Anteprima SSX: Deadly Descents

Sulle cime più impervie e con gli snowboatrder più coraggiosi: il ritorno di SSX

anteprima SSX: Deadly Descents
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Alle voci di un ritorno della serie di snowboard SSX era difficile aspettarsi dagli sviluppatori un'atmosfera così cupa e buia per il prossimo episodio. Certo, agli eccessi fanciulleschi di SSX Blur per Wii, più vicino ad uno Snowboard Kids che alla vena cool di On Tour, il debutto della serie su console in Alta Definizione con Deadly Descents oppone al motion controller il classico sistema di controllo arcade del franchise, ma lo cala in una ambientazione assai atipica, cupa e dura. Una dichiarazione d'intenti per una storyline più raffinata sul manto nevoso oppure una presa d'atto che gore e violenza sono i leitmotiv dell'attuale generazione videoludica?
Con le ancora poche informazioni a disposizione costruiamo un primo abbozzo della geografia di Deadly Descents, a cominciare dall'emblematico trailer proiettato in anteprima agli Spike VGA Award 2010.

C'è una palla di neve che può diventare una valanga

Un precedente al prossimo SSX è 1080 Avalanche per Gamecube. Tra un discesa a capofitto e una quest alla scoperta di passaggi segreti celati nelle diverse piste, poteva capitare di affrontare un pericolo valanga. Il cataclisma veniva puntualmente generato dal tapino pilota d'elicottero, il quale opprimeva la rotazione delle pale troppo vicino alla fragile cresta della montagna. Risultato scontato: quello che doveva essere un adrenalinico fuoripista si trasforma in una sfida contro la morte. Una discesa mortale, per l'appunto.
1080 Avalanche in questi frangenti raggiungeva l'apice, chiedendo al giocatore una concentrazione massima e una sensibilità agli input visivi, sonori e del rumble decisamente fuori dal comune. SSX allora era diversa, molto più attenta ai trick e all'estetica modaiola, che al feedback sensoriale in stretto contatto con il manto nevoso/ghiacciato. Ma nulla vieta allo stato attuale di considerare il filmato di presentazione come il preambolo a una discesa sulla falsariga di quelle del titolo Gamecube. Gli sviluppatori, però, mettono sin da subito le mani avanti: SSX: Deadly Descents sarà indubbiamente più realistico degli illustri predecessori. C'è un lavoro molto arduo alle spalle con l'obiettivo di ricreare un ambiente che sia il più difficile e inospitale possibile, che il vostro soggiorno non sia una scampagnata a Cortina, ma un pericoloso brivido a 4000 e passa metri.
Il pericolo è essenzialmente il vostro mestiere: ogni montagna è cucita attorno a un preciso livello di pericolo, che va ben oltre a qualche rampa o grind per i nostri giochetti. Lì al massimo ci si rompe l'osso del collo, in Deadly Descents si rischia sempre e comunque la vita. Rocce acuminate, aria rarefatta, strisce ghiacciate, bassissime temperature, gole profonde. Se il vostro cruccio ai tempi di On Tour erano gli alberi ai bordi della pista, state tranquilli: vi troverete ad altezze talmente elevate che nemmeno i più coraggiosi arbusti possono considerare ospitali.
Il trailer presentava un primo scorcio dell'Himalaya, una delle regioni del gioco, lungo i cui costoni si dipaneranno diverse piste, buona parte delle quali tra loro collegate, come da tradizione della serie Electronic Arts. Altre location già confermate sono la Siberia, il Caucaso, il Kilimanjaro, l'Antartide e le nostrane Alpi, per un totale previsto di ben 17, solcate da qualcosa come settanta piste. L'attenzione durante lo sviluppo è stata rivolta in particolare alla modellazione poligonale delle catene montuose: grazie ad un programma sviluppato per l'occasione (chiamato "Mountain Man") sono sufficienti alcune caratteristiche peculiari della cima per avere un rendering poligonale decisamente dettagliato (più di 100 000 poligoni). Electronic Arts per raggiungere risultati assai vicini alla realtà si è affidata anche a rilevazioni satellitari compiute in sinergia con lo staff di Google Earth.
Tod Batty, director del gioco, spiega come il motore grafico calcoli la fisica di gioco in maniera realistica, pur lasciando correre certi elementi arcade e volutamente esagerati. Non è una simulazione, è un titolo anzitutto dalla forte velocità e dai comandi semplici. Batty dichiara di essersi fortemente ispirato a Trial HD, il cui taglio arcade e bidimensionale cela superficialmente la sua grande profondità, anche se non nasconde di voler fare di Deadly Descents un Burnout sulla neve. Con tutte le conseguenze del caso...

Il cachemire è nell'armadio

A questo punto vorremmo tanto sapere quale scellerato schema narrativo impone al giocatore di rischiare costantemente la vita sulle vette più impervie del globo. Domanda ancora senza risposta, così come privo di connotazione è al momento lo snowboarder del trailer d'annuncio: un nuovo personaggio oppure un ritorno dai capitoli precedenti? Fino ad ora tra l'unico character confermato in SSX: Deadly Descents è la bella ragazza-copertina Elise Riggs.
Comunque sia per gli atleti reclutati da Electronic Arts si tratta non solo di fendere la neve, ma anche scalare porzioni di montagna e - come visto nel trailer - anche affrontare salti nel vuoto confidando in tecnologiche wingsuit. Inoltre si parla anche di una importante funzione di Rewind, connessa probabilmente a certi errori compiuti: riavvolgere il tempo, come si fa in Prince of Persia, può tornare utile specie in un mondo cattivo come quello di SSX.

SSX Dopo SSX Blur per Wii, Electronic Arts ha messo nel congelatore la sua serie di snowboard. La ritira fuori a cinque anni di distanza da SSX On Tour per cambiare gran parte del suo appeal, non più cool, ma cupo e violento. Ma questo almeno nell'aspetto grafico, dal momento che il cuore arcade è perfettamente conservato e anzi espanso a dismisura da oltre 70 piste in larga parte inedite.

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