Anteprima Spec Ops: The Line

Lo stretto confine tra dovere ed onore in una Dubai mangiata dal deserto

anteprima Spec Ops: The Line
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In una generazione come questa, dove di produzioni sin troppo uguali tra loro se ne incontrano ad ogni angolo, può addirittura capitare di mettere in stand by per anni un progetto, in attesa che un'idea si sviluppi e venga implementata per dare uno scossone decisivo al titolo. Deve essere stato il caso -immaginiamo- di Spec Ops: The Line, ultima fatica del team tedesco Yager Development distribuita da 2K Games. Annunciato nel corso del 2009 il prodotto è stato lasciato "decantare" per un lunghissimo periodo, nel quale si è addirittura arrivati a pensare fosse stato cancellato, per poi tornare a mostrarsi con prepotenza quest'anno, divenendo uno tra i videogame più attesi del 2012.
The Line, in questi mesi, ha visto più di qualche cambiamento, mantenendo però la sua struttura da Third Person Shooter piuttosto canonico e mantenendo altresì l'interessante setting (Dubai) e la linea narrativa presentata dal team in occasione dei primissimi first look.
Vagliare premesse e promesse è dunque ancora una volta nostro compito, per capire (o almeno iniziare a capire) se nel 2012 potremo aspettarci un TPS come tanti altri o qualcosa di veramente fresco e nuovo.

On the Edge

Tra le componenti più interessanti di quest'opera annoveriamo sicuramente la componente narrativa, almeno per quanto ci è dato sapere sino ad ora.
In un futuro non molto distante una misteriosa tempesta di sabbia di proporzioni catastrofiche a letteralmente dilaniato Dubai, mentre il 33esimo battaglione della fanteria dell'esercito degli Stati Uniti (agli ordini del colonnello John Konrad) si trova va nella città degli sceicchi per una missione di ricognizione. A seguito dell'immane catastrofe Konrad e i suoi sono rimasti intrappolati senza alcuna speranza di comunicare con l'esterno, vendendo dunque creduti morti di lì a poco dal solerte esercito americano. A diversi mesi di distanza, tuttavia, le unità rimaste in zona per la guerra civile che impazzava anche prima della catastrofe, captano un debolissimo segnale dall'unità del colonnello, ritenendolo -nonostante la quasi indecifrabilità dello stesso- ancora vivo. Parte dunque per la ricerca ed il soccorso una missione della Delta Force, della quale farà parte anche il protagonista assoluto della nostra avventura: il capitano Martin Walker che, tra le altre, sembra avere un qualche legame passato con il disperso Konrad.
La trama, non certo nuovissima o fresca, metterà però il giocatore in prima linea, costringendolo più volte ad affrontare sottili scelte morali (in bilico tra il dovere e lo spirito umano) che, a detta del team, potrebbero mutare in maniera sostanziale la progressione. Le sensazioni da quanto mostrato nel corso di vari eventi e presentazioni sono quelle di una forte pressione psicologica sul nostro operativo, che potrebbe avvicinarsi in maniera piuttosto credibile ai pazzeschi racconti di ex-marine (o dai film) che spesso ci impressionano, pur non avendoli vissuti in prima persona. Una deriva dunque piuttosto interessante, che non vuole limitarsi a disegnare uno scenario ed un intreccio tanto per fare da sfondo alle sparatorie, ma intende invece coinvolgere il giocatore nel profondo, tentando di farlo immedesimare quanto più possibile nel delicato equilibrio psicologico che, a quanto pare, caratterizzerà l'eroe.

