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Anteprima The Order: 1886

Svelati nuovi dettagli sul setting e sul gameplay

anteprima The Order: 1886
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In attesa di sapere che cosa ci riserveranno i Naughty Dog ed i Santa Monica Studio (scommettiamo che ai VGA di Spike salterà fuori qualche annuncio?), The Order 1886 è attualmente l'esclusiva più succulenta annunciata per Ps4. Non ce ne voglia il solido Killzone: Shadow Fall o l'ottimo Infamous: Second Son, ma l'entusiasmo per un'IP tutta nuova non ha paragoni. Tantopiù se al timone dello sviluppo c'è Ready At Dawn, team che ha dimostrato le sue eccezionali qualità con i due capitoli portatili di God of War, e che finalmente ha deciso di compiere il grande passo ed esordire su home console.
Fino ad oggi le informazioni sul gioco erano abbastanza risicate: sapevamo che si sarebbe trattato di uno sparatutto in terza persona con coperture a la Gears of War, ambientato in un '800 alternativo. Il team di sviluppo ha finalmente svelato molti dettagli in più sul setting, sui personaggi principali e sulla filosofia con cui si è approcciato al genere. The Order 1886 esibisce quindi un'ambientazione inaspettatamente ricca, che mescola elementi steampunk ad influenze sci-fi, recuperando persino la mitologia arturiana per consegnarci un prodotto estremamente sfaccettato e, è quasi superfluo ribadirlo, estremamente affascinante.

Steampunk Arthur

La catastrofe che si è abbattuta sull'umanità è cominciata secoli prima degli eventi raccontati nell'avventura di The Order. All'improvviso, una parte della popolazione mondiale ha cominciato a manifestare strane mutazioni genetiche, trasformandosi in quelli che vengono definiti i mezzo-sangue (half-breed): si tratta di esseri bestiali, con tratti lugubri e ferini, che hanno intrapreso una lotta senza quartiere con gli uomini. Per far fronte a questa minaccia è nato appunto “l'Ordine”: fondato da un uomo di nome Artù, raccoglie i guerrieri più impavidi e valorosi ed ha il compito di proteggere l'umanità dalla nuova razza di uomini-bestia.
Nei primi anni del loro operato, le speranze dei cavalieri dell'Ordine sono purtroppo esigue: gli half-breed sono feroci, spietati, dotati di una resistenza fuori dal comune e rapidi come letali predatori. Nei secoli di lotte senza quartiere, tuttavia, succede qualcosa che cambia gli equilibri dello scontro: i cavalieri entrano in contatto con una sostanza misteriosa, chiamata Black-Water. Come fosse un elisir alchemico, lo strano composto garantisce a chi lo beve l'eccezionale capacità di guarire rapidamente dalle ferite, e addirittura rallenta a dismisura il processo di invecchiamento. I cavalieri dell'Ordine riescono quindi a combattere ad armi pari con il loro bestiali nemici, resistendo anche ai capricci del tempo, e attraversando le epoche storiche come salvifici guardiani dell'umanità.
Non si tratta di esseri immortali, ed ogni volta che uno dei membri cade in battaglia viene sostituito da un nuovo accolito, ma questa loro capacità di attraversare i secoli li ha resi agli occhi del popolo quasi come entità mitologiche. E' stato poi in seguito alla rivoluzione industriale che l'Ordine ha ottenuto ulteriori facilitazioni nella lotta ai mezzo-sangue: le conquiste tecnologiche hanno permesso agli scienziati inglesi di studiare armi dagli effetti incredibili, utilissime per far fronte alla minaccia. Diventati così importanti per la salvaguardia della società, ora i cavalieri della “tavola rotonda” siedono tra i lord del consiglio, e partecipano attivamente alla vita politica di una Londra in fermento.

