Anteprima Survarium

Un free 2 play con grandi potenzialità

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Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Crisi e sovraffollamento colpiscono in maniera durissima anche il mondo dei videogiochi, costringendo chi voglia sopravvivere (ed avere successo) ad ingegnarsi per sfruttare sempre nuove tipologie di sviluppo e distribuzione. Proprio da queste necessità, in anni recenti, si è sviluppato e fortificato a dismisura, in oriente ed in Russia in particolare, il free to play, sistema di distribuzione totalmente gratuito, capace di rifinanziarsi grazie alle micro-transazioni in game. Tale modello, pur conosciuto anche in Occidente (si vedano titoli come Planetside, World of Tanks e via discorrendo), sta iniziando a smuovere grandi numeri solo di recente, con l'approdo verso il Ovest di produzioni sempre più interessanti. Tra queste a stuzzicare particolarmente la nostra attenzione è Survarium, idea nata dalle ceneri di S.T.A.L.K.E.R. 2 e non a caso sviluppata da un team (Vostock Games) del quale fanno parte molti ex di quella che oramai possiamo considerare una Chimera. Il modello seguito è quello dell'MMOFPS, comprensivo di meccanismi PvP e PvE e addirittura di una sezione interamente dedicata alla cooperativa, dove, da quanto ne sappiamo, l'aspetto narrativo avrà lo spazio più ampio. Quella della narrazione e delle atmosfere è una delle vere chiavi del fascino di questa produzione, che ricalca da vicino altri titoli di più o meno recente provenienza dall'Est Europa - ad esempio Metro 2033 ed il suo imminente sequel The Last Light. Un Mondo post-apocalittico per pochi sopravvissuti, dove vige la legge del più forte e a dettar legge sono piccoli gruppi autoctoni (le fazioni) che, in qualità di protagonista, dovremo farci alleate per sopravvivere. Senza ancora una data predefinita il progetto è in tutt'ora in fase di costruzione; ciononostante i ragazzi di Vostock Games -memori anche delle non felici decisioni rispetto al suddetto S.T.A.L.K.E.R.- hanno deciso di sbottonarsi sin dal principio, fornendo dal principio una buona serie di dettagli. Vediamoli assieme.

Green Apocalypse

Il tema dell'Apocalisse, in quest'ultimo decennio, è stato rivisitato in qualunque salsa dalle produzioni videoludiche. Stragi virali, epidemie "zombesche", catastrofi nucleari e chi più ne ha più ne metta. Talmente tante sono le idee iper-sfruttate che, oramai saturo, il mercato ha deciso di virare verso qualcosa di totalmente differente, forse più consono al peggior scenario immaginabile nei prossimi cinquanta o cento anni (velocizzando chiaramente il tutto). In Survarium come in altri (fortunatamente pochi) prima di lui avremo a che fare con un Mondo dove soltanto l'1% della popolazione umana è rimasta in vita. Tutto parte nel 2015 quando l'umanità si trova ad affrontare, dopo le innumerevoli incurie che noi tutti conosciamo, la furia della natura. Ma non è un cataclisma quello che si abbatte sull'umanità bensì un proliferare anomalo della vegetazione che, come impazzita, tenta di riprendersi in breve tutto lo spazio nei secoli occupato dall'uomo. "Fortuna" vuole che gli scienziati riescano a trovare un rimendio, nello specifico in un potente fertilizzante che in un batter d'occhio stermina tutte le piante di troppo. E l'uomo può tornare a festeggiare. Saranno però i suoi ultimi attimi di gioia, poiché cinque anni dopo, in una Primavera stranamente rigogliosa, le piante spargeranno una nube di pollini tossici sull'intera superfice del Pianeta, decimando pian piano la popolazione. E' il caos. La razza umana perisce pian piano e i meccanismi sociali sui quali si fondava si disgregano, facendo dell'Uomo una preda anziché il dominatore della Terra. Si crea, di lì a poco, persino un nuovo ecosistema, fatto appunto da pollini e gas tossici, piante ed insetti mutati e qualsiasi belva assassina si possa immaginare nel peggiore dei propri incubi. Ma com'è stato possibile tutto questo? La natura ha davvero fatto tutto da sola? L'evoluzione ha bruciato così in fretta le tappe di un decorso decennale? Starà proprio a noi scoprirlo, nel corso di un'indagine "collaterale" alla continua lotta per la sopravvivenza - fondamento dell'intera avventura.

