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Anteprima Steam Machine - La Prima Generazione

I primi hardware Steam sono pronti a invadere il mercato del gaming.

anteprima Steam Machine - La Prima Generazione
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L’edizione 2014 del Consumer Electronic Show di Las Vegas è finalmente riuscita a fare luce su una delle novità più attese dell’anno in ambito gaming. Naturalmente stiamo parlando di Steam Machine, concept di Valve per portare il videogioco per PC nel salotto, senza il vincolo di un case dalle dimensioni di un frigorifero e di input device tipo “desk” quali sono mouse e tastiera. Come già detto nel corso degli scorsi appuntamenti, la ricetta di Valve pevede un computer dal form factor ridotto, un sistema operativo creato ad hoc basato su Linux e infine un particolarissimo controller senza fili che sacrifica le levette analogiche in virtù di due circle pad a feedback aptico che pretendono di rimpiazzare il mouse. Tra i centinaia di prototipi in lavorazione solo alcuni sono stati mostrati nel corso della manifestazione in Nevada, quelli più simili per forma e concept a un più comune personal computer. Insomma, chi si aspettava una console a tutti gli effetti è rimasto “scottato” da questi primi annunci: le piattaforme dei vari produttori hardware altro non sono che tradizionali PC con pre-installato un sistema operativo dedicato al "solo gaming" (che poi non è proprio così, dato che la base Debian permette di fare molto di più). Osserviamo da vicino le soluzioni presentate al CES 2014.

LE PROPOSTE DELL’INDUSTRIA AL CES 2014

Nessuna eslusività o partnership preferenziali: come aveva rassicurato lo stesso Gabe Newell, la corsa per Steam Machine è aperta tutti. Ecco perchè insieme alla schede grafiche NVIDIA, della famiglia 600 e 700, si affiancano le soluzioni R7 ed R9 di Radeon AMD; stesso discorso per quanto riguarda le CPU, che saranno sia Intel che AMD, a partire dai processori dual core fino ai quad e addirittura gli octa core. I prezzi (rigorosamente in dollari) sembrano adatti ad ogni tipo di utenza, partendo dai 399 $ per le configurazioni più economiche e superando i 2500 $ per quelle high-end (ma Falcon Northwest arriva addirittura a 6000 $ per 6TB di hard disk, multi scheda e processore Intel serie 4), speciali non solo nell’hardware ma anche nella forma, design e materiali del case. I prezzi non sono più vantaggiosi rispetto a quelli una macchina assemblata di proprio pugno, ma se vogliamo manodopera, assistenza e consiglio, non possiamo certo averli gratis. A questo si aggiunge il form factor ridotto e la miniaturizzazione dei componenti (il prezzo medio di una buona mainboard miniITX è infatti superiore rispetto a quello di una soluzione tradizionale). La memoria RAM è mediamente di 8GB, ma alcune configurazioni si portano avanti e preferiscono i 16, mentre i dischi fissi sono generalmente meccanici, da 500 o 1000GB, con alcune soluzioni ibride e solo Digital Storm Bolt II che affianca il normale HDD ad un Solid State.

"Dal punto di vista del design siamo molto lontani dalle aspettative."

Il lettore ottico non è indispensabile e resta una mera opzione, soprattutto per chi avrà intenzione di affiancare un sistema operativo Windows, come nella proposta di Alienware.
Dal punto di vista del design siamo molto lontani dalle aspettative. I futuristici case e i cabinet minimal osservati nei vari concept art degli ultimi mesi sono qui sostituiti da normalissimi involucri in metallo o plastica, grezzi e poco rifiniti. Ma è il sistema di raffreddamento il problema più grande di Steam Machine, perché si tratta pur sempre di hardware pensati per la ventilazione dei grandi case. GTX 760 di NVIDIA sembra una delle soluzioni video più quotate, in virtù di un ottimo rapporto qualità prezzo, così come la R9 270 di AMD, diretta concorrente. Aziende come Webhallen e Origin PC Chronos non lesinano in potenza e costi, osando con GTX di fascia alta, come 780 e Titan. Per ridurre il più possibile le dimensioni, Scan NC adotta invece hardware pensato per il mondo laptop, come l’Intel i3 4000M e la GeForce GTX 765M, riducendo anche la rumorosità ma aumentando così facendo il prezzo finale. L’offerta di Next per l’Italia avrà presumibilmente un prezzo di 600 € circa, ma non è ancora stato annunciato niente di ufficiale, motivo per il quale ci toccherà aspettare ancora qualche settimana.
Ad ora il rischio più grande è che, tra innumerevoli soluzioni e alternative, non si riesca a creare una vera e propria immagine di Steam Machine, conseguenza non necessariamente dannosa, ma certamente rischiosa sul fronte marketing.

