Anteprima Spiderman: Edge of Time

Vista a Parigi la nuova avventura di Spiderman

anteprima Spiderman: Edge of Time
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    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc

Spiderman: Edge of Time prende le mosse da una base solidissima. Shattered Dimensions, di fatto, era un prodotto meritevole di attenzione, in barba alle antipatiche idiosincrasie che i titoli su licenza si portano sul groppone praticamente da sempre.
Laddove il prequel saziava il giocatore puntando spesso e volentieri sulla quantità, quest’anno il team di sviluppo ha aggiustato la ricetta scremando gli ingredienti meno speziati o comunque meno utili ai fini di creare un’opera più compatta e coesa.
L’approdo finale è la stesura di una trama -pur nel rispetto del ritmo e della verve insita nel personaggio- semplicemente meno leggera. Meno dispersiva. Meno da videogioco. Il salto dimensionale è sempre previsto, ma a questo giro restano in piedi solo gli universi di Amazing e della sua controparte 2099. Una scelta radicale, che tuttavia non determina un impoverimento del gameplay, quanto un approfondimento delle dinamiche maggiormente apprezzate in Shattered Dimensions.
Everyeye.it è volato a Parigi per fare il punto della situazione con Beenox Studios.

Chi è causa del suo mal...

I particolari ascrivibili alla sfera narrativa sono ancora stretti da un deciso riserbo. Un ignoto villain ha avuto la geniale pensata di costruire una macchina del tempo per fare una capatina dal nostro Peter Parker, ed estirpare così il problema “insetti” alla radice. Un’idea che potrebbe tornare comoda anche alla Bayer, a ben pensarci.
Per scongiurare la catastrofe, lo Spidey del 2099 riesce a contattare telepaticamente Peter Parker, dando il là ad un paradosso dimensionale ed editoriale dai connotati sicuramente stuzzicanti. Beenox Studios, avallata da Marvel, ha già dato riprova di una mano creativa non priva di verve, anche nella composizione dello storytelling.
I due protagonisti comunicheranno spesso tramite un "picture in picture" spettacolare, in cui alle gesta del protagonista controllato dal giocatore faranno eco quelle della controparte nella rispettiva dimensione. Qui, poi, risiede la chicca imbastita dagli sviluppatori: le ripercussioni sequenziali delle azioni commesse nel passato all’interno del quadro 2099. Durante la presentazione parigina abbiamo assistito ad una sequenza piuttosto esemplificativa. Spiderman 2099 è all’interno di una catena di montaggio, zeppa di parti meccaniche da accorpare e cyborg da intabarrare sotto chili di ragnatele. L’esito di uno scontro di vedute con un robot dalla dimensioni preoccupanti è già scritto: Spidey non ce la può fare. Ci si tuffa quindi nel passato, nell’era di Amazing, quando il simil- terminator è ancora sotto i ferri, pronto per essere assemblato. Impedendone quindi la costruzione, si elimina anche il problema nel 2099, così che i nostri possano proseguire nelle rispettive -ma mai così unite- avventure.
Il passaggio da una dimensione all’altra è ovviamente automatico e si configura come una lampante strumento stilistico/narrativo: un modo originale per mantenere serrato il ritmo di gioco, che perdendo la parti stealth proprie di Shattered Dimensions, ingrana la marcia di un dinamismo esasperato e convincente.
L’effetto azione-conseguenza sopraccitato è ovviamente scriptato. La presenza però di macrosequenze predeterminate non elimina del tutto la possibilità di un minimo di libertà di scelta. Gli sviluppatori ci hanno rassicurato sull’inserimento di porzioni di gioco differenziate in base a come ci si comporta, per esempio, nel passato. Piccole divagazioni che potrebbero però avere un ruolo interessante sul versante replay value.
Avendo solo due versioni di Spiderman a disposizione, Beenox Studios si è concentrata sulle dinamiche di combattimento, che mutuano gli schemi progressivi di Shattered Dimensions (upgrade del personaggio, ispessimento del numero di combo), andando a sottolineare con maggior forza le caratteristiche peculiari di Amazing e 2099. Il primo punta tutto sull’agilità e sulle proprie capacità evasive, in un connubio fra attacchi veloci, potenti e giochi di prestigio con la ragnatela davvero spettacolari. Il secondo, invece, più prestante, non lesina sul corpo a corpo più brutale (interessante la possibilità di creare un ologramma per distrarre i nemici).
Non pervenuta, al momento, l’IA degli avversari -tallone d’Achille del prequel- vista la natura puramente dimostrativa del livelli visionati. Ambientazioni che si annunciano però ben più estese di quelle di Shattered Dimensions, e soprattutto più studiate a misura di supereroe. Laddove il focus di 2099 sarà il combattimento, con anche sequenze in “picchiata” prese di netto da Shattered Dimensions, per Amazing non mancheranno dinamiche platform più generose ed ingegnose, volte a sfruttare meglio la sua capacità di appendersi, scalare e oscillare con la fida ragnatela.
Spiderman: Edge of Time prevede unicamente una campagna single player, ed uscirà il prossimo autunno su tutte le piattaforme principali.

Una (ragna)tela di pregio

Alle scelte stilistiche di Shattered Dimensions, ne converrete, si potevano muovere poche critiche. Diverso il discorso prettamente tecnico. Spiderman: Edge of Time punta quindi a raddrizzare i comparti meno riusciti del predecessore, rinforzando quanto di buono era già stato fatto.
I passaggi dimensionali, dinamici e velocissimi, sono una gioia per gli occhi dell’appassionato, così come il tratto che puntella protagonisti e nemici e la differenzazione scenica degli universi.
Ancora un po’ spoglie le ambientazioni, comunque ingrassate dal numero generoso di nemici. Riviste, almeno parzialmente, le animazioni, che finalmente paiono più fluide e degne di Spidey.
L’effettistica sottotono confessa i mesi che ci separano dall’uscita sul mercato: confidiamo che Beenox Studios, lavorando sui particolari, possa regalarci un risultato anche migliore del titolo dello scorso anno.

Spiderman: Edge of Time Spiderman: Edge of Time conferma le potenzialità di un team di sviluppo capace e genuinamente innamorato del personaggio. Piuttosto che fermarsi alla struttura dinamica di Shattered Dimensions, Beenox Studios ha preferito gettare nella mischia elementi nuovi, più caratterizzanti e -a tratti- anche originali. I punti chiave del prequel non vengono quindi scompaginati, bensì arricchiti e meglio strutturati. Il regime stilistico rimane invece lo stesso: una scelta che i fan non potranno che apprezzare

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