Triple Play

Survarium propone tre modalità di gioco diverse: Teamplay, Free Play e Coop. Teamplay rappresenta il classico PvP istanziato: in mappe definite "non enormi ma molto dettagliate" dovremo combattere contro la squadra avversaria, stando ben attenti alle Anomalie (manifestazioni energetiche instabili molto pericolose) ed alla fauna/flora mutata che popolerà l'ambiente circostante. Il nostro compito, come oramai molto di moda in ambito FPS, non solo quello di eliminare la squadra avversaria, anzi; prima di tutto dovremo recuperare le parti per costruire un congegno in grado di proteggerci dal cataclisma che segnerà sostanzialmente il clou nonché la fine della partita. I team dovranno lottare per fortificare la propria base, prima che l'uragano/tsunami/terremoto (eventi abitudinari nell'inferno qui chiamato Mondo) li investa e li spazzi via. Le due squadre, come si diceva, potranno ostacolarsi ed eliminarsi a vicenda; organizzare tattiche attirando il nemico alla ricerca di una componente o, in maniera ancor più subdola, attendere che gli avversari abbiano costruito i loro sistemi difensivi per poi spazzarli via e sfruttarne la base. Dinamiche sulla carta molto interessanti: già solo pensare che annientare il nemico non basterà per vincere una partita sembra dare al PvP di Survarium una marcia in più. Tuttavia, in questi casi, è facile peccare d'entusiasmo, specialmente se si considera che della produzione ancora non si è visto nulla.

D'altronde non si può non lasciarsi coinvolgere, specialmente quando si sente parlare lo stesso dev team, con così tanta passione, delle altre modalità - quelle legata in maniera più profonda all'aspetto narrativo, prospettato come cardine portante della produzione. Si parte da Free Play, una game mode nella quale sino a 20 giocatori contemporaneamente verranno catapultati all'interno di immense aree di gioco. Potranno essere piccole città abbandonate, interi complessi industriali, edifici di particolare importanza nelle vicende che hanno portato la Terra in rovina ed altro ancora. In questo caso non dovremo competere (non direttamente almeno) ma semplicemente riuscire a sopravvivere sino a trovare la via di uscita prevista dagli sviluppatori. Si tratterà dunque di fronteggiare le minaccie "naturali" e i bisogni primari (fame e sete) mentre esploreremo zone sempre più pericolose, studiate apposta (secondo quanto è trapelato) per spingere i giocatori a cooperare tra loro. Aiutarsi, saldare alleanze per eliminare le pericolose creature, sfruttare le diverse abilità di ciascun giocatore per sopravvivere saranno la vera chiave di una modalità che si prospetta entusiasmante, specialmente se consideriamo che ogni avatar avrà qui soltanto una vita. L'aspetto narrativo, come si diceva, inzia a diventare piuttosto importante, raccontandoci nel corso di queste fasi le storie legate a ciascun quadro ed inserendo qualche NPC per coadiuvare il processo.

"Complesso ed articolato, il sistema di danno non prevederà anzitutto alcuna barra di salute visibile a schermo ma indicazioni riguardo a fratture, ferite, sanguinamento e quant'altro. A seconda della parte del corpo colpita otterremo penalità diverse, a partire dall'istant death se centrati in pieno cranio"

