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Anteprima The Sims Medieval

Presentato allo Showcase EA il sistema degli Eroi e delle Quest

anteprima The Sims Medieval
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Cosa succederebbe se i Sims fossero d'improvviso catapultati indietro nel tempo?
I talenti creativi di Maxis, fra un'espansione e l'altra, continuavano a chiederselo ormai da troppo tempo. E così si sono decisi a dare una risposta, producendo The Sims Medieval: una particolarissima “variazione su tema” che, appunto, trascina gli accattivanti Sim nel bel mezzo dei “secoli bui”. In occasione delle Showcase autunnale di Electronic Arts il titolo è stato mostrato ufficialmente alla stampa: ci è apparso un prodotto con le possibilità e la grinta per diventare un brand parallelo, funestato però da qualche scelta infelice in fatto di varietà.

Sims d'altri tempi

Invece che dedicarsi alla costruzione di una famiglia, personalizzando ogni stanza della propria dimora, The Sims Medieval chiede al giocatore di “gestire” un regno medievale nella sua interezza. Ovviamente, com'è vero per la serie principale, le dinamiche gestionali sono abbastanza semplificate: interfacciandosi con un sistema economico molto semplice, l'utente dovrà cominciare a costruire, all'interno del suo dominio, gli edifici che permetteranno ai cittadini di migliorare le proprie condizioni di vita. Sono tre i parametri fondamentali da tenere in conto: felicità, cultura e ricchezza. Oltre ad incrementare i vari parametri, in ogni caso, gli edifici permetteranno di creare gli Eroi, ovvero le personalità di spicco del proprio regno. Posizionando la torre del mago, sarà possibile creare, attraverso un editor quantomai completo, un potentissimo incantatore. Analogamente, dopo aver costruito la chiesa di una delle due religioni ufficiali del regno, potremo ospitare un Chierico. Ci sono poi Fabbri, Spie, Bardi: tutti i clichè del fantasy classico rivisitati dall'estro creativo di Maxis. La breve dimostrazione ha permesso, per altro, un contatto approfondito con l'editor di gioco, davvero flessibile e malleabile. Come accade in The Sism 3, la personalizzazione non interessa solamente il look dei vari eroi, ma anche i loro tratti caratteriali: sarà possibile selezionare due tratti positivi per ciascun personaggio, costruendo così eroi dai modi gentili, affabili corteggiatori o guerrieri sprezzanti del pericolo. Ma ogni Eroe avrà anche una debolezza segreta: potrebbe essere irascibile, o pazzo, o avere una fobia segreta. Così, ogni personaggio dovrà convivere con questa sua contorta personalità, dando vita alle scene strampalate e divertenti che spopolano tra i fan del brand principale.
Avere accesso a nuovi Eroi ed Edifici, permetterà anche di sbloccare le moltissime quest presenti nel gioco. L'obiettivo principale dell'utente sarà quello di soddisfare i sogni del sovrano (anch'esso completamente personalizzabile): alcuni vorranno diventare dei Re illuminati e garantire un alto tenore di vita ai propri sudditi, altri potrebbero invece sognare una dominazione dispotica finalizzata solo a rimpinguare le casse statali. Ma al di la di questo obiettivo centrale, che sostiene tutta la progressione, il giocatore dovrà confrontarsi con altri compiti piuttosto variegati. Sedare sommosse popolari, ritrovare persone scomparse, sconfiggere bande di briganti. Ogni quest avrà un determinato grado di difficoltà, e potrà essere affrontata con tutti gli strumenti della fantasia. I vari personaggi potranno infatti interpretare il compito assegnatogli in maniera diversa: per recuperare una bambina scomparsa nei boschi, il mago potrebbe interrogare la sua sfera di cristallo, oppure influenzare le menti dei cittadini affinché la cerchino al suo posto. Un guerriero dovrebbe invece recarsi di persona fuori dalle mura della città, mentre una spia potrebbe interrogare i popolani (con metodi ortodossi o meno). Affrontare una missione è quasi come raccontare una storia: all'utente il compito di scegliere i tempi narrativi ed i protagonisti. L'interazione con gli altri abitanti o con gli oggetti necessari per portare a termine la missione avviene grazie ai menù contestuali già visti in The Sims 3, ed appare dunque immediata e funzionale: a portata di mouse. Terminare con successo gli incarichi garantirà ai personaggi l'aumento di livello, in modo che possano potenziare le loro caratteristiche: quasi come se The Sims 3 avesse un sostrato ruolistico che, pur tenue e sempre in sottofondo, garantisca varietà e coinvolgimento.
In ogni caso, com'è prerogativa della serie, lo scopo finale del gioco è molto sottile, quasi etereo: la funzione principale di The Sims Medieval è quella di concedere agli utenti più curiosi un setting in cui sperimentare soluzioni e divertimenti sempre nuovi. Sfidare a duello il Re nei panni del proprio Paladino, fare strani test sui cittadini mentre si impersona l'Alchimista, avvelenare un rivale in amore sgattaiolando nelle cucine come Spia. Quello di Medieval è quasi un ambiente interattivo in cui dar sfogo alla propria fantasia, senza la necessità di raggiungere uno scopo vero e proprio. Ovviamente questa impostazione molto leggera non piacerà a tutti i giocatori, ma chi ha passato ore ed ore a gestire le vite improbabili dei Sims di città, saprà di certo divertirsi con Medieval.