L'avventura si ambienta appunto nel 1886, in una città fortemente industrializzata e ormai relativamente tranquilla. La minaccia dei mezzo-sangue viene tenuta saldamente sotto controllo, proprio grazie ai ritrovati tecnologici ed all'azione sempre più efficace dei cavalieri. Il giocatore controlla l'attempato Galahad, temprato da secoli di battaglie e guida dei suoi compagni. Ironicamente, la minaccia che si è chiamati ad affrontare all'inizio dell'avventura è tutta umana, ed i mutanti restano fuori dal gioco: un gruppo di dissidenti, ormai sconvolti dalle profonde disuguaglianze sociali innescate dalla rivoluzione industriale, ha deciso di mettere a ferro e fuoco la città. Sarà proprio cercando di arginare la rivolta, scoppiata nell'area di Whitechapel, che il giocatore comincerà a prendere confidenza con il sistema di gioco e con i personaggi che accompagneranno Galahad, scoprendo poi che in qualche maniera l'azione dei riottosi sembra connessa con l'arrivo in città di un'orda di rapaci mezzo-sangue, pronta a seminare il panico.
Queste sono, a somme linee, tutte le informazioni che il Creative Director Ru Weerasuriya ha finalmente deciso di svelare. Quello di The Order, insomma, è un setting bello denso ed abbastanza eterogeneo. Attorno alla leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda viene costruita un'ambientazione che recupera i tratti anche grafici e stilistici dello steampunk, ma non ha paura di mescolarsi neppure con mitologie più antiche: l'elisir di lunga vita di stampo alchemico incontra dei mostri che sembrano usciti dalla fauna classica dei miti greci, o ancora dal folklore così colorito delle favole europee. Stratificato e molto corposo, questo setting sembra in grado di funzionare alla grande: la chiave di volta è proprio uno stile grafico molto personale e di carattere, che non ha paura di esibire panorami (anche interiori) sozzi e cupi. Le nebbie di una Londra affogata nello smog della “rivoluzione del carbone” avvolgono questi avversari misteriosi e bestiali, e allo stesso tempo dei protagonisti altrettanto duplici: non più pienamente umani, i membri i questa società segreta agiscono nell'ombra, al di fuori della normale giurisdizione e trangugiando una panacea densa, nera e bituminosa.
The Order: 1886 è insomma un titolo discretamente ricco di influenze e suggestioni, e con una “backstory” abbastanza “ingombrante”. Speriamo che il team sappia presentarcela al meglio, perchè tutte le sfaccettature del setting meritano davvero di venire alla luce.

E caddi come corpo morto cade

Dal punto di vista del gameplay il titolo si presenta come un Third Person Shooter abbastanza classico. Si procede insomma saltando di copertura in copertura, anche se il team vuole fare di tutto per aggiungere un po' di dinamismo e originalità all'incedere del gioco. Anzitutto bisogna citare il particolare sistema con cui sono gestite le Cut Scene, grazie al quale il giocatore mantiene il diretto controllo del personaggio anche durante le cinematiche: essendo tutto calcolato in tempo reale, è possibile ad esempio continuare a sparare mentre si avvia una sequenza narrativa e la telecamera si sposta per seguire gli eventi con più intensità. Che sia finalmente l'inizio di un'epoca in cui le sequenze filmate si integrano senza soluzione di continuità nell'azione di gioco?
Buona parte del carattere di The Order 1886 dipende anche dalla dotazione bellica in dote ai protagonisti. Le armi sono definite come “fortemente sperimentali”, e l'idea è quella di consegnare al giocatore bocche da fuoco che sembrino molto potenti ma anche un po' pericolose. Per il momento oltre ad una classica pistola semiautomatica, si segnala un “Arc Rifle” in grado di sparare una sorta di sperone energetico capace di perforare qualsiasi nemico anche sulla lunga distanza, ed il più temibile “Thermite Rifle”. Questo fucile è in grado di sparare un composto incendiario che esplode in nuvole dense e catramose: l'ultimo colpo del caricatore sarà invece un dardo infuocato che farà deflagrare tutti gli ammassi di thermite disseminati in precedenza. I risultati, potrete immaginarlo, sono letteralmente esplosivi.

