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Anteprima The Division

Lo sparatutto Ubisoft si mostra in versione Xbox One

anteprima The Division
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Molto spesso le presentazioni della Gamescom di Colonia sono identiche a quelle viste appena un paio di mesi prima all'E3 losangelino. Soprattutto nel caso di titoli ancora molto lontani dalla data d'uscita, insomma, capita di mettere gli occhi sugli stessi spezzoni di gameplay, accompagnati quindi da qualche sbadiglio. Per fortuna The Division fa storia a sé: l'enormità del titolo Ubisoft, la qualità del colpo d'occhio, la cura per i particolari e l'abbondanza di dettagli di una New York segnata dal conflitto bastano a tenerci sull'attenti.
Tantopiù che alla fiera tedesca il titolo si è mostrato per la prima volta in versione console, girando su Xbox One. Abbiamo così potuto dare un'occhiata all'ottimizzazione del prodotto sull'hardware Microsoft e - ve lo anticipiamo - The Division resta senza problemi fra i titoli tecnicamente più convincenti visti fino ad oggi.

Equipaggiamento dinamico

The Division -per chi si fosse perso l'annuncio e le prime informazioni su uno dei titoli più promettenti del 2015- è un Third Person Shooter ambientato in un mondo messo in ginocchio da una tremenda epidemia. Pensato per essere giocato soprattutto in cooperativa, vedrà la possibilità di organizzare piccole squadriglie che ricordano concettualmente gli Strike Team di Destiny, con cui pattugliare le strade della metropoli ormai sfiorita, alla ricerca di avamposti da liberare, scorte da recuperare, e missioni di “bonifica” delle aree sensibili.
Concorrendo per il controllo di territori, e risorse limitate, l'interazione tra le tre diverse forze in campo avviene principalmente tramite scontri a fuoco regolati da dinamiche ormai classiche per uno shooter in terza persona: ancora una volta, infatti, lo sfruttamento di coperture ed elementi dello scenario sarà un fattore imprescindibile per portare le sorti del combattimenti dalla nostra parte. Fra le altre cose si segnala un character design riuscitissimo, che veicola in modo esemplare una natura dei personaggi totalmente opposta a quella del super soldato tipica di altri congeneri: segnala anzi sin da subito la fragilità di questa tremula società post-pandemica, e la presenza di dinamiche survival che affiorano nel gameplay.
Le fazioni in campo (e in particolar modo la Divisione) dovranno imparare a sfruttare al meglio i gadget tecnologici a loro disposizione (torrette automatiche robotizzate, granate a ricerca automatica e così via) tra i quali spiccano due accessori assolutamente fondamentali nell'economia di gioco come mappa e dispositivo ECHO.

La prima di queste due funzionalità attiverà intorno al proprio personaggio una riproposizione virtuale in scala di una vasta porzione dell'area intorno a lui, con la possibilità di marcare al suo interno la prossima meta o controllarne il livello di sicurezza (aumentabile con l'eliminazione delle forze ostili, ma i cui benefici rimangono per ora avvolti nel mistero). Decisamente meno tradizionale sarà invece la natura della seconda tecnologia a disposizione dei giocatori: conosciuto con il nome di ECHO, questo dispositivo permette di ricostruire, tramite l'utilizzo di spettacolari ricostruzioni tridimensionali simili alla realtà aumentata, un evento accaduto nel recente passato, per studiarne i dettagli (ai fini della narrazione e dell'immersione nell'universo di gioco) e acquisire punti esperienza extra.
L'approccio alle battaglie potrà essere sostenuto anche da una companion app che permetterà ad un ulteriore giocatore di seguire il party 'principale' tramite un drone aereo, con la possibilità di 'segnalare' gli avversari presenti nella porzione di mappa sorvolata, a tutto vantaggio dei giocatori su console e PC. Pur avendo avuto modo di ammirare il gioco solamente tramite un hands-off organizzato appositamente da Ubisoft, quello che traspare maggiormente dalle dinamiche di combattimento è il loro ritmo decisamente bilanciato e piacevole, lontano dagli eccessi di altri shooter in terza persona e perfettamente in linea con una fisica di armi e modelli poligonali che appare improntata su un perfetto equilibrio tra realismo e facilità di utilizzo.

