Anteprima The Mighty Quest for Epic Loot

Un gioco di ruolo gestionale per sfidare i propri amici

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Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I titoli free2play vengono sin troppo spesso sottovalutati; snobbati non solo dal videogiocatore ma anche dalla distribuzione, incapace di valorizzare perle davvero rare. Fortunatamente non è il caso di Ubisoft, ben attenta ad una fascia di mercato in costante espansione e di prossimo approdo anche su console. Il colosso francese ha dimostrato tutta la sua lungimiranza organizzando lo scorso 6 Settembre i Digital Days, una manifestazione alla quale la stampa europea è stata invitata per osservare da vicino tutti i titoli digital delivery, mobile e free2play in arrivo tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013. Come abbiamo avuto modo di vedere nelle scorse settimane ci sono state delle vere e proprie sorprese come Call of Juarez: The Gunslinger, Nutty Fluffies e Anno Online (per quanto già molto atteso dall'utenza "specializzata"). La giornata non è stata avara nemmeno per quanto concerne le nuove IP, presentandone una dal fascino tutto particolare. Si tratta di The Mighty Quest for Epic Loot, che già dal titolo lascia trasparire la vena scherzosa ed autoironica che ne caratterizza buona parte della produzione. L'obiettivo di Ubisoft Montreal (responsabile del progetto) è stato unire nella maniera più divertente possibile gli stilemi dell'Hack and Slash classico con le caratteristiche basilari di un gestionale alla Sims; il tutto arricchito da immancabili funzioni social per divertirsi in compagnia dei propri amici.

Costruzione e distruzione

La primissima fase di gioco che vi troverete ad affrontare approcciando il divertente The Mighty Quest for Epic Loot è quella di costruzione del Castello. Uno ed uno solo sarà il vostro compito: rendere inespugnabile la sala del tesoro ed il prezioso bottino (rappresentato dal più classico dei bauli). Per farlo non ci sarà bisogno di studi o calcoli complicati: in pochi minuti un comodo editor ci metterà a disposizione una serie di stanze (dalla forma e dimensione predefinita) per modellare la nostra fortezza.

"Nella fase action The Might Quest for Epic Loot rivela molte delle sue debolezze: la ripetitività di una struttura come quella tipica degli Hack and Slash unita alla totale assenza di narrazione farà spesso sentire il peso della noia"

Ci sarà veramente da sbizzarrirsi (a patto di avere il denaro necessario - virtuale o reale che sia) tra fossati all'ingresso, lunghissimi corridoi ed enormi stanzioni decorati che attirino l'attenzione degli avversari, sviandoli magari dalla vera meta. Già perché lo scopo nell'ideare la pianta del Castello sarà quello di creare diversivi che possano portare chiunque vi metta piede a perdersi nei suoi meandri, a girare a vuoto e, soprattutto, a lasciarci la pelle. Stanze a tema (fuoco, ghiaccio) e piccole ed arzigogolate strutture labirintiche saranno solo l'apice di una serie veramente nutrita di possibilità. Aggiungiamo la facoltà di posizionare, ruotare e collegare ogni "blocco" a piacimento ed il gioco è fatto. La creazione della fortezza non ha comunque termine con questa primissima fase, anzi. Per quanto l'arredamento basico (mobili, caminetti, panche, stendardi..) sia assolutamente predefinito a seconda della stanza scelta, la seconda fase consentirà al giocatore di arricchire ciascuna delle stanze con mostri e trappole d'ogni sorta per dare un caldo benvenuto agli sfidanti. Caldo in tutti i sensi dato che tra le varie forme d'accoglienza medievale troveremo cascate d'olio bollente, fontane infuocate e pavimentazione in grado di incendiarsi al passaggio del malcapitato. Interessante varietà anche per quel che riguarda le creature, suddivise per livello d'abilità e skill e capaci -come vedremo- di combinarsi tra loro per ottenere effetti veramente devastanti. Ma prima di proseguire è bene specificare che non si tratterà di una produzione "casualona" dove tutto è lasciato al caso: i dettagli, in Might Quest, sono importanti e il team, ad esempio, ha deciso di impuntarsi su un convincente bilanciamento della difficoltà che prevede un certo limite al computo trappole-mostri applicabili a ciascuna stanza. Selezionando le creature più potenti le potrete magari affiancare ad un solo tranello, o a nessuno; quelle più deboli potranno invece andare tranquillamente in gruppo. S'innescano in questo senso meccaniche particolarmente interessanti che daranno un'idea (seppur molto basilare) del lavoro di un game designer. Ogni creatura, indipendentemente dal livello, avrà caratteristiche uniche: abilità, vitalità, difesa e, molto più importante, aggro. Recuperato un mostriciattolo dall'inventario noteremo immediatamente sul terreno di gioco la sua "area di influenza", ovvero il perimetro entro il quale inizierà ad attaccare. Inserire più d'una creatura nelle immediate vicinanze, dunque, non migliorerà le proprie difese, anzi andrà ad incrementare il cap mantenendo inalterata l'efficacia difensiva. Sarà dunque necessario ponderare in maniera oculata il piazzamento di qualsiasi ostacolo, in maniera da lasciare pochissimo respiro all'avversario. Ma le possibilità non terminano certo con l'incastro delle aree d'influenza o la differenziazione tra le skill degli oscuri servitori. Alcuni di essi, per esempio, potranno essere letteralmente "combinati" e, in questo senso, l'esempio portatoci dal dev team è stato alquanto esplicativo. Inserendo un gruppo di Minions ed un Puppeteer in una stanza otterremo un interessante effetto: le caratteristiche dei primi li porteranno all'attacco del malcapitato, in prima linea; il secondo, invece, si manterrà nelle retrovie per curare e resuscitare i suoi compari, rendendo necessario spostare la priorità proprio sulla sua uccisione. Considerando la facoltà di mettergli a difesa anche una creatura più potente (magari sacrificando qualche Minion) ci rendiamo immediatamente conto di quale sia la varietà offerta da The Might Quest for Epic Loot. Ed anche il sostrato strategico in background, considerando che nessuna stanza può superare il Livello 30 come grado di sfida.

