Anteprima The Order: 1886

Sony mostra qualche minuto di gameplay, in attesa dell'E3

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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mancano poche settimane all'E3, e i publisher cominciano a scaldare i motori, stuzzicandoci con qualche trailer che tenga alta l'attenzione sui prodotti di punta. Microsoft presenta ufficialmente il gameplay di Sunset Overdrive, e Sony risponde con The Order: 1886, prima esperienza “in grande” di Ready At Dawn.
Il titolo continua però a mostrarsi a sprazzi, in sequenze di gioco davvero contenutissime. L'ultima volta che l'avevamo visto, a Londra, la scena che ci fu presentata durava appena pochi minuti, e pure il video mandato in onda ieri sera su Twitch finisce troppo presto, senza far capire pienamente quale sia l'effettiva qualità del gameplay di questa intrigante esclusiva PlayStation 4.
E' difficile, ad oggi, intuire se le resistenze del team siano dovute alla voglia di non svelare troppi elementi, oppure se dipendano dalla paura di mettere in mostra una stringente linearità. Speriamo vivamente che Ready At Dawn voglia presentare qualcosa di più sostanzioso alla conference losangelina; nel frattempo, però, non si può non rimanere sinceramente ammaliati dallo stile e dalla grafica di un prodotto che, tecnicamente parlando, appare davvero smisurato.

Dimenticatevi Infamous e Killzone, e pure tutto il resto dei titoli che sono arrivati sull'hardware next-gen di Sony: The Order è ad un livello superiore. Il motore di gioco messo in piedi dal team di sviluppo spreme al massimo la PlayStation 4, e ci presenta una Londra distopica davvero da urlo. La qualità delle texture, l'illuminazione, ma soprattutto la mole poligonale degli elementi architettonici e l'engine fisico, costruiscono qualcosa di mai visto nel panorama console.
La breve demo alterna scene d'intermezzo a sequenze di gioco in spazi semi-aperti: nel corso delle cut-scene The Order ribadisce in maniera lampante la cura estrema per la realizzazione dei personaggi. La qualità indicibile delle texture rende preziosi e bellissimi i costumi dei protagonisti, che mescolano elementi di chiaro stampo medievale con un senso del gusto tipicamente vittoriano; il sistema di clothing muove le divise in maniera realistica, ma è soprattutto l'illuminazione dinamica che lascia basiti: la caduta della luce è precisa e realistica, le ombre tremolano stuzzicate dalla flebile fiamma delle candele o dai lampi improvvisi degli spari, e in certi momenti la compostezza della scena ci fa addirittura dubitare che si tratti di una sequenza in real time. Il tutto si accompagna ad una regia veramente eccezionale, che alterna con saggezza inquadrature ravvicinate e controcampi.

All'esterno, invece, c'è la città violentemente offuscata dai fumi delle rivolte e del progresso, piena di ciminiere e comignoli, cupa, brutale e violenta. Insomma, alla componente grafica davvero solida fa il paio un lavoro concettuale sull'ambientazione di quelli imperdibili.
Abbiamo già discusso più volte di quanto sia denso ed eterogeneo il setting del titolo: attorno alla base della mitologia arturiana (i “cavalieri” dell'Ordine hanno i nomi e i tratti caratteriali di quelli della Tavola Rotonda) viene costruita un'ambientazione che recupera i aspetti grafici e stilistici dello steampunk, ma non ha paura di mescolarsi neppure con mitologie più antiche: l'elisir di lunga vita di stampo alchemico - la Black Water che vediamo in azione nel trailer - incontrerà dei mostri che sembrano usciti dalla fauna classica dei miti greci, o ancora dal folklore così colorito delle favole europee.
The Order: 1886 è insomma un titolo discretamente ricco di influenze e suggestioni, e con una “backstory” abbastanza ingombrante, che di fatto rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della produzione.
Eppure, sul luminoso futuro della produzione si addensano ombre scure ogni volta che ci viene mostrato uno spezzone di gameplay. Già al momento del primo annuncio il team di sviluppo aveva chiarito che The Order sarebbe stato un Third Person Shooter di quelli classici, con coperture e dinamiche di gioco “estratte” da quel Gears of War che ha per sempre cambiato la faccia del genere. Pur consapevoli dell'aderenza ad un canone ludico che è stato sovrasfruttato nel corso della passata generazione, si sperava in un approccio quantomeno personale: e invece qui è tutto largamente atteso, consueto, alle volte triviale. Ad onor del vero, bisogna dire che di Gears of War, questo The Order non sembra avere neppure l'estensione: per il momento gli spezzoni che abbiamo visto erano davvero lineari, ambientati in vicoli strettissimi o, come nel caso della demo mandata “in onda” su Twitch, forzatamente legati ad una singola prospettiva.
La sequenza più recente, fra l'altro, ribadisce in maniera lampante la priorità della componente tecnica. Il nostro protagonista, Sir Galahad, si diverte ad infiammare i propri avversari con il Thermite Rifle: è un fucile le cui raffiche diffondono in aria nubi di un composto infiammabile, accese poi all'occorrenza da un razzo che può essere sparato indipendentemente.

La scena si trasforma in un tripudio di particellari, una meravigliosa sequenza di lampi e bagliori che avvolgono edifici e nemici, e mette in evidenza persino il design originale delle bocche da fuoco. Eppure, bisogna ammetterlo, risulta davvero troppo “costretta” per entusiasmare. Anzi, quando Galahad si espone per trascinare al riparo un uomo ferito, ne esce un'impacciatissima sparatoria con inquadratura fissa, per un espediente ludico che speravamo francamente di esserci lasciati alle spalle con il salto generazionale.
La demo si chiude con una lunga sequenza non interattiva, in cui viene appunto inquadrata quella panacea bituminosa che i membri dell'Ordine trangugiano per curare le proprie ferite. Qui non c'è spazio per i Quick Time Event interattivi che avevamo adocchiato nel nostro ultimo incontro, strutturati alla maniera di quelli già visti in The Walking Dead e The Wolf Among Us, in cui il giocatore mantiene un minimo controllo sulla telecamera.

The Order: 1886 Complessivamente non si può certo dire che questo nuovo contatto con The Order abbia sciolto le riserve che già avevamo evidenziato in passato. Anche a fronte di un colpo d'occhio sinceramente incredibile, che supera di diverse lunghezze tutto quello che si è visto sulle console di nuova generazione, il titolo appare attualmente troppo leggero sul fronte del gameplay. Non solo abbraccia un canone ludico un po' stanco, ma addirittura esibisce una linearità alle volte desolante, ed un ritmo tremendamente frammentato dalla presenza di sequenze filmate e parzialmente interattive. Il team dovrà sicuramente presentarci qualcosa di più sostanzioso, per convincerci pienamente: aree più vaste, soluzioni più ardite, magari qualche sequenza un po' più “misteriosa”. E ovviamente siamo in attesa di incontrare i nemici sovrannaturali, i Mezzo-Sangue, per capire come potrebbero evolversi gli scontri nel corso dell'avventura. Ciò avverrà probabilmente all'E3: la speranza è quella di scoprire che, oltre alla grafica mozzafiato e ad un lavoro molto intrigante sull'ambientazione, in The Order ci sia anche un bel po' di sostanza ludica.

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