Anteprima Shaun White Snowboarding: World Stage

Si torna sull episte innevate con la Balance Board. Modalità e gameplay del seguito di Shaun White

anteprima Shaun White Snowboarding: World Stage
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Lo scorso anno abbiamo fatto snowboard insieme ad Ubisoft col suo Road Trip, dedicato ai possessori di Xbox 360, Wii e Ps3. Quest’anno la casa francese ha deciso di riprovarci e, con l’intenzione di migliorare il discreto successo avuto col primo titolo, ha colto l’occasione della kermesse losangelina di quest’anno per mostrarci e farci provare con mano (e con piede) il nuovo episodio della sua serie snowboardistica, questa volta pensato esclusivamente per l’ammiraglia Nintendo.

Ancora una volta, una marcia in più

Nintendo ci ha viziati. Con le sue innovative periferiche ci offre esperienze di gioco che divorano, in termini di realismo concreto ed immedesimazione, qualsiasi controparte. Basti pensare al WiiMote stesso, al nuovissimo WiiMotion Plus, o alla Balance Board, la pedana che, elaborando peso e baricentro del nostro corpo, ne interpreta i movimenti. E, così come l’anno scorso, è proprio su queste dinamiche che si fonda il nuovo titolo di Ubisoft. Il curioso “controller” di Nintendo offre un’esperienza lontana anni luce dai canonici tasti, per cui, curiosi, non riusciamo neanche stavolta a resistere alla tentazione e saliamo sulla pedana pronti per qualche spericolata discesa in snowboard, e non abbiamo nessuna intenzione di affidare le nostre mosse all’accoppiata WiiMote e Nunchuck, sebbene il gioco preveda anche questa opzione (ma, davvero, si perde proprio tanto).
Il sistema di controllo è quanto di più intuitivo e semplice possiamo immaginare: sulla Balance Board basterà inclinare il proprio corpo a destra o a sinistra per curvare, avanti o indietro per aumentare o diminuire la velocità, mentre per saltare dovremo esibirci in rapidi movimenti dal basso verso l’alto, “simulando” appunto il movimento di un balzo (pur non staccandoci dalla pedana stessa). Per compiere le acrobazie, invece, useremo i tasti del WiiMote, visto che sarebbe impreciso (ed oltremodo laborioso) affidarne l’elaborazione alla pedana Nintendo.
L’aspetto prettamente simulativo non è però il punto forte del gioco: gli ovvi limiti tecnici dell’hardware, e soprattutto il target a cui mira Ubisoft, fanno sì che il suo prodotto sia incentrato prima di tutto sul puro divertimento, senza bisogno di troppi fronzoli o movenze particolarmente intricate. Le meccaniche, quindi, pur presentandosi in maniera coinvolgente ed intuitiva, prendono decisamente le distanze da una simulazione in senso stretto, che World Stage non mira a rappresentare. Insomma, non c’è da stupirsi della una semplicità di fondo: basti tener presente il fatto che essa è voluta e ricercata, in vista di un divertimento più immediato ed accessibile a tutti.

Il mondo va più veloce di me

Se avete mai provato a snowboardare ben conoscete il brivido di velocità che si prova mentre la neve ci scorre gelida sotto gli scarponi. L’accento del gioco è spesso posto proprio sulla sensazione di velocità che avremo mentre andremo a solcare le nevi col nostro snowboard virtuale: le piste sono, infatti, di natura esageratamente verticale, e la sensazione che ne deriva, accoppiata alle meccaniche di gioco, risulta estremamente gradevole, coinvolgente e adatta a qualsiasi palato che non sia necessariamente in cerca della simulazione pura. L’impianto “semplicistico” (ma funzionale) è anche sottolineato dallo stile grafico del titolo: forse per sopperire ai limiti tecnici di Wii, non si va in cerca di realismo estetico, ma si vira verso rappresentazioni più cartoonesche sia dei paesaggi che degli atleti (come, del resto, ci sta abituando EA con Grand Slam Tennis o Fifa). Fresco, piacevole e fluido il risultato finale che, senza troppe pretese, riesce a dare un notevole senso di velocità e scorrevolezza agli ambienti. Da dire che, nonostante la discreta realizzazione delle location, queste appaiono a volte troppo piatte e statiche.

Modalità innevate

Di cose da fare, nel gioco, ce ne sono parecchie. Un aeroporto sarà il nostro “quartier generale” quando non siamo sul campo: da qui potremo muoverci verso le varie piste del mondo (trenta in totale, tra le quali troviamo l’Italia, il Giappone, e persino un'Half Pipe allestita nel centro di Times Square), e sempre qui ospiteremo, oltre che gli snowboarder sbloccati, i vari trofei e riconoscimenti vinti fino a quel momento. Ma come si fa a vincerli? Nelle piste, durante le gare, oltre ai canonici obiettivi da portare a termine, ne troveremo svariati secondari, che vanno dall’eseguire un determinato trick al battere un certo punteggio segnando così un nuovo record (che potrà andare a scalare le classifiche online di tutto il mondo). Non mancheranno, inoltre, vari oggetti d’abbigliamento nascosti, con i quali vestire in modi sempre nuovi il nostro atleta.
Tra le varie modalità di gioco segnaliamo la semplice corsa (la Boardercross), la sfida sugli half-pipe e la gara di trick. Ogni qualvolta andremo a cimentarci in un evento dovremo selezionare accuratamente non solo l’atleta, ma anche il cameraman che lo seguirà e ne filmerà ogni movenza: questa nostra scelta determinerà bonus o potenziamenti dei quali godere portando a termine delle prove specifiche, la raccolta degli anelli (nella Boardercross) o l’esecuzione di determinati trick (nelle altre due modalità).
Purtroppo, scordatevi della possibilità di fare tutto questo sfidando giocatori da tutto il mondo, visto che - a dispetto del sottotitolo - l’unica forma di multiplayer supportata è quella del LAN locale, oltretutto dedicato al solo uso del WiiMote. Niente Balance Board, insomma: un vero peccato.

Shaun White Snowboarding: World Stage Questo nuovo World Stage sembra avere tutte le premesse per rappresentare un validissimo titolo di snowboard che, pur allontanandosi volutamente dalla cruda simulazione, riesce a regalare un divertimento che grazie all’uso della Balance Board è precluso ai fruitori di qualsiasi altro titolo dello stesso genere che non giri su Wii. Le novità rispetto al predecessore ci sono, sì, ma forse non abbastanza concrete e numerose, ed è probabilmente un sistema di controllo fondamentalmente invariato, abbinato ad una pesante assenza della componente online, a scoraggiare chi si è già divertito abbastanza con il predecessore, Road Trip.