Purtroppo, però, questa versione arcaica di The Sims mostra qualche problema concettuale. Se è vero che è possibile costruire un'intera città partendo dal nulla, disponendo Taverne, Fabbri, Chiese a campi d'addestramento, quartieri delle spie e porticcioli, un po' di rammarico arriva quando si scopre che il livello di personalizzazione del borgo è praticamente nullo: ogni edificio si incastra nelle zone preimpostate dai game designer. Certo, è possibile personalizzare l'interno di tutte le costruzioni: i tre piani della torre del mago, i laboratori dei cerusici, i quartieri residenziali del castello e la sala del trono. Eppure, un po' di rammarico rimane, anche perchè l'esterno degli edifici non può essere modificato, ed al momento del lancio sarà disponibile un solo regno. Sarebbe stato gradevole, almeno, avere la possibilità di scegliere diverse “mappe” (e siamo sicuri che future espansioni non mancheranno di aggiungerla). Spiacevole anche constare che non sarà possibile visitare i regni vicini, o quelli dei propri amici. Mandando i propri Eroi in esplorazione sarà possibile scoprire i domini di altri sovrani e stabilire rapporti commerciali ed economici con i territori confinanti. Ma oltre a ricevere la visita di qualche emissario, non potremo interagire in altra maniera con le altre regioni. Sacrificando anche la componente “sociale” inserita in The Sims 3, non potremo neppure far visita ai nostri amici. Un vero peccato: implementando anche una minima componente Online, sarebbe stato possibile garantire ai giocatori un coinvolgimento maggiore, magari permettendo alle coppie più affiatate di affrontare insieme le quest più impegnative (quelle che, per essere completate, richiedono una “compagnia” eterogenea).

The Sims Medieval E' difficile sbilanciarci adesso su The Sims Medieval. Il titolo ha ottime possibilità: spostando il setting storico, introduce elementi nuovissimi, come la gestione contemporanea di diversi eroi (tutti in grado di salire di livello) ed una discreta varietà di quest ed obiettivi, pronti a rendere meno evanescente la formula di gioco. Eppure, proprio dove The Sims 3 aveva fatto passi da gigante, Medieval sembra frenarsi. Un regno uguale per tutti, e nessun elemento che stimoli il “social gaming” (un fattore che rappresenta invece il naturale approdo di un brand come quello firmato Maxis). Come ci è stato presentato, Medieval potrebbe essere un buon punto di partenza per una serie parallela, ma dopo il lancio, previsto per la primavera del 2011, ci sarà bisogno di qualche corposa espansione, che incrementi la varietà concettuale ed apra il nuovo brand alle gioie dell'online.