E3 2012

Anteprima Splinter Cell BlackList

Un ritorno in salsa spettacolare per Sam Fisher

anteprima Splinter Cell BlackList
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ci sono brand, anche molto famosi e di successo che, nel corso degli anni e delle generazioni, subiscono momenti di pesante calo, rischiando di non rialzarsi per moltissimo tempo, E' quanto rischia di accadere a Splinter Cell, caduto in "disgrazia" con l'ultimo Convinction. Un parziale -ma esagerato- abbandono delle velleità da stealth game e l'abbraccio di dinamiche più spettacolari come il poter taggare ed uccidere in maniera automatica fino a quattro nemici alla volta, ha fatto storcere pesantemente il naso ai fan (ed in parte anche alla critica), ribellatisi contro una commercializzazione a cui assistiamo oramai sempre più spesso. E se alla "casualizzazione" aggiungiamo una trama non certo da best seller ed una regia non sempre impeccabile, vediamo chiaramente come Convinction non potesse puntare molto più in alto della mediocrità. Ubisoft però non è una software house che si lascia facilmente andare e, rimboccatesi le maniche, ha iniziato a lavorare ad un nuovo episodio next gen, sviluppato da un team differente. Svelato (e mostrato) per la prima volta a questo E3 2012, Splinter Cell: Blacklist cercherà di riprendere qualche caratteristica dal glorioso passato, integrandola con quello che è oramai il credo di Sam e tentando di accontentare quanti più giocatori possibili. Per vedere quanto effettivamente quest'obiettivo sia o meno alla portata, noi di Everyeye.it ci siamo recati all'elegate booth Ubisoft, per una presentazione privata che ha approfondito quanto visto durante la conference di Microsoft.

Morte in movimento

I primi dettagli di cui veniamo a conoscenza riguardano la vicenda, incentrata ancora una volta sulla figura di Sam Fisher e caratterizzata da un incipit abbastanza scontato, se vogliamo. L'intelligence americana ha stipulato la Blacklist, una lista dei più pericolosi terroristi in attività e pronti ad attaccare l'occidente. Il nostro eroe, con le buone o con le cattive, sarà chiamato a recarsi ai quattro angoli del Mondo per fermarli. Un incipit non certo originale che verrà condito però da una novità abbastanza succulenta. Il buon Sam, dopo gli accadimenti che hanno coinvolto la sua vecchia agenzia, è ora leader indiscusso di 4th Echelon, godendo dunque di libertà decisionali e d'azione sul campo estremamente maggiori. Al suo fianco, in ogni caso, il proverbiale contatto logistico, a fornire preziose informazioni e briefing ed a far sentire nuovamente a casa il nostro brizzolato beniamino.

"Chi si aspettava un ritorno del "vecchio Sam" dovrà rivedere i propri piani, dato che in questo caso si è seguita la via di Convinction"

La demo presentataci ha inizio in Iran, alle porte di una cittadella che scopriremo in seguito essere rifugio dei terroristi. Un Sam inizialmente irriconoscibile (indossa una kefia a coprirli interamente la testa lasciando liberi solamente gli occhi) è intento nel trasporto di un ferito -forse già cadavere- verso un campo di fortuna costruito ai piedi della roccaforte nemica. Entrato con la scusa di soccorrere il ferito in una tenda (molto probabilmente la base operativa), il nostro viene immediatamente incalzato da quello che pare essere il leader di turno, a cui il buon Sam risponde in perfetto arabo. Alla lunga però non risulta convincente ed il nemico inizia ad affrontarlo faccia a faccia, facendosi sempre più vicino. Tutto si svolge in tempo reale in maniera di darci il tempo di "taggare" i due terroristi che si stanno occupando del ferito. Basta un attimo e, in una cut scene dall'elevato tasso di spettacolarità, i balordi in questione si ritrovano morti, ed il malcapitato rimasto in vita sottoposto ad al peggior interrogatorio della sua vita. La sessione è in prima battuta scriptata e vede Sam spezzare il braccio dell'uomo nel tentativo di estorcergli le infomazioni sul bersaglio. L'avversario si piega senza spezzarsi ed il terzo grado deve dunuqe passare alla "fase due" - con Sam a sbattere pesantemente l'ostaggio sul tavolo e poi in terra, piantandogli infine il coltello in una spalla. A questo punto il comando passa al giocatore, che potrà rigirare l'arnese nella ferita per costringere il nemico a parlare, oppure ucciderlo e proseguire senza l'ottenimento di maggiori informazioni. Una scelta che -ci spiega il team- avrà delle conseguenze, in un rinnovato "sistema morale" capace di creare costantemente bivi nella vicenda. Nemmeo il tempo di esplorare le possibilità che la folla presente in sala grida al massacro, puntualmente eseguito dal membro del team in controllo.
L'azione si sposta dunque sulla strada verso la roccaforte e Sam giunge ad un secondo accampamento, occupato questa volta da molti più miliziani. Con un tocco sul D-Pad il dev team ci mostra il ritorno del visore multifunzione, grazie al quale Sam individue otto ostili. Il primo è defilato, fa la guardia alla prima tenda. Con una mossa ripresa dai primi capitoli il nostro taglia la stoffa con il coltello, prendendo alle spalle il malcapitato ed effettuando una delle tante nuove uccisioni inserite nel gioco. Anche qui si mostra -in parte- il sistema delle scelte: giunti alle spalle del nemico potremo considerare infatti anche l'opzione di prenderlo in ostaggio ed utilizzarlo come scudo. Ma non è questo il caso dato che le circostanze prevedono l'azione silenziosa e che al nostro beniamino serve la possibilità di taggare i nemici per una veloce eliminazione - una feature che vede in questo Blacklist una notevole evoluzione. La scena successiva ci mostra infatti quali saranno le reali capacità di Sam in questa nuova avventura: una volta marchiati i nemici, sfruttando dinamiche che richiederanno (anche se non sappiamo ancora come) una buona tempistica con il controller, potremo eliminarli in movimento, proseguendo verso l'obiettivo e concatenando una serie di kill. Killing in Motion è il nome di battesimo di questa nuova feature, che vediamo in azione per la prima volta in un misto di stupore e disapprovazione. Lo stupore deriva chiaramente dalla spettacolarità dell'azione, che vede Sam colpire alla testa tre avversari di fila, camminando verso il quarto alla Jason Bourne e mettendolo a terra con un paio di precise tecniche marziali. La disapprovazione dalla faciltà disarmante con la quale il beniano elimina i nemici, praticamente senza sporcarsi. I ragazzi di Ubisoft Montreal ci garantiscono che non sarà tutto automatico e scriptato ma, anzi, ottenere una serie d'uccisioni come quelle mostrate richiederà grande abilità e conoscenza del gioco. Vogliamo fidarci, ma rimaniamo comunque "straniti" da questo inaspettato carico d'adrenalina, che tramuta il buon Fisher da guerriero nell'ombra a supereroe da action movie.

