Anteprima Sniper: Ghost Warrior 2

La vera vita di un cecchino

anteprima Sniper: Ghost Warrior 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

L'incoscienza della preda, il respiro strozzato, la direzione del vento, lo zoom del mirino, il calibro del tiro. Difficile resistere alla possibilità del cecchinaggio. Gran parte degli FPS giocati a tutte le latitudini offrono l'ebbrezza dell'impugnare un fucile di precisione, di quelli capaci di centrare in pieno volto un leprotto a cento metri di distanza. Che sia nel singleplayer o nel multiplayer, è un invito che non si può rifiutare quando proposto con tanta allettanza dal Call of Duty di turno.
Poi ci sono esperienze videoludiche cucite attorno all'abilità di centrare bersagli da spot assai lontani: in sala giochi ci si ricorda di Silent Scope se non altro per l'imponente periferica ultradettagliata, ma mentre scriviamo sugli scaffali è già disponibile il discreto Sniper Elite V2. Ad Agosto su Playstation 3, Xbox 360 e PC giungerà un altro videogame/simulazione di cecchinaggio quale Sniper Ghost Warrior 2 dei polacchi di City Interactive.
Seguito di quel Sniper Ghost Warrior conosciuto multipiattaforma un paio di anni or sono, l'imminente sparatutto rielabora l'esperienza incentivando la varietà ambientale, rivedendo il multiplayer e fornendo alcuni nuovi gadget che farebbero invidia a James Bond.
Abbiamo incontrato gli sviluppatori a Milano, i quali ci hanno mostrato una demo off-screen e la possibilità di testare un ulteriore livello. Pur senza eccellere particolarmente l'esperienza si è dimostrata divertente e coinvolgente, ma anche realistica nella sua riproposizione delle meccaniche di sparo. Non ci credete?

Dai Balcani alla Mongolia

L'interrogatorio dovrebbe essere una pura formalità, un processo in cui la sentenza è già stata scritta. Anzi nemmeno questo: l'aguzzino riceve l'incarico verbalmente di procedere alla nostra esecuzione, una sevizie dall'incommensurabile dolore. L'intenzione è restituire con interessi da strozzino l'eliminazione di Vladic, opera nostra e del nostro fucile di precisione.
Per fortuna siamo piuttosto abili con il coltello e siamo ancora più abili nel sottrarlo dalla mano avversaria pur essendo costretto sulla sedia da un robusto nodo da marinaio. La liberazione avviene più o meno come nella primissima apparizione della Vedova Nera in The Avengers, senza le risatine dell'agente Coulson dall'altro capo del telefono.
Dopo aver reciso la carotide dell'aguzzino (di tempo ce n'è poco) otteniamo le informazioni che volevamo: gli altri ostaggi americani sono ben presidiati all'interno del Parlamento.
L'incipit del terzo livello di gioco ci sbatte con una brutale regia nella drammatica Sarajevo di inizi anni '90. Il teatro di guerra bosniaco è il setting dell'intero primo atto di Sniper Ghost Warrior 2, un lungo flashback che fa da raccordo con gli eventi del prequel anticipando di prepotenza i due atti successivi: uno è nella giungla delle Filippine (piuttosto simile ai panorami lussureggianti e tropicali del primo Sniper Ghost Warrior), l'altro è tra gli isolati alpeggi e le silenziose vette dell'Hymalaya. Il producer Michael Sroczynski ci racconta il background tra sorrisini e pause scrupolose: non vuole rivelare più del necessario, ma vuole invitare i giocatori ad esplorare gli intrecci fictionali che vanno dai Balcani all'Estremo Oriente, coinvolgendo in un'unica narrazione alcuni membri della Sniper Elite.Ma torniamo alla missione giocata sotto i nostri occhi. L'obiettivo iniziale è recuperare il fucile di precisione, disperso in chissà quale armeria nello stabile dove eravamo richiusi. Nel frattempo ci accontentiamo di una pistola, adoperando pure un atteggiamento stealth che consiste nell'eliminazione degli ignari avversari cingendoli alle spalle con il coltellaccio precedentemente sottratto. E' un approccio inedito nel titolo City Interactive che si ripresenterà più spesso di quanto crediate, aiutando a determinare un gameplay insospettabilmente vario.
Recuperato il fedele alleato non resta che guadagnare uno spot sicuro e aprirsi una silenziosa breccia fino al palazzo parlamentare. Il realismo del gameplay si spiega senz'altro nella fedele riproduzione della balistica e della fisica delle armi da noi impugnate, ma sopratutto nella realistica rappresentazione delle situazioni: pur essendo lineare l'approccio può essere molto vario, nel senso che c'è una maniera intelligente per superare la missione e una totalmente sconclusionata. La prima offre buone possibilità di sopravvivere (checkpoint e safe point sembrano assai rari), la seconda molte meno. Sroczynski ci illustra prontamente l'approccio intelligente al gioco: recuperato il fucile di precisione siamo pronti ad abbandonare l'edificio nei cui sotterranei ci tenevano prigionieri, ma proprio dinnanzi allo stipite della porta ci imbattiamo in un convoglio di militari e mezzi corazzati. L'istinto guerrafondaio del videogiocatore vorrebbe appostarsi e colpirne uno per uno, ma lo sviluppatore ci fa nono con il ditino: non solo essi già fiutano la nostra presenza e scattano in allerta (una barra circolare attorno alla minimappa si carica pian piano sino a riempirsi interamente alla massima allerta), ragion per cui è preferibile schivarli e fare il giro più lungo. Altra situazione (maggiormente esplicativa) coinvolge direttamente la meccanica del cecchino: sui tetti ci sono due sentinelle, il cui occhio di falco può intercettare i nostri movimenti e scampanare a festa la nostra presenza. Entrambi vanno eliminati, già ma chi uccidere per primo? Nella limitata IA di un Call of Duty non fa differenza, ma in Sniper Ghost Warrior 2 è preferibile eliminare prima la guardia maggiormente lontana perchè sparando a quella più vicina quell'altra vede tutto e da l'allarme. Occorre pensare al da farsi, monitorare la situazione con il nuovo binocolo (già visto in Sniper Elite V2) e poi sparare il primo colpo. Altamente sconsigliato effettuare tale procedura premendo per prima cosa il grilletto...
Ci sono tre livelli di difficoltà (Easy, Medium e Hard), le cui differenze coinvolgono tanto l'arguzia nemica quanto le diverse impostazioni dell'arma. Gioia e tripudio la possibilità di customizzare la propria difficoltà, cioè scegliere liberamente quali impostazioni attivare e quali disattivare. Difatto la demo da noi provata era un misto di opzioni tra tutti e tre i livelli di difficoltà...
Sarà presente anche un multiplayer competitivo, differente rispetto a quello assai criticato del primo episodio; allora si risolveva nel trovare lo spot migliore e rimanere lì sino al termine della partitia cercando di anticipare gli avversari con una mira più accurata. Nel seguito la struttura è stata in parte rivista con l'obiettivo di costringere i giocatori a spostarsi nella mappa: da un lato la minimappa mostrerà solo la conformazione dell'arena e non anche le posizioni dei nemici come nella campagna single player, dall'altro una volta sparato il colpo il mirino freeza per alcuni secondi e quindi siamo costretti a cambiare posizione, se non altro perchè gli altri giocatori possono risalire al nostro spot seguendo la traiettoria del proiettile. Aspettiamo di testare questa impostazione per sapere se è efficace o meno!

