i segni delle ustioni sul volto, dimostrando come quello di Shadow of Mordor sia un mondo di gioco nel quale è possibile, letteralmente, "lasciare il segno".
Nel caso non si voglia fare da soli tutto il lavoro sporco, sarà anche possibile inviare un sottoposto, dopo averlo soggiogato tramite i poteri del Wraith, ad assassinare a tradimento il proprio capitano. Il tutto avverrà in tempo reale, con il personaggio che attraverserà a piedi la distanza necessaria, permettendo anche di seguirlo. Non necessariamente le cose andranno bene, data anche la notevole prestanza fisica dei War Chief, dunque potrebbe essere comunque necessario intervenire di persona, magari utilizzando il soggiogato come semplice diversivo. Proprio in questi aspetti dinamici risiede l'aspetto migliore, e il più promettente, di Shadow of Mordor, che configura il terreno di scontro come un ambiente dinamico, dove i nemici reagiscono attivamente alle azioni del giocatore, e, per arrivare ad uno scopo, ci sono sempre molte differenti strade.

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Sono molti gli aspetti ancora non chiari di Shadow of Mordor, sopratttutto per quanto riguarda la trama, la quale rappresenta naturalmente un elemento fondamentale per tenere insieme e giustificare l'intera offerta ludica. A fronte di un sistema di combattimento e di un elemento esplorativo che non hanno paura di ispirarsi apertamente a brand famosi, il Nemesys System dinamico è invece molto promettente, ma, anche in quel caso, occorre vedere come andrà a combaciare con le restanti componenti del gameplay. Difficile persino avanzare pareri preliminari, in questa primissima fase: aspetti originali affiancati ad altri visti già in molte altre produzioni, potrebbero fare di questo lavoro dei Monolith tanto una gradita nuova uscita, quanto un prodotto non poi così originale. Solo il tempo, nuove informazioni sulla trama e una prova diretta potranno dirci di più, con la speranza che il pedigree più che discreto degli sviluppatori statunitensi possa dare i frutti sperati. Al momento, l'uscita è fissata ad un generico 2014, e le piattaforme comprendono PC, e console Sony e Microsoft di vecchia e nuova generazione.