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Anteprima Splinter Cell BlackList

Che sia il momento del ritorno per Sam Fisher?

anteprima Splinter Cell BlackList
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Il primo Splinter Cell è approdato su Playstation 2 e Xbox nel 2002, imponendosi fin da subito come uno stealth/action-game di pregevole fattura, capace di competere con l'allora sovrano Metal Gear Solid. Sono passati molti anni e altrettanti episodi della saga, non sempre riuscitissimi come il recente Convinction, che ha stravolto i canoni della serie e ha suscitato malcontento tra i fan più accaniti. Allo scorso E3 però, Ubisoft ha presentato a sorpresa un trailer in game del nuovo capitolo di Splinter Cell attualmente in lavorazione presso i loro studi e battezzato Splinter Cell Blacklist. Fin da subito è sembrato piuttosto chiaro come gli sviluppatori non fossero intenzionati a tornare indietro, bensì a cavalcare la spettacolarità e la dinamicità già viste (e non sempre apprezzate) in Convinction. Apprendiamo invece che non è così, o meglio non del tutto. L'obiettivo del team è stato questa volta abbinare gli elementi teatrali di ultima generazione a fasi stealth accuratamente impostate, tentando di ritornare verso i canoni originali di Splinter Cell. Blacklist, attingendo anche a tutta una serie di gadget più o meno "storici" e iconici e presentando una nutrita varietà d'approcci ad ogni situazione, potrebbe insomma essere l'occasione giusta per far tornare in auge (il vero) Sam Fisher. Negli ultimi giorni sono trapelate in rete nuove interessanti informazioni riguardo il gameplay della produzione, che hanno immediatamente riacceso l'interesse del grande pubblico.

Back in Action

Il plot si collega direttamente agli avvenimenti raccontati in Convinction, esattamente 6 mesi dopo la chiusura di Third Echelon. Sam è nuovamente chiamato al dovere dal governo americano, più precisamente dalla Fourth Echelon (una nuova agenzia di cui viene messo a capo), per cercare di risolvere una situazione molto complessa che rischia in breve tempo di sfuggire di mano. Gli Ingegneri, un gruppo di terroristi di origini sconosciute, ha messo a segno una serie di attentati ai danni di alcune basi militari statunitensi, mettendo in pericolo la stabilità globale: Fisher e la sua squadra dovranno evitare che il peggiore degli scenari si concretizzi, sgretolando con una serie di operazioni ben studiate le fondamenta stesse dell'organizzazione. Il protagonista ed il suo team vengono dunque portati a bordo di un'enorme base operativa volante - Paladin. Da qui potremo dirigere con estrema facilità ogni aspetto dell'avventura, esplorandone liberamente gli interni proprio come accade per la Normandy di Mass Effect.

Oltre ai vari alloggi e stanze, potremo interfacciarci con una surface tattica, che consentirà di gestire ed organizzare le missioni in corso (oltre ad accedere a quelle in cooperativa), mentre dialogando con gli NPC avremo accesso ad informazioni aggiuntive ed alcune missioni secondarie riguardo alle quali gli sviluppatori non hanno ancora proferito parola. La gestione del proprio team sarà un aspetto importantissimo di Splinter Cell Blacklist ed avrà conseguenze serie sia sul prosieguo dell'avventura sia sullo stesso profilo psicologico del protagonista, che si troverà costretto ad intepretare leader, figura non proprio "sua" per natura. Sulla stessa Paladin sarà inoltre possibile acquistare miglioramenti per il proprio equipaggiamento, grazie ai fondi ottenuti con il completamento delle missioni. Questa è una vera e propria novità per il brand, che può vantare ora un sistema economico di ricompense atto a premiare il giocatore a seconda di vari fattori conteggiati all'interno delle missioni (precisione, discrezione, velocità di esecuzione). Alcuni di questi upgrade sbloccabili potranno essere utilizzati anche in multiplayer, mentre altri serviranno soltanto a migliorare le strutture della base Paladin. Tuta e visore potranno essere potenziati, fornendo alla prima migliori sistemi d'occultamento ed al visore utili spettrometri secondari per l'individuazione del calore. Anche le armi potranno subire upgrade, applicando svariate modifiche in tempo reale per verificarne attraverso un sistema statistico l'effettivo miglioramento. I gadget e la dotazione -il game director Patrick Redding ci tiene a sottolinearlo- saranno una parte fondamentale di questo Splinter Cell, imperinato quasi totalmente sull'accurata pianificazione e sulla gestione delle risorse. Diverse marce in più rispetto al passato, che dovrebbero consentire al nostro Sam di approcciare in maniera molto più varia le missioni, e donare magari al titolo quel replay value (come vedremo tra poco) che non ha mai veramente avuto.

Tre stili, tre approcci

Fin dai primi momenti di gioco appare chiara la rivalutazione del personaggio principale, rimodellato dalla testa ai piedi e dotato nuovamente di tutti i gadget (tuta e visore verde compresi) che hanno fatto la fortuna della serie. Le stesse abilità fisiche di Fisher sono state rivisitate: ora Sam è in grado di muoversi agilmente per le intricate mappe di gioco, arrampicandosi in pochi secondi su muri apparentemente invalicabili o nascondendosi furtivamente nell'ombra sfruttando interazioni prima impossibili. Si tratta quindi di un nuovo Sam Fisher, una figura forte che riunisce in sé l'agente segreto tradizionale dei primi capitoli ed il brutale e spietato "vendicatore" che i giocatori più giovani hanno imparato ad apprezzare solo negli ultimi anni. Sono state proprio queste differenze a suggerire lo sviluppo di stili di gioco diametralmente opposti per consentire a chiunque di intraprendere liberamente le missioni assegnategli. Ghost, Panther ed Assault sono i nomi delle possibili strade da seguire e corrispondono rispettivamente a tre indicatori di gioco distinti, che si riempiranno ogni qual volta il protagonista eseguirà una determinata azione.