UN ANNUNCIO CHE E’ FINITO IN CONSOLE WAR

Naturalmente l’annuncio delle macchine brandizzate Steam ha scatenato il putiferio nei forum e nelle community di tutto il mondo, con i sostenitori della next-gen da una parte, gli aficionados PC dall’altra; chi frizzante nella terminologia e chi più posato nell’atteggiamento, ma con gran parte dell’utenza poco incline a cambiar prospettiva o ad ammettere di avere una visione ristretta. Le console risultano ancora la soluzione più immediata, una cosa che i PCmaniaci sembrano purtroppo non capire appieno; i computer sono più versatili nell’utilizzo, una cosa che invece i consolleros pare non digeriscano molto bene. La verità è che il paragone tra le due cose appare un po’ insensato, come mettere a confronto una formula uno e una motoGP: si può parlare fin che si vuole di velocità, prestazioni, manovrabilità, ma il discorso non sussiste a prescindere.

"Steam Machine è quindi l’idea di Valve per un PC gaming rinnovato non tanto nell’hardware ma nel concetto."

Anche la stampa specializzata pare non aver digerito benissimo gli annunci, con molti giornalisti che avevano attese molto diverse relativamente all’hardware siglato Steam, come se la risposta di Gabe Newell dovesse necessariamente essere una risposta diretta alla next-gen di Sony e Microsoft. Ma se ci permettete una riflessione, è stata completamente fraintesa l’idea che c’è alla base del progetto made in Valve. Perché Steam Machine non è LA Steam Machine o LE Steam Machine, non è la soluzione di Zotac, né quella di CyberPower, tantomeno quella di Next, bensì un qualunque tipo di hardware o configurazione computer, pre-assemblata oppure home made votata al gaming; realizzata seguendo le esigenze dell’utilizzatore finale e con installato un sistema operativo dedicato che, per la cronaca, può essere affiancato da una qualunque edizione di Windows, trasformando così il tutto in un comune PC desktop. Chiunque può assemblarsi una Steam Machine a casa, acquistando i singoli componenti oppure, qualora non disponesse delle nozioni o del tempo necessario ad un simile progetto, recarsi dal proprio rivenditore di fiducia facendosi quindi costruire il proprio assemblato (quello che fa Next tanto per essere chiari). Steam Machine è quindi l’idea di Valve per un PC gaming rinnovato non tanto nell’hardware ma nel concetto, non più basato su Windows e sulle DirectX ma su Linux e su OpenGL, all'insegna di un gioco su computer più libero e d’ampio respiro.

Steam Machine Dal punto di vista di prezzi, prestazioni e offerta, tutto rientra nelle nostre previsioni: dal punto di vista estetico invece, dobbiamo ammettere che i produttori non sono riusciti a tirare fuori grandi esempi di design e che anzi, sembrano arrivare assolutamente impreparati a questo reveal del Consumer Electronic Show. Alcuni urlano già al fallimento del progetto, però pensateci: cos’ha Valve da perdere? Nulla, considerata una base d’utenza superiore a quella della piattaforma Microsoft (più di 65 milioni di utenti attivi contro i 48 di Xbox Live). Con Steam Machine non si farebbe altro che incrementare ulteriormente la base installata, aumentando di conseguenza le vendite dei titoli offerti dal servizio digital delivery. È inoltre errato considerare Steam Machine come un concorrente a quella che viene volgarmente definita console war, una guerra che, per inciso, non sussiste se non nelle community sparse per la rete, tra un malcontento generale che ci risulta onestamente ormai molto difficile da decifrare (e che suona niente più di una lamentela di chi ormai non ha niente di meglio da fare). Da qualunque parte ci si giri, verso Microsoft, Sony, Nintendo o PC, le esclusive sono così tante e così allettanti, che sarebbe impossibile decretare un “vincitore” a questo conflitto: è la guerra del nonnulla. Basta dare un rapido sguardo al mercato degli ultimi dieci anni per capire che l’industria videoludica - come quella del multimedia in genere - è destinata a stratificarsi ulteriormente, offrendo numerose soluzioni per un numero ancor maggiore di esigenze. Esatto, perché vi possiamo assicurare che con l’avvento del 4K, del 3D senza occhialini e della realtà virtuale, di nuove soluzioni ne vedremo sempre di più nei prossimi anni. Steam Machine è, insieme al mobile, il riflesso di questa inevitabile stratificazione. Insomma per guardare a un domani “videoludico”, dovremmo smettere di farci la guerra l’un l’altro, ricordando che la vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice.

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