Tempesta di sabbia

Di contro il gameplay di The Line pare piuttosto canonico ed allineato ai Third Person Shooter più blasonati di questa generazione (Gears of War su tutti). La produzione implementerà dunque meccaniche action veicolate da una telecamera posta poco oltre la spalla destra del nostro avatar, permettendoci di sfruttare le diverse bocche da fuoco presenti (la dotazione dell'esercito sarà replicata quasi in toto) ed anche un sistema di coperture dinamico, per ripararci dal fuoco nemico ed avere, allo stesso tempo, una panoramica piuttosto vasta sull'azione. Sottolineiamo questo aspetto non a caso, dato che, in un modo o nell'altro, le coperture avranno un ruolo centralissimo in questo nuovo Spec Ops. Da una parte, la copertura tattica, ci darà il tempo di esplorare le possibilità inserite dal team per quanto riguarda le disposizioni d'attacco impartibili ai sottoposti (si trattasse d'offrirci fuoco di copertura, di stordire i nemici con una flashbang o di coprire una ritirata con un fumogeno); dall'altra s'inseriranno delle particolarità d'interazione ambientale totalmente nuove, che ci consentiranno di stanare gli avversari ma -allo stesso tempo- richiederanno da parte nostra grande attenzione. L'abnorme quantità di sabbia postasi in ogni dove potrà infatti essere sfruttata -in un certo senso- a nostro vantaggio. Emblematico uno spezzone di footage tra gli ultimi mostrati, da questo punto di vista, che mostrava il nostro mentre, al riparo dietro un muretto, sfondava con una raffica alla cieca i vetri di un grosso autobus, incastrato poco sopra alla postazione di tiro di una pattuglia nemica. Il mix di frammenti di vetro e cascate di sabbia stordiva inesorabilmente gli avversari, permettendoci di agire quasi in maniera indisturbata. Gli effetti della sabbia, del cataclisma e di tutto quello che ancora "ribolle" nelle aride terre dell'Emirato, si ripercuoteranno però (come accennato) anche sul gruppo dei "buoni", andando ad ostacolare in maniera non certo piacevole l'avanzata verso il successo della missione. In determinati frangenti (possiamo ipotizzare scriptati o comunque attivati da particolari trigger event), vedremo letteralmente mancarci il terreno da sotto i piedi, con la sabbia che si diraderà dagli spazi occupati creando immense voragini. Ma l'arci-nemica non saprà solo sgomberare le zone abusivamente occupate, facendoci letteralmente mancare l'appoggio sotto ai piedi, ma anche depositarsi (sebbene in maniera meno visibile e sostanziale alla struttura ludica) in seguito a violente tormente, che offriranno altro pepe in più durante gli scontri, rendendoli (per entrambe le fazioni) davvero difficoltosi.
I fenomeni, osservato soprattutto durante le fasi di copertura, dovrebbe avere il merito (almeno secondo noi e da quanto visto) di movimentare l'azione: perfettamente conscia d'ogni accadimento, infatti, l'intelligenza artificiale nemica ha subito approfittato della debacle (Walker appeso a diversi metri da terra) per farsi avanti, aggirare quella che oramai non era più un'efficace copertura, e tentare un'assalto decisivo. Non perdendosi minimamente d'animo, l'eroe, sarà in grado di estrarre la pistola -rimanendo appeso con un braccio solo- ed eliminare i nemici per una deriva action che ricorda molto da vicino titoli come Just Cause (eccezzion fatta, almeno per quanto mostrato sinora, per il corpo a corpo). Se in questi frangenti abbiamo potuto ammirare routine comportamentali capaci, non possiamo certo dire lo stesso per le normali fasi "sparacchine", dove, invece, le truppe nemiche si sono mostrate piuttosto statiche ed incapaci di reagire all'ineluttabilità del fuoco di soppressione delle truppe alleate.
Quello che si profila, in ogni caso, è uno shooter che tenta di unire aspetti canonici ed elementi del tutto nuovi per il genere, in un mix -a nostro modo di vedere- tanto interessante quanto pericoloso per la deriva che potrebbe prendere nel corso della progressione.
Tornando con i piedi ben saldi a terra aggiungiamo poi che The Line non lesinerà nemmeno sul fronte multiplayer, con un comparto entrato recentemente in fase di ristrettissima fase beta (aperta dunque a pochi eletti). In questo caso, con informazioni davvero frammentarie e la documentazione di ben poco footage, possiamo dire solamente che le modalità osservate paiono rifarsi a quelle canoniche alle quali siamo abituati nelle produzioni del filone shooter. Ai deathmatch si andranno ad affiancare dunque le più classiche delle modalità ad obiettivo, con la conquista e la distruzione delle basi operative nemiche.
Il tutto sarà ancora una volta contornato dall'elemento sabbioso che, anche in questo caso, si rivelerà preponderante. Tuttavia, invece che presentarsi come pericoloso ostacolo addirittura per una lineare progressione nei livelli, qui ne incrociamo (almeno per quanto ci è dato sapere) la sola componente "tempestosa", con tutti i relativi malus alla visuale ed all'HUD di gioco, parzialmente oscurato dalle raffiche per rendere ancor più complicata l'individuazione del nemico e la stessa progressione all'interno delle enormi mappe. Da un primo sguardo, infine, possiamo dire che le location, in multiplayer, paiono riprese da spezzoni piuttosto vasti dell'ambientazione ammirata nel corso della campagna single player.
Come anticipato le informazioni, in questo caso, sono davvero scarne e non ci resta che attendere (magari una prova con mano) per saperne di più.

L’importanza dello Skyline

Un'altra componente di dibattito in The Line, sempre valutando il materiale a disposizione ad ora, è il comparto tecnico, che unisce alti e bassi in maniera omogenea. Da una parte notiamo infatti la buona realizzazione poligonale dei personaggi a schermo e delle ambientazioni, particolarmente curate e ricche d'elementi, ostacoli e barriere d'ogni genere. Dall'altra, a farci storcere il naso, un sistema di animazioni che pare a tratti troppo ingessato e, all'interno delle dinamiche shooter, non si rivela sempre fluidissimo. Rimanendo in ambito shooter, inoltre, non sembra palesarsi un'efficace e credibile impatto dei proiettili, che non danneggiano come dovrebbero il nemico.
Difetti e difettucci scalano però in secondo piano nel momento in cui lo skyline di Dubai si staglia prepotentemente all'orizzonte: la riproduzione della location appare davvero inappuntabile, così come shader e texture d'alto livello appaiono in grado di valorizzarne le bellezze architettoniche. La possibilità d'inoltrarsi in alcuni degli edifici più alti (ed apprezzare così una profondità visiva encomiabile) e le caratteristiche di un level design in continua mutazione (per via della sabbia) infarciscono dunque il comparto d'un valore aggiunto non da poco, amalgamato non bastasse dalla perfetta implementazione dei centralissimi effetti particellari che caratterizzano proprio l'elemento preponderante del deserto.
Un colpo d'occhio da mozzare a tratti il fiato, che speriamo potersi mantenere intatto e sempre vario per tutta la durata dell'avventura.

Spec Ops: The Line Spec Ops: The Line è senza dubbio uno dei titoli più attesi del 2012. Rimasto a lungo in cantiere ha saputo parzialmente reinventarsi per riattivare l’appeal comunque mai del tutto sopito nei videogiocatori. Se la solidità delle più canoniche meccaniche TPS saprà unirsi con cognizione di causa all’elemento sabbioso -centrale alla produzione- avremo per le mani un potenziale must buy. Dobbiamo poi considerare, non dimentichiamolo, l’accattivante questione morale legata alle misteriose vicende di gioco, ed un comparto multiplayer che potrebbe anche rivelarsi qualcosa in più rispetto ad un semplice riempitivo.
Tante speranze per una produzione da tenere rigorosamente nel mirino.

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