X10

Anteprima Splinter Cell: Conviction

I primi venti minuti di gioco mostrati all'X10

anteprima Splinter Cell: Conviction
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • iPhone
  • iPad
  • Pc

Stravolgere completamente la struttura di un gioco come Splinter Cell è un rischio. Accettabile, se si vuole dare nuova linfa vitale ad una serie che, tra un successo e un altro, si trova comunque nella fase più pericolosa della sua esistenza, ad un bivio fra la rinascita e il lento decadimento. Conviction può essere visto sia come un re-start che come un capitolo conclusivo, a seconda da quale prospettiva lo si consideri. Limitandoci alla struttura ludica tutto induce a pensare che siamo di fronte ad un nuovo inizio; ma la triste vicenda che coinvolge l’ormai invecchiato Sam Fisher lascia poco spazio ad eventuali seguiti.

Una disperata ricerca

Sì, perché il nostro caro vecchio protagonista è cambiato. In seguito all’uccisione della figlia, decide infatti di abbandonare l’Agenzia per la quale ha sempre operato e proseguire le indagini sull’omicida della giovane per conto proprio. E con metodi naturalmente “personalizzati”. La presenza di questo alone di drammaticità lo si scorgerà subito nelle sequenze filmate che ci introdurranno alla nuova avventura: una donna dai capelli rossi ha una pistola puntata alla tempia di Fisher che, nel frattempo, vede il fantasma della figlia, Sarah. Sam sembra fuori dal mondo, straniato, chiuso nella capsula asettica dei suoi pensieri, e l’unica cosa che lo distrae è il freddo del metallo sulla testa. La cut-scene lascerà poi spazio all’inizio del gioco vero e proprio, ambientato in un Bar Cafè sul ciglio di una strada.

Qui, il giocatore capirà immediatamente di trovarsi di fronte a qualcosa di totalmente differente rispetto ai canoni tipici di Splinter Cell. Ubisoft ha infatti trasformato Sam Fisher in un civile qualsiasi, in mezzo alla gente. Un forte rumore sconquassa la tranquillità, provocando le grida e la fuga disperata della gente sul posto.
Oltre ad un'ambientazione più focalizzata sul luogo e le persone circostanti - e per certi versi anche più matura - Ubisoft ha affilato una serie di novità rilevanti per l'impianto di gioco. Le prime fasi di gioco permetteranno di prendere confidenza con alcune delle inedite proposte, non ancora del tutto svelate. Il grilletto sinistro serve per entrare in copertura, con una postura simile a quella vista in Gears of War. Spostandosi sul limite della protezione apparirà un indicatore bianco su una copertura nelle vicinanze, alla quale sarà possibile arrivare tramite la pressione del tasto A. Questa scelta è stata studiata per rendere i combattimenti in Conviction ancora più frenetici e coinvolgenti rispetto al passato, senza che manchi naturalmente all’approccio “Stealth”, perno principale dell’intera produzione. Raggiunto furtivamente un gruppetto di nemici, è possibile ad esempio disarmarne uno, metterlo KO, e subito dopo far fuori il resto degli avversari, grazie a semplici pressioni ritmate del pulsante B. In alternativa, come in passato, potrete prendere alla sprovvista un soldato qualsiasi e “terminarlo” (con il tasto Y). La tripartizione dei front button delinea un sistema chiaro, semplice ed efficace, che permette (laddove il fuoco e la mira sono gestiti dai dorsali), di coordinare con precisione sia le azioni più rumorose che quelle di basso profilo.
 
E’ ancora più interessante in Conviction lo stile registico voluto dagli sviluppatori per raccontare questa nuova (dis)avventura di Sam Fisher. Come i più attenti ricorderanno, qualsiasi messaggio importante a schermo - come il nuovo obiettivo di una missione - non apparirà all’interno del classico riquadro, ma tramite delle imponenti scritte che riempiranno, in maniera assolutamente particolare, gli ambienti di gioco. Immaginate quindi di veder proiettato su un palazzo il nuovo incarico da svolgere, o un consiglio speciale sulle mura dove vi state nel frattempo rampicando. Questo sistema pare ripreso da alcune soluzioni visive tipiche dei serial televisivi (Fringe?), e scimmiotta molti dei titoli di testa di film recenti. Una soluzione espressiva atipica, che ha il merito di caratterizzare in maniera peculiare l'ultimo titolo Ubisoft.
Ancora, durante un interrogatorio (e in proposito, dimenticate le buone maniere!) o un flashback, gli oggetti sotto lo sguardo di Sam Fisher perderanno i propri colori, con un bianco e nero in stile pellicola cinematografica dei vecchi tempi. E non finisce qui: questa particolare varietà della palette cromatica si percuoterà anche durante le fasi giocate più strette, come quelle dedicate allo stealth gaming. Se il protagonista è ben nascosto alla vista, la visuale intorno diventerà in bianco e nero; se sarete invece esposti alla vista o scoperti l’ambiente riprenderà vivacità, ma a quel punto sarà momento di correre o combattere.
Una altra importante innovazione è il PEC (Persistent Elite Creation) Sistem. Quasi preso in prestito dalla serie di Rainbow Six, tramite il PEC sarà possibile personalizzare le armi in proprio possesso, cambiarle o addirittura potenziarle con della particolare oggettistica. Non solo, potremo acquisire anche nuove abilità (come l’uccisione alle spalle accennata in precedenza) da utilizzare poi in combattimento. L’acquisto avviene tramite dei particolari punti esperienza raccolti durante le fasi di gioco. Ci sono tanti modi per ottenerli: dall’uccisione silenziosa ad una sequenziale, o qualche altra trovata, come l’utilizzo di un nemico come scudo umano. Ci teniamo a sottolineare che la raccolta dei punti avviene in maniera totalmente universale. Questo sta a significare che i PEC Points valgono per qualsiasi modalità di gioco. Se ne acquisite, ad esempio, qualcuno durante il gioco multiplayer sarà possibile spenderli per la campagna, o viceversa. Il tutto fatto per creare un agglomerato unitario, che permetta al giocatore di muoversi come meglio gli aggrada fra le varie modalità proposte.
 
Per chiudere, ci limitiamo a confermarvi la presenza di brutali interrogatori. Fisher non si farà naturalmente scrupoli, e adesso che non fa più parte dell’Agenzia potrà gestire queste situazioni nella maniera che più gli conviene, senza temere di infrangere eventuali dettami diramati dai piani alti. E al diavolo il maledetto codice etico! Da quanto apprendiamo, il sistema ludico è ben fatto e intuitivo, ed allontana un po’ quella macchinosità riscontrata soprattutto in Double Agent.

Splinter Cell: Conviction I primi 20 minuti di gioco hanno confermato le impressioni positive dello scorso E3. Ubisoft sta lavorando bene, con i dovuti rischi, a questo nuovo Splinter Cell. Il gioco appare infatti dotato di una nuova linfa vitale, sconosciuta finora alla serie, ma sicuramente di qualità. Al 15 Aprile mancano ormai due mesi esatti, e solo allora capiremo se Sam Fisher, alla ricerca dell’amata figliola, potrà lasciare un ricordo indelebile sull’intera industria dell’intrattenimento elettronico.