Riallacciandoci proprio al Level Cap, rappresentante il massimo a cui può ambire il nostro eroe, introduciamo la seconda parte dell'avventura, quella della conquista. In poche parole si tratterà di creare un eroe selezionandone le caratteristiche somatiche tramite un editor piuttosto basilare e determinandone la classe tra Guerriero ed Arciere (con la conferma del Mago in aggiunta -a pagamento- in futuro). Un pò poco se consideriamo invece l'ampiezza della prima fase ma quanto basta per avventurarsi in uno dei castelli creati dal team (che caratterizzeranno la campagna) o dai nostri amici (inseriti in una sezione a parte). Tra talenti, attacchi speciali e level up automatici l'avventura si trasformerà a questo punto in un Hack and Slash puro, nel quale dovremo pensare solamente ad eludere tutte le trappole preparate per non farci arrivare al Tesoro tanto agognato. In questa fase, almeno per quanto abbiamo potuto osservare nella mezz'ora di demo guidata, The Might Quest for Epic Loot rivela molte delle sue debolezze: la ripetitività di una struttura come quella tipica degli Hack and Slash unita alla totale assenza di narrazione farà spesso sentire il peso della noia, offrendo vere soddisfazioni solamente nel recupero di punti esperienza, equpiaggiamento e denaro. Grazie al loot, infatti, potremo non solo potenziare il nostro beniamino e dargli quindi accesso ai Castelli di più alto livello, ma anche ottenere il denaro necessario per sbloccare (e comprare nuovi elementi nell'editor della fortezza). Un meccanismo in potenza virtuoso che potrebbe invece rivelarsi vizioso per chi decidesse di spendere moneta reale per sbloccare immediatamente ogni elemento dal nutrito shop.
Ad incentivare il completamento dei Castelli, oltre alla ricompensa finale, le caratteristiche social di cui si parlava in apertura. Il tempo impiegato per ciascun walktrough sarà conteggiato dal sistema, che vi darà in seguito la possibilità di scommettere una certa quantità delle vostre monete riguardo alla riuscita dell'impresa nello stesso (o in un minor) tempo di un amico. Come in ogni sfida che si rispetti, naturalmente, potrete aggiungere una bella frase di sfottò (senza censura alcuna) a contornare il tutto.

The Mighty Quest for Epic Loot Per essere una produzione che non si prende troppo sul serio The Might Quest for Epic Loot ci ha lasciati piacevolmente sorpresi. Le ampie e valide possibilità di personalizzazione del castello fanno da sostegno e contraltare ad una porzione esplorativa che si è invece rivelata più debole, nonostante la facoltà di sviluppare l’Eroe. Il team, per avere successo, dovrà necessariamente implementare qualche classe in più e magari ampliare le possibilità di personalizzazione, troppo sbilanciate tra Castello ed Eroe. A lasciarci un pò perplessi, inoltre, è la quantità di elementi bloccati all’interno dell’editor di castelli: non vorremmo trovarci davanti ad un free2play dove chi paga riesce ad essere talmente avvantaggiato da scoraggiare tutti gli altri. Si tratta in ogni caso di mere supposizioni che non devono far dimenticare le potenzialità di The Might Quest for Epic Loot, che noi tutti speriamo concretizzarsi al più presto.

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