"L'approccio stealth viene in questo caso incoraggiato, soprattutto perché nuove frontiere in termini di level design sembrano finalmente poter eliminare il piattume visto in Convinction"

Affrontare il nemico a viso aperto con qualsiasi arma disponibile, incurante dei possibili rischi, vorrà dire riempire il contatore Assault; muoversi silenziosamente evitando del tutto contatti nemici vi consentirà di avere una valutazione Ghost. La "corretta" via di mezzo sembra essere proprio Panther (eliminazione dei bersagli silenziosa uscendo dall'ombra), e a detta degli stessi programmatori è questo il modus operandi che più si avvicina alla loro idea di ciò che farebbe il "reale" Sam Fisher. Interessante poi la rinnovata difficoltà nell'approccio faccia a faccia, ad armi spianate. In questo caso verrà svelata una certa "fragilità" di Sam rispetto al nemico, un fattore estremamente positivo per chi fosse stufo di interpretare dei veri e propri Rambo. L'approccio stealth viene dunque incoraggiato, soprattutto perché nuove frontiere in termini di level design sembrano finalmente poter eliminare il piattume visto in Convinction. La possibilità di danneggiare le fonti luminose torna imperiosa, così come tutta una serie di vie secondarie o stretti pertugi da sfruttare per non farsi scoprire. Tutto questo non limita, in ogni caso, le libertà del videoplayer, che come già detto avrà tutto il tempo e la libertà per decidere come e se affrontare il nemico. Stesso discorso per i differenti livelli di difficoltà (5 in totale) che non si limiteranno ad aumentare o diminuire la scorta di munizioni in vostro possesso o la potenza di fuoco dei nemici, ma ne migliorereranno anche i riflessi e le capacità visive, in maniera da elevare esponenzialmente il livello di sfida. Sam dovrà poi fare i conti con terroristi altamente tecnologici, in grado di scagliargli contro letali droni d'attacco imbottiti d'esplosivo. Fortunatamente l'equipaggiamento del vostro eroe non sarà da meno, e grazie ad alcune novità, tra cui l'emettitore di suoni fittizi e il drone-spia, renderà il compito meno gravoso. Non dimentichiamo infine il "Killing in Motion" -di cui abbiamo abbondantemente discusso in questa anteprima- innovativa feature introdotta proprio in Splinter Cell Blacklist e mutuata in parte da Convinction, che consente al protagonista di eliminare simultaneamente più bersagli marcati senza dover perforza ricorrere ad un approccio di tipo shooter.

Tecnicamente incoraggiante

Splinter Cell Blacklist è una vera gioia per gli occhi, soprattutto su PC. Il cuore del motore grafico precedente è stato cambiato, portando alla luce modelli poligonali rifiniti e completi. Le animazioni sono curate nei minimi dettagli ed appaiono fluide e realistiche, così come gli ambienti di gioco, traboccanti di particolari e minuzie grafiche che arricchiscono la mappa rendendola quanto mai viva. Gli effetti visivi danno il loro meglio durante le missioni notturne, dove si può anche apprezzare l'ottimo lavoro svolto per giochi di luci ed ombre, ed effetti particellari. Qualche incertezza pare riguardare l'intelligenza artificiale nemica, che soffre di piccoli problemi relativi soprattutto alla precisione nella mira e al movimento strategico e corale durante gli scontri. Piccole imperfezioni sono state notate anche durante le cut-scene in-game, ma nulla che Ubisoft Toronto non possa facilmente risolvere entro l'estate. E forse due delle motivazioni per le quali il prodotto è stato, in definitiva, rimandato. A rassicurare gli animi del pubblico è stato però il complesso design di ogni mappa (già accennato in precedenza), che apre numerose possibilità nell'affrontare un preciso momento di gioco e garantisce una buona dose di libertà d'azione, sfortunatamente sempre più rara in titoli del genere. Interessanti anche alcuni particolari a livello sonoro. Il doppiaggio, ad esempio, è stato affidato al trentaduenne Eric Johnson, capace di dare un'impronta molto più giovanile alla voce di Sam. Giovanile come la rinnovata figura che, pur invecchiando, non perde la sua verve e la sua agilità: un George Clooney in salsa videoludica che non vediamo l'ora di incontrare.

Splinter Cell Blacklist La nuova avventura di Sam Fisher è lungi dall’essere pronta e ci sono ancora molte informazioni in attesa di essere svelate. I recenti sviluppi, nonostante qualche dubbio permanga, lasciano comunque ben sperare per il futuro di una saga che ultimamente appariva smarrita. Splinter Cell Blacklist ha un gameplay intrigante, in grado di catturare il giocatore e offrirgli una vasta gamma di approcci in base alle personali preferenze di gioco. Una scelta potenzialmente vincente se ogni “strada” saprà soddisfare i corrispettivi appassionati. Tecnicamente solido e appagante, ha bisogno di qualche leggera rifinitura sull’intelligenza artificiale nemica, in modo da poter presentare ai suoi fan una sfida degna del nome che porta. Per quanto ci riguarda siamo pronti ad indossare nuovamente i panni di Sam Fisher, e voi? Se la risposta è affermativa, continuate a seguire Splinter Cell: Blacklist sulle pagine di Everyeye.it.

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