La demo ha fatto il punto anche sulle possibilità legate alla dotazione bellica dei protagonisti. Ogni bocca da fuoco, granata e gadget tecnologico può di fatto essere modificato in tempo reale, regolandone così le funzioni. Si potrebbe fare un parallelismo con quanto si è visto nelle demo di Call of Duty Advanced Warfare, in cui una semplice granata può trasformarsi in una sorta di dispositivo tracciante che esplode dopo aver inseguito il bersaglio.
Anche i gadget, le ottiche ed i fucili di The Division saranno “modulari”: sarà possibile programmarne il funzionamento per adattarli alle varie situazioni, a tutto vantaggio quindi di una pluralità di approcci fondamentale per differenziare il titolo Ubisoft dai tanti altri congeneri. Quello che la demo ha sottolineato, infatti, è la discreta intelligenza artificiale dei nemici, oltre ad un approccio veramente open-world: le strade di New York sono davvero a disposizione dei giocatori, che possono pianificare assieme ai propri compagni l'approccio da adottare in ogni singolo scontro a fuoco. Ci saranno, ovviamente, sparatorie più regolari, ma la possibilità di aggirare gli avversari, piazzare trappole o preparare mine ad innesco ritardato, o ancora di riprogrammare i propri droni perchè acciechino i nemici lasciandoli confusi per qualche istante, trasmette davvero una libertà tattica senza pari.

Versione Console

Tra gli aspetti più sbalorditivi del titolo Massive Entertainment troviamo anche un comparto tecnico eccezionale. Visti ad occhio nudo, infatti, i livelli di dettaglio e complessità poligonale gestiti all'interno degli scenari dal motore di gioco di The Division sembrano voler ribadire che la “next-gen” deve ancora iniziare. Le aree urbane del titolo Massive vengono infatti presentate in tutta la loro triste decadenza grazie ad elementi in rovina incredibilmente particolareggiati, detriti sparsi ovunque e interni caotici testimoni di una veloce fuga dei loro occupanti, che nel loro insieme fanno tornare alla mente quel magnifico quadro apocalittico-urbano tratteggiato alla perfezione da The Last of Us.
Arriviamo quindi alla questione dell'ottimizzazione. La demo della Gamescom girava su Xbox One, senza inganni di sorta: la console era in bella vista, e il team ha lanciato l'applicazione dalla dashboard della console Next-Gen targata Microsoft. E' ovviamente impossibile riconoscere, nell'economia di una breve presentazione e senza conoscere le connessioni video, la risoluzione a cui girava la demo, ma a livello complessivo dobbiamo ammettere di essere rimasti piacevolmente stupiti. La profondità di campo è eccezionale, paragonabile a quella vista su PC pochi mesi prima, si nota pochissimo aliasing e non c'è alcun fenomeno di pop-up.

Conservata anche la distruttibilità ambientale di ogni elemento presente negli scenari di gioco; blocchi di cemento, auto, lastre di vetro: praticamente qualsiasi cosa che incontrerà la linea di tiro del vostro mirino è destinata a spaccarsi, piegarsi, squarciarsi o esplodere sotto i vostri colpi, in un orgia di scintille, effetti particellari e deformazioni poligonali da lasciare a bocca aperta.
Non ci addentriamo in una comparazione con la demo presentata all'E3 di un anno fa, francamente impossibile da fare “a memoria”: ma a chi fosse rimasto scottato dal “caso Watch Dogs”, vogliamo dire che The Division non sembra voler scendere a compromessi.
C'è da segnalare però qualche calo di framerate (e scordatevi i 60fps) ed un po' di tearing, che non avevamo notato nel corso della presentazione losangelina. Bisogna quindi capire come procederanno i lavori di ottimizzazione, ma anche vedere il titolo completo, dal momento che questa demo era ambientata in una porzione evidentemente molto ridotta della città.

The Division The Division resta saldamente ancorato in vetta alle nostre wishlist. Lo sparatutto Ubisoft ha grandi potenzialità, legate non solo ad un'ambientazione dettagliata e riuscitissima, ma anche ad un gameplay cooperativo che permette una libertà totale. Il publisher francese ha confermato che il titolo avrà contenuti esclusivi su Xbox One, e non ha avuto timore di mostrare una demo che girava proprio sulla console Microsoft: anche al netto di qualche calo di framerate -comprensibile a questo stadio dello sviluppo- il gioco ha fatto una bella impressione. Ovviamente è difficile entrare nel dettaglio delle differenze fra le versioni console e quella PC senza averle entrambe davanti agli occhi: ma rispetto alla dimostrazione di Los Angeles, il titolo non ci è sembrato certo sofferente. Novità sul gioco arriveranno probabilmente il prossimo anno. Mettiamoci comodi e aspettiamo.

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