Anteprima The Last Guardian

Da non crederci, eppure è realtà... The Last Guardian è vivo, vegeto, e nel 2016 potremo giocarci: Sony ha sganciato la bomba all'E3 2015.

The Last Guardian

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The Last Guardian
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  • PS4
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Esiste, è realtà, si è fatto gioco e arriverà su PlayStation 4 nel 2016. Sì, stiamo parlando di The Last Guardian, per quanto possa sembrare incredibile. Ne son passati di anni dall'annuncio ufficiale dell'E3 2009. Da allora è stato un calvario, tra posticipi e incidenti di percorso. Il fatto che Ueda avesse abbandonato Sony - pur rimanendo consulente del progetto - non lasciava presagire nulla di buono. Non ci sperava più nessuno, diciamolo, anche se in fondo al cuore un lumicino è sempre rimasto acceso. Stiamo d'altronde parlando del successore di Ico e Shadow of the Colossus, due capolavori che ancora oggi mettono i brividi, per poesia e delicatezza. Nel trailer dell'E3 2009 tutto era iniziato da una piuma, una piuma che con movimenti leggeri scendeva dall'alto e finiva la sua corsa vicino a un pozzo. All'E3 2015 tutto ricomincia da quella piuma, solo che stavolta non è un trailer, è gameplay. The Last Guardian si è fatto gioco, dopo sei anni.


AMICI PER LA PELLE

Il bambino e il suo imponente amico - una creatura che pare un incrocio tra un volatile e un cane - sono ancora lì, in quell'immenso castello in rovina che ricorda, per stile e architettura, l'ambientazione di Ico. Come in Ico, il rapporto tra i due personaggi è affettuoso, c'è un evidente legame di amicizia che si sta creando o che forse è già nato e ora viene messo alla prova. Il bambino chiama la creatura, la invita a seguirlo. Lei si affaccia timorosa, guarda il bambino con occhi teneri, vuole essere rassicurata. La diffidenza, nell'amicizia, lascia spazio alla cooperazione. Ueda è a tutti gli effetti un autore. Nelle sue opere tornano temi ricorrenti: l'incontro tra due personaggi (che è poi l'incontro tra due mondi), la necessità di prendersi cura l'uno dell'altro. Il gameplay mostrato alla conferenza Sony ne è la dimostrazione. The Last Guardian dà l'impressione di essere un mix di platform e puzzle - come lo era Ico, dopotutto - e sin dalle prime battute si fa evidente la necessità di unire le forze. L'ampia voragine che separa il bambino dalla prossima piattaforma può essere superata dalla creatura con un balzo. La delicatezza si vede nei dettagli: è il bimbo che suggerisce alla creatura di saltare, simulando il gesto. È il turno del bambino, ma il suo salto non basta: con tempismo perfetto la creatura lo agguanta con la bocca e lo porta in salvo. Nei minuti successivi si assiste a uno scambio di favori reciproco. una costruzione spaventa la creatura, il ragazzino non ci pensa due volte a eliminare l'ostacolo. Quando si tratta poi di arrampicarsi sulla parete per raggiungere una piattaforma stabile, le piume della creatura diventano un comodo appiglio. Eccolo Shadow of the Colossus. Ma Shadow of the Colossus c'era già, nel rapporto tra infinitamente piccolo (il ragazzino) e infinitamente grande (la creatura). Chi è l'ultimo guardiano? È il ragazzino che si prende cura della creatura, o viceversa? The Last Guardian sembra la sintesi perfetta dei due titoli che l'hanno preceduto, l'opera che chiude il cerchio.

UN SANO PRAGMATISMO

Il breve filmato di gameplay presentato da Sony non rivela molto del gioco. Non colpisce particolarmente per la tipologia di azioni proposte, sebbene il focus, in un titolo simile, sia tutto spostato sul rapporto tra i due personaggi. Veloce considerazione: Sony avrebbe potuto optare per un altro trailer, magari maggiormente d'impatto rispetto a una sessione di gameplay, eppure non l'ha fatto. Ha voluto dare un segnale forte, dimostrando un sano pragmatismo: The Last Guardian c'è. Ora sta a Ueda e agli sviluppatori creare un'esperienza di gioco di qualità, integrando trama, personaggi e gameplay con la stessa cura dimostrata in Ico e Shadow of the Colossus.
Per dovere di cronaca si segnala un comparto tecnico che sembra tradire la lunga gestazione, ma appunto, è solo dovere di cronaca: in quanto a stile The Last Guardian prosegue sull'ottima scia dei due predecessori, in maniera coerente e affidandosi alla stessa solida atmosfera.
Per concludere si segnala che il nostro Francesco Fossetti, durante la conferenza, si è commosso. Come lui, chissà quanti altri.

The Last Guardian The Last Guardian è vivo, vegeto, e nel 2016 potremo giocarci. Sony ha sganciato la bomba all'apertura della sua conferenza all'E3 2015. Era nell'aria, ma averne la conferma è tutta un'altra cosa. Il boato della sala lo dimostra. Finalmente il cerchio si chiude: la nuova opera di Fumito Ueda promette di essere la sintesi perfetta di Ico e Shadow of the Colossus, punto di raccordo e allo stesso tempo gran finale. Troppo presto per trarre delle conclusioni, troppo breve il filmato di gameplay, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: The Last Guardian c'è. La poetica di Ueda è lì in bella vista: l'incontro tra due personaggi, la necessità di prendersi cura l'uno dell'altro, il rapporto tra infinitamente piccolo e infinitamente grande. Abbiamo atteso sei anni, uno in più cosa vuoi che sia?

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