E3 2012

Anteprima The Elder Scrolls Online

Presentata la versione Online di The Elder Scrolls

anteprima The Elder Scrolls Online
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Vent'anni. Pochissime saghe nel mondo dei videogiochi possono vantare una storia cosi' anziana e ricca di capolavori. Ogni singolo capitolo di The Elder Scrolls in un modo o nell'altro ha saputo ammaliare milioni di giocatori, vuoi per aver reinventato gli RPG sandbox (Arena e Daggerfall), vuoi per la particolare attenzione al dettaglio (Morrowind), o per l'affascinante ambientazione (Skyrim), o -perche' no?- per essersi appellato a un pubblico giovane e fino ad allora a digiuno di giochi di ruolo di un certo spessore (Oblivion). Ora, dopo l'enorme successo del Dohvakiin, Bethesda Softworks e' determinata a fare il passo successivo, quello che probabilmente ha sempre voluto compiere, fin da quando ha concepito quell'infernale primissimo dungeon del 1994: ricreare l'intera Tamriel in un unico enorme RPG e popolarla di giocatori in carne e ossa. The Elder Scrolls Online promette tutto questo.

Il miglior titolo in rete

Sembra una pazza corsa all'oro quella a cui stiamo assistendo da un anno a questa parte. E forse il nocciolo della questione e' proprio questo: i giocatori sono disposti a pagare un canone mensile per un MMORPG, anche se sono presenti molte valide alternative. Si sta vedendo con Old Republic, con World of Warcraft e con tutti gli altri titoli che costantemente milioni di giocatori continuano a supportare, giocando spesso a piu' di un titolo. Non sorprende che Elder Scrolls tenti un arrembaggio al fertile terreno dei giochi massivi.
Abbiamo gia' coperto alcuni primi dettagli riguardo al prossimo titolo prodotto da Zenimax che mai prima d'ora si era mostrato in pompa magna. Tutte le regioni di Tamriel saranno fedelmente riprodotte, dalle piu' recentemente realizzate Skyrim e Cyrodiil, alle ancestrali Hammerfell e Morrowind, alle mai sviluppate Summerset Island e Black Marsh, in un unico immenso titolo di migliaia e migliaia di chilometri quadrati virtuali. Cinque di sviluppo concreto ma ben vent'anni per creare concept e storyline: TES Online sara' ambientato 1000 anni prima degli eventi di Skyrim, in un'epoca in cui l'Impero ancora non esisteva e tre grandi fazioni si contendevano Cyrodiil. Alla creazione del personaggio dovremo scegliere a quale appartenere: il Daggerfall Covenant, un gruppo di razze miste dalle regioni di High Rock e Hammerfell a Nord Ovest; l'Ebonheart Pact, essenzialmente formato da Elfi Scuri delle regioni di Morrowind e Black Marsh a Est; e infine l'Aldmeri Dominion, dalle isole Summerset a Sud-Ovest. Rimane la vasta regione centrale di Cyrodiil, teatro di guerre sanguinosissime prima del'avvento dell'Impero, combattute a suon di magie e spadate da centinaia di giocatori nell'open world PvP pensato per TES Online.
Le premesse sono a dir poco emozionanti, ma l'entusiasmo iniziale deve per forza di cose fare i conti con la realta' dei fatti. Confermiamo che alcune scelte per ora ci stanno facendo un po'

" Dal poco che abbiamo potuto vedere l'interfaccia stessa si sposa con questo approccio aderente a tutti gli Elder Scrolls, ovvero l'immediatezza e l'immersione di un gameplay facile da imparare ma difficile da far proprio."

storcere il naso. Innanzitutto quella di aver scelto la terza persona nel momento in cui costretti a porre un minimo comun denominatore in termini di gameplay. A nostro giudizio se si fossse scelta la visuale in prima persona non solo si sarebbe rimasti aderenti alla tradizione della saga, ma si sarebbe portata una ventata di novita' nell'intero panorama MMO. La seconda perplessita' riguarda l'impotazione generale di gioco che da alcuni indizi sembra aderente a quella dei piu' comuni prodotti attualmente sul mercato. Stiamo prlando del classico incedere sistematico da quest-giver a obbiettivo e poi ancora indietro al quest-giver per portare a termine il compito, con tanto di punti esclamativi in testa (sotto forma di aure gialle intorno agli NPC). La mappa iperdettagliata concorre a questa spiacevole impressione di percorso obbligato che gia' irrita i puristi in Oblivion e Skyrim e lo fa a maggior ragione parlando di MMO, scagliando lo spettro del grind sull'intera produzione. Infine non possiamo non notare una generale pulizia grafica molto colorata che stona con la gotica imperfezione di ogni titolo della saga principale degno di questo nome. Sembra infatti che i paesaggi siano stati dipinti seguendo la confortevole cromia di Oblivion, certamente il meno ispirato a livello di panorami.

