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Anteprima The Witcher 2: Assassins of Kings

Il ritorno di Geralt, in un nuovo Hack'n'Slash firmato da CD Projekt

anteprima The Witcher 2: Assassins of Kings
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

Difficilmente i videogiocatori PC - in particolare gli amanti dei giochi di ruolo - dimenticheranno The Witcher: autentica rivelazione del 2007, sviluppata dallo studio polacco di CD Projekt, fu un titolo capace di conquistarsi immediatamente i favori di critica e pubblico, con vendite che hanno ormai quasi raggiunto il milione di copie.
Addirittura, visto l’enorme successo scaturito, venne annunciato lo sviluppo di una speciale versione destinata alle console casalinghe in alta definizione Playstation 3 e Xbox 360, ma problemi susseguitesi dopo ed altre questioni ne hanno rallentato e poi cancellato la lavorazione.
 
Meglio buttarsi - avranno pensato - subito sul sequel di quel gioco di ruolo atipico, che avrà ricordato sicuramente ai più “anziani” i temi oscuri, maturi e terribilmente adulti del fantastico Planescape: Torment (1999) di Black Isle Studios. Basato ancora una volta sul mondo fantasy creato Andrzej Sapwoski, Assassins of Kings avrà il grato compito di ripresentare al pubblico PC il marchio di “The Witcher”, e quello (più oneroso) di eliminare quei difetti evidenti della precedente produzione (che, a onor del vero, furono risolti in parte con la famosa Enhanced Edition).

Il prequel era da censura? Questo sarà ancora peggio!

E sia. Nonostante le problematiche scaturite dai contenuti considerati fin troppo maturi ed adulti del primo The Witcher (che costrinsero gli sviluppatori a realizzare una versione censurata per il mercato statunitense), CD Prokject tende a precisare immediatamente che questa particolare caratteristica sarà ulteriormente ampliata nel sequel, per cercare di trasportare il giocatore in un mondo fantasy terribilmente brutale, dove solo i personaggi con gli “attributi” potranno riuscire a ricavare qualcosa di buono. E’ bene precisare, prima di spiegare un po’ come saranno gestiti questa volta i rapporti con i personaggi non giocanti, la natura della saga, per chi si trovasse davanti ad essa come al primo appuntamento.
Protagonista delle vicende è Geralt di Rivia, un Witcher - che secondo i libri fantasy accennati nel paragrafo precedente non è altri che un essere mutante, volto alla distruzione del male che infesta il mondo - il quale nel primo capitolo si trovò a scontrarsi non solo con l’organizzazione mafiosa dei “Criminali di Salamandra”, ma anche con problemi di memoria, incapace quindi di poter utilizzare quelle che erano le sue reali capacità. Nonostante il suo aspetto più vicino ad un vampiro che un umano (vista la particolare natura chiara della pelle e la chioma bianca dei capelli) Geralt era un donnaiolo di primo livello! La maggior parte delle side quest studiate dal team sviluppatore (causa principale per la censura) aveva l’obiettivo di “rimorchiare” e poi portare a letto esponenti del gentil sesso, con scene di nudo o semi-nudo, rarissime a vedersi all’interno dell’industria videoludica. Prendendo la palla al balzo, vi spieghiamo dunque, in proposito al discorso aperto qualche rigo su, come CD Projekt abbia addirittura intenzione di approfondire questi rapporti, rendendo più curati sia i corteggiamenti che gli eventuali “risultati”. Gli utenti troveranno dunque una struttura di corteggiamento creata appositamente (anche i dialoghi generali saranno rivisti per questo episodio), per far sì che i personaggi si comportino quasi in maniera naturale con tutte le conseguenze del caso. Per chiudere l’intero discorso dedicato a trama e personaggi, non siamo purtroppo in grado di darvi maggiori informazioni sulla sceneggiatura di questo seguito, ma il sottotitolo “Assassins of Kings” (Assassini di Re) non fa certo presagire nulla di buono. E gli sviluppatori assicurano che la storia sarà il vero perno centrale dell’intera produzione. Insomma, stiamo in attesa.

Ripartiamo da Zero

Passiamo a gioco e grafica. Non vi preoccupate, e il titolo del paragrafo non vi tragga in inganno: i CD Projekt non hanno preso e cestinato tutte le conquiste del primo capitolo. Però, visto che in fondo non tutto era apparso effettivamente perfetto, è chiaro che i componenti del team stiano lavorando parecchio per colmare quelle che erano evidenti lacune. Prima di tutto, ed è una buona notizia, non è stato certamente eliminato il particolare ed innovativo sistema di scelte da parte del protagonista, che influenzasse gli esiti della trama solo diverse ore dopo la decisione presa dal giocatore: praticamente, dopo ogni scelta morale era impossibile vedere immediatamente le conseguenze, ma queste comparivano - realisticamente - molto tempo dopo, in maniera inattesa e curiosa. Continuando, tra le novità finora annunciate spicca l’inserimento dei Quick-Time Events all’interno del sistema di combattimento, nonché delle caratteristiche che permettano di avere un completo e rivoluzionario rapporto con l’intero mondo di gioco. Gli abitanti, infatti, tramite uno speciale sistema di intelligenza artificiale, reagiranno in modo realistico a qualsiasi azione andrete a compiere, con l’ardire, se sarà il caso, di intervenire o impicciarsi anche in questioni che non li riguardano direttamente. L’obiettivo è quello di rendere The Witcher 2 la riproduzione di un mondo terribilmente vivo, che coinvolga all’estremo il giocatore. Si proverà peraltro a rendere il gioco abbastanza impegnativo ma non eccessivamente frustrante, quindi dedicando una buona parte degli sforzi allo studio di una curva d’apprendimento efficientemente bilanciata, in modo da non sfiduciare per noia o frustrazione il videoplayer (un rischio parecchio alto nel prequel). Le dinamiche di base restano quelle di un Hack 'n' Slash, e speriamo tuttavia che lo skill tree sia decisamente più ricco rispetto al precedente capitolo, in cui in pratica era possibile sviluppare esclusivamente abilità passive.
 
La novità più visibile è comunque quella del comparto grafico. Abbandonato il vecchio ma potenziato Aurora di Bioware (che mosse all’epoca il primo Neverwinter Nights), gli sviluppatori hanno preparato un engine nuovo di zecca, che permetta di migliorare praticamente tutti gli aspetti tecnici della produzione. Ciclo diurno/notturno, un nuovo tipo di telecamera dinamico, effetti vari ed altre caratteristiche che garantiranno un aspetto grafico all’avanguardia, si affiancano all’inserimento di leggi fisiche gestite da Havok, nonhcè ad un nuovo sistema di animazioni che mostrerà una serie di movenze più realistiche rispetto al passato. Ma anche su questo aspetto, non ci sono troppe informazioni, e preferiamo attendere il rilascio di altro materiale visivo.

The Witcher 2: Assassins of Kings Sono talmente risicate le notizie per questo atteso seguito di The Witcher che è impossibile poter stabilire eventuali aspettative. Quelle di base sono naturalmente riposte nella speranza che gli evidenti difetti del prequel vengano completamente risolti, e che le novità non stravolgano eccessivamente una struttura ludica affascinante e innovativa. La voglia degli sviluppatori di sfidare ancora le “autorità” nonostante i problemi di censura, nell’offrire una produzione ancora più adulta e matura, e l’intento di costruire un impianto ludico maggiormente curato ed approfondito ci fanno naturalmente alzare i pollici in su per il buon esito della produzione. Forse Dragon Age: Origins ha già trovato il suo temibile avversario, dopo Mass Effect 2.

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