In ultimo bisogna citare anche il particolare sistema di gestione dei Quick Time Event. Ready At Dawn ha studiato un sistema che si allontana da quello classico, per cui non dovremo più premere i tasti che compariranno sullo schermo. Ad esempio durante un attacco a sorpresa, avremo la libertà di ruotare la visuale: potremo così guardare quello che ci sta intorno e decidere se utilizzare un oggetto, magari per colpire il nemico con un'arma di fortuna, oppure se concentrarci solo sull'avversario, per scrollarcelo di dosso e contrattaccare.
In assenza di una prova diretta o di qualche video che dimostri le qualità del gameplay, è davvero impossibile capire quali saranno le qualità di The Order. Tutti gli sforzi del team sembrano andare in direzione di un titolo molto movimentato e dai ritmi serrati, che non ha paura comunque di prendersi delle pause per concentrarsi su momenti esplorativi e investigativi (sarebbe del resto un peccato non sfruttare in qualche modo ambientazioni così dense e dettagliate).
Il carattere dell'armamentario ma anche gli interventi operati da Ready At Dawn per aumentare immersività ed integrare azione e narrazione sembrano sulla carta molto interessanti, e potrebbero avere notevoli ripercussioni sul genere.
Quello che però più stupisce è il comparto tecnico. Al di là della qualità di texture e shader, o di una modellazione poligonale davvero allucinante, è l'engine fisico il vero fiore all'occhiello di The Order. Alla Gamescom di quest'anno l'avevamo visto in azione in una tech demo piuttosto esplicativa, e le impressioni erano state più che positive. Nel costruire il gioco, per Ready at Dawn l'imperativo era quello di superare il modello legato all'interazione fra corpi solidi, ripensare i sistemi per la gestione del clothing, e costruire il mondo di gioco attraverso l'utilizzo di diversi "materiali", che contengono le informazioni legate all'elasticità, alla malleabilità, agli attriti. Quando lo abbiamo visto a Colonia. il risultato ci è apparso veramente eccezionale. Le mille schegge di uno steccato mandato in frantumi rimanevano sempre in vista, una tavola di legno lacerata da un colpo di fucile poteva essere spostata con altri proiettili.
Un secchio di metallo non viene semplicemente spaccato da un colpo preciso, ma deformato secondo routine precise. Così un cestino di vimini che ruota sul pavimento si deforma dinamicamente, ovalizzandosi per l'azione del suo stesso peso. Se certe librerie su PC permettono di fare davvero faville, allo stato attuale non c'è nessun titolo Next Gen che riesca a gestire situazioni complesse come quelle che avevamo adocchiato.
"E' il vantaggio di aver saltato integralmente l'epoca Ps3", ci ha detto Ra Weerasuriya, co-fondatore del team: "Magari hai perso un sacco di esperienza, ma non ti porti dietro il peso di nessuna eredità. Sei libero da ogni vincolo, e puoi pensare un motore scrivendolo da zero, ed adottando un approccio completamente nuovo".
Insomma dal punto di vista tecnico The Order sembra davvero capace di far scuola, e non vediamo l'ora di mettere gli occhi su un livello di gioco vero e proprio.

E il multiplayer?

Ready At Dawn non esclude che per The Order possa essere realizzato un comparto multigiocatore. E del resto, considerando quello che è successo con The Last of Us e God of War Ascension, Sony deve pure essersi messa a fare pressioni. Tuttavia al momento ogni accenno su una eventuale componente multigiocatore viene liquidato senza cura. Il team si sta anzitutto concentrando sulla creazione di un'avventura solida e intrigante, ma soprattutto sulla costruzione di un setting che possa essere piacevole e originale.

The Order: 1886 Sarà probabilmente dopo il lancio di Ps4 che potremo finalmente mettere le mani su una versione giocabile di The Order: 1886. Il titolo dei Ready At Dawn, tuttavia, svela finalmente le sue carte, presentandosi con un setting decisamente affascinante e inaspettatamente denso, e con ottime idee sul fronte dell'immersività e del carattere dell'armamentario. Il fronte tecnico sembra difeso ancora meglio, da un motore nato in seno alla Next-Gen e finalmente tutto concentrato sulla gestione delle routine fisiche, oltre che sui pregi di un colpo d'occhio mozzafiato. Al momento dell'annuncio, un altro Third Person Shooter ci era sembrata una scelta un po' troppo abusata per entusiasmare. Ma The Order ci sta poco a poco conquistando, e le ottime qualità di Ready At Dawn sono pronte a riconfermarsi anche su Ps4.