Molto differente, soprattutto in questi termini, la Coop, vera e propria modalità principe della produzione. Lo svolgimento, in questo caso, si farà più classico, con catene di incarichi a suddividere l'avventura in capitoli, tantissimi NPC a fare da collante tra una missione e l'altra e a dare un'ulteriore spinta dal punto di vista narrativo (i dialoghi saranno in buona parte doppiati). Particolarità di questa game mode, secondo il dev team, la difficoltà. Tra una missione e l'altra di una catena lo sbalzo sarà notevole, tanto che per completarne una serie ci vorranno anche due interi mesi di gioco, suddivisi tra le varie modalità per accumulare esperienza. Quest e subquest porteranno non solo ad indagare sui misteri di un così repentino stravolgimento ecologico (la punta dell'iceberg dell'avventura) ma anche ad interagire con le varie fazioni: gruppi autoctoni più o meno pericolosi che offriranno servigi in cambio di favori. Saranno questi stessi gruppi a portare il nostro parti nei meandri nella narrazione, offrendo da una parte le meno impegnative Daily Task (ricerca di acqua, cibo e medicinali per il razionamento quotidiano, ad esempio) e dall'altra le cosiddette Collective Story, di cui si parlava poc'anzi. Ogni compito svolto, oltre a far progredire la trama, ci permetterà di ricevere ricompense: sconti per l'acquisto di provviste/equipaggiamento, indispensabili punti esperienza e denaro (oro e rubli le monete correnti). Trattandosi di MMO, dunque, tutte queste risorse (punti esperienza in particolare) andranno spese oculatamente per far progredire il nostro avatar. Ben cinque gli skill tree dedicati: Shooting Training, Physical Training, Medical Skills, Technical Skills ed Art of Survival, categorie il cui nome parla da se e che faranno del nostro eroe un perfetto artista della sopravvivenza, capace di maneggiare armi delle più disparate, individuare e disattivare congegni, curare se stesso e gli altri e conoscere alla perfezione l'ambiente di gioco. Per ciascun livello acquisito in una di queste ramificazioni otterremo un'abilità passiva (ad esempio capacità di trattenere il respiro più a lungo utilizzando il fucile di precisione); ad ogni cinque, invece, una attiva da sfruttare come talento unico. Il tutto amalgamato alle varie specializzazioni che potremo interpretare una volta affiliati ad una o più fazioni.
Recentemente ne sono state svelate due tra le sei che dovrebbero caratterizzare il mondo di gioco. Gli Scavenger sono un gruppo di sopravvissuti altamente specializzati nel rastrellamento di rovine e nella ricerca/vendita di equipaggiamento leggero. Sono sostanzialmente nomadi, poiché la loro specialità è lo sciacallaggio di tutto quello che può tornar utile, spostandosi di area in area per massimizzare le possibilità di sopravvivenza. Molto diversi i Black Market, ex malviventi divenuti ora mercenari ed accomunati dallo strambo gusto per l'abbigliamento di quelli che, prima dell'Apocalisse, chiamavano Biker. I servigi offerti da questo gruppo stanziale vanno dalle munizioni all'equipaggiamento pesante, passando dalla possibilità di arruolare tagliagole per un certo periodo di tempo (qualora, ad esempio, il gruppo non fosse sufficientemente sostanzioso). Ognuna delle fazione, come anticipato, aprirà ad una serie più o meno nutrita di specializzazioni, da "esplorare" una volta acquisito un certo livello di fiducia. Gli Scavenger annoverano tra le loro fila lo Scout (soldato dalle velleità stealth), il Marksman (comune cecchino) e l'Artifact Hunter (equipaggiato per scovare le anomalie energetiche e sfruttarle a suo favore); i Black Market rilanciano con Trapper (una variante dello Scout maggiormente votata all'attacco, grazie anche allo sfruttamento di trappole d'ogni genere), Punisher (un combattente classico e versatile) e Goon (il cosiddetto Tank, dotato di equipaggiamento pesante). Inutile aggiungere che far collimare abilità, specializzazione ed equipaggiamento, in un ambiente così ricco di minaccie, sarà la prima chiave per sopravvivere, nonché una ricca fonte di varietà ludica se consideriamo che altre quattro potenziali fazioni devono ancora esser rivelate.

Il team ha infine svelato una delle caratteristiche legate al gameplay vero e proprio: il sistema di danni. Complesso ed articolato non prevederà anzitutto alcuna barra di salute visibile a schermo ma indicazioni riguardo a fratture, ferite, sanguinamento e quant'altro. A seconda della parte del corpo colpita (testa, tronco, arti) otterremo penalità diverse, a partire dall'istant death se centrati in pieno cranio. Gli sviluppatori hanno portato alcuni interessanti esempi a questo proposito: venir colpiti alle gambe inibirà le skill di movimento (ed essere gravemente feriti ad entrambe costringerà a fermarsi letteralmente); alle braccia le capacità legate allo sfruttamento delle bocche da fuoco, con la mira via via meno precisa e il rinculo più pesante da sopportare. Anche a fronte di una notevole bardatura i colpi più pesanti potranno risultare in pericolose fratture, ed anzi, proprio un eccessivo sfruttamento delle protezioni potrebbe portare ripercussioni di tipo traumatico alle parti del corpo interessate. Un sistema certamente affascinante ma a nostro avviso estremamente complesso da implementare con il giusto tasso di credibilità ed un opportuno bilanciamento.
Ed è proprio questa una delle più grandi perplessità riguardo a Survarium, del quale ancora nulla si è visto (almeno in game) e del quale non si conoscono, ad esempio, le dinamiche legate all'economia di micro-transazioni tipica di questo genere di produzioni. Le premesse sono veramente ottime, oseremmo dire quasi fantastiche; ma quanti titoli, specialmente nella recente storia videoludica, abbiamo visto promettere mari e monti e poi disattendere qualsiasi aspettativa o venire addirittura abbandonati/cancellati? Possiamo solo sperare non sia questo il caso della produzione Vostok Games.

Survarium Immensa varietà di situazioni, un contesto affascinante (per quanto non freschissimo) ed una serie di interessantissime feature mutuate dal mondo degli FPS e degli MMO di stampo ruolistico, potrebbero rendere Survarium uno dei must have del 2013 su Personal Computer, per giunta free to play. Bisognerà soltanto attendere fino ad avere la possibilità di provarlo con mano o osservarne accuratamente il gameplay (ancora non mostrato) per capire se tutte le promesse fatte sulla carta si riveleranno tali alla prova del nove. La storia del team, “risorto” dalle ceneri di S.T.A.L.K.E.R. 2, non è delle più confortanti, ma già lo sbilanciarsi del dev team nel conferire dettagli su dettagli potrebbe avere risvolti positivi. In attesa di ulteriori sviluppi vi consigliamo di rimanere sintonizzati su Everyeye.it, che non mancherà di seguire passo passo questa promettente produzione est-europea.

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