Dopo qualche riflessione si prosegue, e ci viene mostrata l'ennesima nuova facoltà dell'agente - scalare determinate pareti. Il feeling, pur senza impugnare il joypad, ci sembra quello di Assassin's Creed, con la possibilità di sfruttare ogni appiglio per muoversi liberamente in fase ascensoria. Una feature gradevole ed in grado di aprire nuove prospettive, anche se, crediamo, maggiormente incentrate all'azione alla luce del sole, dove Splinter Cell si è chiaramente spostato. La scalata porta finalmente a raggiungere la roccaforte dove possiamo tirare un grosso sospiro di sollievo. In primis perché la zona si presenta più ampia e con una minor concentrazione nemica; in secondo luogo perché ci vengono offerte diverse possibilità d'azione, sfruttando l'articolato level design dell'area. Lo sviluppatore in controllo di Sam decide per l'approccio furtivo, mostrandoci contemporaneamente le interazioni tramite Kinect. Arrampicatosi ad una sporgenza battuta da una guardia grida "Hey you!" (rivolgendosi alla periferica) e tra l'applauso generale il nemico si volta, come fosse stato Sam ad attirarne l'attezione. Giunto "a portata di braccio" il malcapitato viene tirato giù a forza, finendo a terra con un botto che attira i compagni di ronda poco lontano. La presenza di una pozza d'acqua, proprio in prossimità del cadavere, non è assolutamente una casualità, ed il nostro eroe, estraendo uno dei nuovi gadget (l'unico mostrato oltre al coltello) lancia una scarica elettrica verso l'acqua, facendo perdere conoscenza ai due sopraggiunti. Lo stealth gaming non pare dunque del tutto abbandonato ma anzi, come si preoccupano subito di confermare gli sviluppatori presenti, rinvigorito, sfruttando le possibilità di una dotazione in parte inedita e di un level design che ci ha favorevolmente impressionato. L'azione non riesce in ogni caso ad offrirci certezze assolute, soprattutto perché negli ultimi 3/4 minuti di demo -eliminato il bersaglio- il titolo diventa una sorta di Call of Duty in terza persona. Sam, sotto il tiro di una postazione di fuoco fissa e circondato da soldati nemici, ci mostra come sfruttare la posizione di leader in 4th Echelon tirando fuori il suo PDA. In poco più d'un minuto chiama un attacco Predator dal cielo e, grazie alle sofisticate tecnologie satellitari dell'agenzia, prende il controllo di un drone senza pilota per ultimare la carneficina.
Non avendo provato la demo con mano non possiamo dire che la struttura non funzioni in assoluto: certo è che chi si aspettava un ritorno del "vecchio Sam" dovrà rivedere i propri piani, dato che in questo caso si è seguita -tentando di migliorarla- la via di Convinction. Il risultato, tenendo conto della buona varietà visionata e del ritmo piuttosto godibile dell'azione, può comunque dirsi positivo al momento; per quanto alcune perplessità permangano soprattutto rispetto al livello di sfida offerto dalla produzione.
Nessun dubbio, invece, osservando il comparto tecnico: visivamente questo è il miglior Splinter Cell di sempre. Sam si mostra rinvigorito da un comparto animazioni tutto nuovo, e la scena, particolareggiata al millesimo, si mostra perfettamente in grado di sostenerne la personalità. Precisi effetti luce e particellari d'alta scuola caratterizzano atmosfere -almeno al momento- convincenti, per quanto molto lontane dall'oscurità che ha caratterizzato le avventure dell'agente in passato. Molto bene anche il comparto sonoro, tra campionature realistiche ed una recitazione digitale di buon livello.

Splinter Cell Blacklist Che Sam Fisher non sia più quello di un tempo è oramai confermato: anche Blacklist, pur recuperando qualche idea dal passato, proseguirà la scia decisamente più spettacolare di Convinction, mettendoci alla prova con una progressione comunque più consona ai fasti dei primi Splinter Cell. Spionaggio d’alto livello ed azione al cardiopalma sembra dunque potersi unire in Blacklist che per ora ha mostrato alti e bassi ancora tutti da valutare. Se la varietà rimarra quella mostrata qui all’E3 ed ogni tasselo andrà al suo posto (possibilità Stealth, level design, livello di sfida...) ci potremo trovare tra le mani un titolo dal grande potenziale.

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