La diversità della missione nella giungla filippina rispetto a Sarajevo non risiede tanto nell'opposta conformazione territoriale (naturale la prima, artificiale la seconda), quanto nella differente struttura di gioco. Se nei Balcani l'iniziativa era totalmente nelle mani del giocatore, qui si agisce insieme ad un compagno (spotter) che è alquanto propenso a darci degli ordini. E' lui a dirci quando colpire un nemico, è lui che coordina le azioni in coppia (ad esempio una simultanea stealth kill), è lui che impone il ritmo dell'esplorazione. Siamo costretti quindi ad un approccio più lineare (il codice di gioco peraltro presenta copiosi bug e glitch nella versione preview quando si prova a seguire percorsi alternativi), ma sopratutto ascoltare i suoi consigli/comandi. Qualcuno si starà chiedendo: da quando in qua devo stare a sentire un computer che mi dice cosa fare? Domanda lecita eppure retorica: provate a non seguire i suoi ordini, provate a seguire un approccio più spericolato e andrete incontro non solo alla morte, ma anche un respawn punitivo in cui i nemici si trovano in posizioni più impervie e maggiormente reattivi. Lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle: prima tizio pattuglia i dintorni di una casupola, dopo il game over sarà rintanato all'interno e l'unico modo per individuare la (futura) carcassa risiede nell'attivare il visore termico (la cui batteria ha durata limitata).
Sniper Ghost Warrior 2 è mosso dal Cry Engine 3 è l'effetto è significativo. Gli ambienti sono ben ricostruiti, solidi dal punto di vista poligonale per quanto non estremamente dettagliati. Ci hanno soddisfatto gli effetti particellari (quali la polvere sollevata da un'esplosione) o l'effetto dell'acqua: a diversi mesi dall'uscita c'è poco da lavorare su questi aspetti. Di contro le texture sono un capitolo più critico, povere nella definizione e alquanto approssimative, specie vista la mancanza di un filtro anti-aliasing. Le animazioni delle uccisioni per quanto in buona quantità, così da non ripetersi più del dovuto, mal si conciliano con il sistema di collisioni. Ci si può lavorare sopra anche se la sensazione restituita è di un motore grafico non spremuto fino in fondo, funzionale più alle dinamiche ludiche che a sottolineare una certa spettacolarità.
Piuttosto buono il sonoro. Abbiamo provato il titolo in compagnia delle cuffie Turtle Beach XP500 7.1, le quali ci hanno restituito tutta la complessità della partitura: il giocatore deve anzitutto prestare la massima attenzione agli effetti sonori, come rumori di passi, fruscio dell'erba, meccanismi di ricarica delle armi, ecc...; tutt'altro che trascurabili i dialoghi tra i nostri nemici, i quali oltre a sparlare (ne abbiamo beccati due che si ricordavano la sbronza della sera precedente) talvolta forniscono preziosi aiuti su come procedere nella missione; infine un terzo livello di accordi al pianoforte, giusto per sottolineare un minimo la tensione dell'esperienza furtiva.

Sniper: Ghost Warrior 2 Sniper Ghost Warrior 2 è un videogioco che ha diverse cose da dire. Propone un approccio molto realistico ed è abbastanza punitivo nei confronti del giocatore: di certo non può essere affrontato a cuor leggero come un Call of Duty qualsiasi, ma richiede concentrazione e una certa dose di neuroni per ponderare il modo migliore per affrontare una minaccia. C'è una buona varietà di ambienti e obiettivi proposti, oltre a un multiplayer abbastanza criptico e da verificare sul campo. Il motore grafico adottato è il Cry Engine 3 capace di garantire una certa solidità all'azione, anche se certi parametri grafici non ci hanno convinto (almeno provando il gioco su console). Gli sviluppatori hanno tempo sino a fine Agosto per smussare le asperità di questo simulatore di cecchinaggio.