Anteprima Soulcalibur: Broken Destiny

L'adattamento portatile del quarto capitolo di Soul Calibur

anteprima Soulcalibur: Broken Destiny
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A tale of souls and swords

Benchè i picchiaduro si adattino perfettamente alla filosofia di gioco mordi e fuggi tipica delle console portatili, sono pochi gli esempi di beat em up realmente validi per handheld. Proprio Namco, anni fa, propose un certo Tekken Dark Resurrection, versione riveduta e corretta di Tekken 5 uscito su PS2, capace di rivoluzionare il mondo dei picchiaduro sulla piccola e lucida console portatile Sony. Tecnicamente impressionante, la conversione del quinto capitolo dell'Iron Fist Tournament per PSP fu un vero e proprio successo, riuscendo a portare il gameplay tecnico e intramontabile della nota saga su un lido totalmente inesplorato dalla serie. A distanza di diversi anni, ecco tornare la casata di Pac Man in grande stile, con l'ennesimo brand in fase di transizione da console casalinga a modello portatile. Stiamo parlando della celeberrima saga beat em up cappa e spada nata su Dreamcast e vissuta in un'era di plausi di pubblico e critica su Psone: la saga di Soul Calibur.

A warrior desires a sword

Soul Calibur Broken Destiny ha tutte le carte in regola per essere l'ennesima trasposizione riuscita di un noto brand di successo su console portatile. Dopo esserci gustati serie come Final Fantasy, Silent Hill, Jak & Dexter, e il sopracitato Tekken, solo Soul Calibur sembrava mancare nella line up della piccola console Sony, e Namco certamente non poteva risparmiarci l'ennesimo capolavoro annunciato. Il titolo, per quanto ci è stato dato modo di vedere, allo stato attuale appare già in forma smagliante. Il comparto tecnico è una trasposizione - accuratamente alleggerita nel dettaglio grafico - di quanto già visto su console di ultime generazione in Soul Calibur IV, dal quale Broken Destiny eredita non solo character design, arene e colonna sonora, ma anche animazioni e calibrazione del sistema di gioco.
Il titolo implementerà i sistemi di Active Matching Battle, le Soul Gauge e le Critical Finishes caratteristiche del quarto episodio, ma certo è l'intento, da parte degli sviluppatori, di avvicinare -con questo nuovo capitolo portatile- i neofiti alla serie. Broken Destiny, infatti, sarà una sorta di episodio autoreferenziale, con un'interfaccia e un sistema di gioco maggiormente accomodanti rispetto il passato, calibrando un'esperienza di gameplay più vicina ad una sorta di allenamento intensivo piuttosto che ad una sfida all'ultimo sangue.
Allo stadio attuale, il gioco prevede l'inclusione delle canoniche modalità Arcade, Versus - confermata la possibilità di giocare in multiplayer locale (hoc) - survival e l'ormai irrinunciabile editor di personaggi. A differenza dell'episodio casalingo, le modalità a singolo giocatore sono state snellite e velocizzate, proprio per venire incontro alla filosofia di gioco “bite & go” tipiche delle console portatili, lasciando ampie possibilità di miglioramento al giocatore meno esperto.
Il roster di personaggi selezionabili è variegato e molto vicino alla piacevole “abbondanza” degli episodi canonici della saga di anime e spade, con una trentina di personaggi storici confermati, fra i quali spuntano nuove leve come lo strambo gentiluomo Dampierre e il nuovo guest character accolto dopo aver salutato i comprimari di Star Wars conosciuti nel quarto episodio: Kratos di God Of War.
La demo presente all'E3, purtroppo, è stata piuttosto avida, in questo senso, e non ci ha permesso di testare nessuno dei nuovi personaggi. Tuttavia un playtest diretto, nei panni di Raphael, Mitsurugi, Kilik, ha permesso di valutare la buonissima trasposizione del parco mosse, molto fedele. Mancano solo alcuni gesti tecnici legati all'esecuzione di mezzelune, probabilmente per adattare il parco mosse dei personaggi alle performance non proprio eccelse del dpad Sony PSP. Questo ha portato a ad un'azione di gioco molto più sobria e concreta, quasi a volersi riavvicinare ai fasti del mai-troppo-lodato primo episodio della saga.

And a sword desires strength

Se i personaggi possono contare su una splendida tenuta grafica - aiutati dalla bassa risoluzione del display PSP - lo stesso non si può dire per le arene di gioco, ma a questo stadio di sviluppo è inutile criticare il comparto tecnico di un titolo ancora in fase di elaborazione e design. Ottimo pare essere invece il sistema d'illuminazione ambientale implementato dai grafici Capcom, capace di accompagnare i combattimenti dei virtuosi personaggi attraverso splendidi scorci notturni così come al torrido caldo sole di mezzogiorno. Attualmente non ci è stato modo di conoscere la politica Capcom riguardante la possibilità di implementare una - più che auspicabile - modalità di confronto online, tuttavia, considerata l'esperienza ormai consolidata in materia della rossa N, non pare poi un'idea così azzardata.

Soulcalibur: Broken Destiny Soul Calibur Broken Destiny non è da considerarsi un porting dell'ultima fatica Namco su console next gen per PSP, bensì un nuovo tipo di esperienza, soprattutto mirata a chi, sino ad oggi, si è lasciato scappare l'opportunità di immergersi nelle splendide atmosfere del picchiaduro cappa e spada più famoso al mondo. Considerando i precedenti di Namco su Sony PSP, Broken Destiny potrebbe essere l'ennesima KA ad arricchire le nostre videoludoteche personali, proprio accanto a quel miracoloso Tekken Dark Resurrection che ancora oggi impazza su nostri piccoli schermi a 16:9. Salvo imprevisiti, l'appuntamento è a settemebre. E ricordatevi: The legend will never die.