Sky: anteprima del nuovo gioco degli autori di Journey

A sorpresa, durante il keynote Apple del 12 settembre, Jenova Chen (autore di Journey e Flower) ha presentato il suo nuovo gioco: Sky.

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C'è qualcosa di poetico nei giochi di Thatgamecompany, un'atmosfera sognante, sinestetica, che trasmette quiete o profonda tristezza. Che siano le curiose vite acquatiche di Flow, gioco che probabilmente ha ispirato Will Wright nella creazione di Spore, i colorati petali di Flower, esposto come parte dell'esibizione di "The Art in Videogames" allo Smithsonian, o gli eloquenti silenzi di Journey, la vena artistica dello studio capitanato da Jenova Chen si è sempre fatta spazio tra le intricate strutture ludiche, emergendo con grazia e prepotenza. Sky, annunciato recentemente come esclusiva (temporale) per dispositivi iOS e Apple TV, è un altro tassello di un percorso creativo che muta ed evolve sempre più.
La nascita della vita in Flow, la "poesia" di Flower, la "parabola" raccontata da Journey: Sky può, come ha spiegato lo stesso Chen, essere invece associato ad una "serie TV". Sarà infatti caratterizzato da una struttura in continuo mutamento, da una narrazione - come sempre lasciata ad immagini, musiche, silenzi - che evolverà, da un mondo di gioco che ci chiederà di essere esplorato più e più volte, risultando sempre differente. In Sky, però, il cuore dell'esperienza sarà la condivisione, il dono. La sua disponibilità su dispositivi mobili, ha spiegato il director di Thatgamecompany, ha permesso di dar vita ad un gioco accessibile da chiunque e in qualunque momento e in cui il multiplayer, inteso nella sua dimensione più emozionale, potrà essere usato in maniera ancor più efficace.

Ed è importante mettere l'accento sull'aspetto emotivo di questa condivisione dell'esperienza, perché non dobbiamo aspettarci una struttura classica, o "matematica": non ci sarà un obiettivo vero e proprio né la presenza di una chat di alcun tipo. Sky continuerà a parlare un linguaggio universale, fatto di gesti, sorrisi e soavi movimenti, che ogni essere umano è in grado di comprendere ed interpretare, in ciascuna parte del mondo. È stata un'impresa difficile, come ha detto Jenova Chen, cercare di tramutare il linguaggio ludico in un idioma comprensibile da chiunque, senza barriere d'accessibilità: l'idea alla base del nuovo gioco, difatti, è in gran parte ripresa da quella che caratterizzava Journey, in cui si poteva condividere l'intero viaggio con uno straniero, senza sapere chi egli fosse. Un viaggiatore, proprio come chi stava affrontando l'avventura, che poteva esprimersi solo con un linguaggio primitivo, essenziale e puro, scevro da qualsiasi orpello e proprio per questo più toccante ed efficace. Ma questa caratteristica non è l'unica cosa che Sky e Journey condividono: le mantelle dei personaggi sembrano anch'esse ricordare quelle dell'ultimo gioco di Thatgamecompany, così come la leggiadria con cui quei ragazzi dai capelli spumosi si librano in volo al fianco dei gabbiani.
C'è anche un po' di Flower, nei colori, nell'afflato poetico, ma c'è soprattutto Cloud: uno dei primi giochi in cui Chen ed alcuni suoi compagni s'impegnarono, quand'erano ancora studenti universitari. In Cloud si guida un ragazzo che, ricoverato in una stanza d'ospedale, soffre la solitudine ed inizia a sognare di alzarsi in volo sui cieli della sua città immergendosi nei banchi di nuvole.

Il gioco è ispirato ad un fatto reale: anche Jenova Chen, quand'era più piccolo, veniva spesso ricoverato per attacchi d'asma ed iniziava a volare con la fantasia per sentirsi un po' meno solo. È bello pensare che Sky rappresenti la summa delle esperienze fatte in dodici anni, che sia, per certi versi, la rivincita di quel piccolo ragazzo sofferente arricchita dal contributo di tutte le persone che l'hanno aiutato in tutto questo tempo. Un ultimo volteggio nei cieli, rimembrando il passato ma vedendo il suo sogno avverato: l'orizzonte punteggiato da altri che, come lui, hanno sempre desiderato di condividere con qualcuno un viaggio al di sopra delle nuvole. E non sarebbe stato più solo.

Sky Sky è il nuovo (ed ultimo?) passo di un lungo viaggio che si muove a passi piccoli e lenti. Un percorso che è iniziato più di dieci anni fa e grazie al quale è stato possibile apprezzare l'evoluzione di un uomo e di un team. È quindi normale che la più recente opera di Thatgamecompany possa ricordare Flower o Journey, apparire quasi una copia spudorata e priva di potere immaginifico: e se fosse proprio questo l'intento? Quello di raccogliere l'anima delle esperienze precedenti e sintetizzarle in un unico e grande racconto interattivo? Non possiamo ancora sapere la risposta, ma già da ora è possibile percepire lo sforzo del team per rendere il gioco essenziale ed accessibile, naturale e fruibile in ogni luogo. Un'altra tappa per raggiungere la pura semplicità - un intento evidenziato anche dal titolo, che come quello dei predecessori è estremamente basilare ma enormemente significativo - arricchendo, paradossalmente, l'esperienza con nuovi elementi. Sky sembra l'ennesimo esperimento che sfida la consuetudine, con grazia e mordace perseveranza. Un'opera di cui si discuterà, un gioco che quasi nasconde la sua identità, le sue meccaniche ludiche. Così fine e trasparente, che si può intravedere l'anima.

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