Prospettive hardcore

Il generale senso di sconforto che ci ha colto nel notare questi dettagli e' stato arginato dalla presentazione appena successiva. Le meccaniche alla base di Elder Scrolls Online sono esattamente quelle che tutti consociamo: combattimento action, tre statistiche primarie (Forza, Intelligenza, Stamina) e blocco (o schivata) possibile in qualsiasi momento. Sulla scia di Guild Wars 2 e TERA, l'azione e' totalmente governata dai movimenti del giocatore e non da un targeting

"In party da sei fino a ben venticinque giocatori affronteremo varie istanze di gruppo per sfide sempre piu' difficili. Se tutto andra' come auspichiamo, Bethesda non suddividera' i raid in diversi livelli di difficolta', bensi' proporra' un modello piu' scaglionato in cui solo un adeguato numero di player ben equipaggiati potra' aver ragione delle sfide piu' ardue, dando quel vero senso di epicita' che ormai manca ovunque, WoW o SWTOR che sia."

system basato su rapidi movimenti del mouse o da keybind. Dal poco che abbiamo potuto vedere l'interfaccia stessa si sposa con questo approccio aderente a tutti gli Elder Scrolls, ovvero l'immediatezza e l'immersione di un gameplay facile da imparare ma difficile da far proprio. Nulla che non desideriamo compare a schermo: la classica minimap posta in basso a destra puo' essere rimossa, cosi' come la chat a sinistra, mentre le tre barre delle statistiche (hp, mana, stamina) sono a scomparsa come la barra delle abilita'. Quest'ultima e' indicativa di che cosa avremo a che fare: solo poche skill selezionabili, forse da un pool molto ampio o dipendenti dalla progressione del personaggio. Ancora i dettagli non sono noti. Ma fara' piacere a tutti sapere che non sara' necessario seguire la cosiddetta Holy Trinity (tank, healer, DPS) per affrontare le sfide di gruppo. Ci teniamo a precisare che, come visto nel nostro lungo articoo dedicato a Guild Wars 2, in realta' la Holy Trinity esiste e si puo' usare, ma non e' strettamente necessario farlo. In party da sei fino a ben -udite, udite- venticinque giocatori affronteremo varie istanze di gruppo per sfide sempre piu' difficili. Se tutto andra' come auspichiamo, Bethesda non suddividera' i raid in diversi livelli di difficolta', bensi' proporra' un modello piu' scaglionato in cui solo un adeguato numero di player ben equipaggiati potra' aver ragione delle sfide piu' ardue, dando quel vero senso di epicita' che ormai manca ovunque, WoW o SWTOR che sia. Particolare attenzione sta venendo dedicata proprio ai dungeon che compariranno sempre caratterizzati da un'unicita' specifica per ogni locazione e che conterranno anche dei veri e propri puzzle da risolvere da soli o in compagnia. Dobbiamo a malincuore far notare pero', che se non ben implementata, quest'ultima interessantissima variazione potrebbe alla lunga annoiare i giocatori giunti all'ennesima run della stessa istance.
Ultima interessante introduzione sono i Sinergy Attacks. Cosi' come in Guild Wars 2, effettuare alcune magie in concomitanza di altre mosse (anche corpo a corpo) crea effetti aggiuntivi che aumentano il danno dell'attacco; una strada questa che molti stanno compiendo, ma che ancora pochi hanno portato a termine in un prodotto finito.

The Elder Scrolls Online Elder Scrolls Online e’ una scommessa, e come tutte le scommesse desta preoccupazione negli appassionati e scetticismo in tutti gli altri. Non possiamo non rimanere impressionati dagli splendidi paesaggi mossi da quell’Hero Engine famoso per Old Republic (paesaggi apparentemente privi di pop-up), ma al contempo assistiamo a scelte di campo decise evidentemente per accontentare un certo tipo di pubblico massivo abituato ai themepark piu’ ortodossi che non possono non far sollevare il sopracciglio. Tuttavia di recente giocando a TERA ci e’ balzato in mente un desiderio che vogliamo condividere coi nostri lettori: ma cosa succederebbe se le potenzialita’ di un gameplay totalmente action come -appunto- quello di TERA, venisse sfruttato a dovere in un gioco ben meno afflitto da noioso grind? In altre parole, vorremmo che le potenzialita’ di un sistema basato sulla mira e sulle precise collisioni poligonali incontri un mondo vasto, ben articolato, ricco di lore e sempre aggiornato nel tempo, magari con un’adeguata parte dedicata ai giocatori piu’ esigenti, che solo pochi potranno affrontare. Sembrerebbe che Bethesda sia sulla buona strada. Ma sappiamo bene che e’ irta di pericoli e di ostacoli da superare.