Electronic Entertaiment Expo 2015
Electronic Entertaiment Expo 2015 Dal 16/06/2015 al 18/06/2015

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E3 2015

Anteprima The Last Guardian

All'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles abbiamo assistito a una presentazione a porte chiuse del nuovo titolo di Fumito Ueda, autore di capolavori come ICO e Shadow of the Colossus.

anteprima The Last Guardian
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

In occasione della prima giornata della fiera abbiamo avuto l'opportunità di assistere a una presentazione a porte chiuse di questo ormai leggendario titolo. Ad accoglierci proprio Fumito Ueda, che ha giocato a The Last Guardian commentandone lo svolgimento insieme a un altro membro del team di sviluppo. A proposito del team, si tratta di developer che hanno lavorato sia a Ico che a Shadow of the Colossus. Buono a sapersi, visto che The Last Guardian, come già si era intuito, vuole essere una sintesi dei due giochi precedenti. Ce lo conferma ufficialmente anche Ueda. L'importanza di fare squadra e di aiutarsi l'un l'altro, affidandosi al linguaggio del corpo più che a quello verbale, vengono direttamente da Ico, mentre il rapporto del bambino con Trico è simile, quantomeno concettualmente, a quanto visto in Shadow of the Colossus.

The Last Guardian parla di un bambino che è stato rapito e si ritrova suo malgrado prigioniero nell'antico edificio in rovina che fa da sfondo all'avventura. L'incontro con Trico segna l'inizio di un'amicizia. Ueda sottolinea quanto i due personaggi siano complementari: Trico, date le dimensioni, è più forte e può raggiungere piattaforme sopraelevate o particolarmente lontane. Il bambino può invece infilarsi in spazi angusti e interagire, per esempio, con le leve disseminate nello scenario. A proposito di leve e puzzle ambientali, The Last Guardian sembra per ora molto canonico, a giudicare dalle azioni viste nella demo. La sequenza si colloca circa a metà dell'avventura. Dopo aver aiutato Trico a liberarsi di alcune lance conficcate nel corpo, il piccolo protagonista si arrampica sulla creatura per raggiungere un'area altrimenti irraggiungibile. Ci sono della casse, del cibo per Trico. Poco dopo il bambino sgattaiola fuori dalla stanza e si ritrova nel corridoio che conduce all'esterno. Lì inizia la sessione di gioco vista durante la conferenza. I minuti aggiuntivi sottolineano alcuni aspetti che già si erano potuti dedurre dal filmato e che Ueda e il suo collega ci tengono a ribadire. Il rapporto tra i due personaggi si poggia sulla collaborazione e sulla vicinanza emotiva; proprio per questo è un rapporto che mette alla prova il giocatore, che quasi lo stressa nel momento in cui lo costringe a pensare al bene comune più che a quello del singolo. Prendersi cura dell'altro è segno di affetto ma porta anche con sé il peso della responsabilità.

Per creare Trico e renderlo credibile il team ha studiato a lungo cani, gatti e uccelli. E in effetti il risultato è credibile, anche dal punto di vista delle animazioni: la creatura piange, sbadiglia, si gratta, si muove col fare impacciato di un cucciolo timoroso. A proposito degli scenari, gli sviluppatori ci confidano di aver visitato i tetti di molti grattacieli per restituire al meglio il senso di vertigine che si percepisce nel gioco. La sequenza in cui il bambino salta ma non viene agguantato in tempo da Trico, che si vede circa a metà del filmato della conferenza, non è una cut-scene, ci tiene a precisare Ueda: il giocatore è chiamato a saltare, ad aggrapparsi alla coda e ad arrampicarsi in tempo reale. Una precisazione curiosa, dettata forse dal desiderio di allontanare eventuali timori legati agli imperanti e spesso poco graditi quick time event. Sul fronte tecnico The Last Guardian convince. Dal filmato della conferenza non si capiva esattamente quanto il gioco si fosse evoluto nel corso degli anni, ma dettagli come l'illuminazione e la definizione delle texture - su cui oggi ci siamo potuti soffermare con maggior attenzione - mostrano un uso accorto dell'hardware PS4. In ogni caso, lo ribadiamo, il titolo fa leva sullo stile, non certo sulla bruta tecnica. "Speriamo di pubblicare il gioco nel 2016, stiamo lavorando duro", afferma a fine presentazione il collega di Ueda. Ecco, forse la scelta del verbo "sperare" non è stata proprio azzeccata, visti i precedenti.

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