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TGS 2011

Anteprima Theatrhythm Final Fantasy

Dal TGS, nuovi dettagli sul Rhythm Game dedicato a Final Fantasy.

anteprima Theatrhythm Final Fantasy
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  • iPhone
  • iPad
  • 3DS

Lo spin-off, in casa Square Enix, è operazione assai diffusa. Sulla scia del brand più importante, quello di Final Fantasy, così come dell’altra serie di punta, Dragon Quest, negli anni si sono accumulati innumerevoli esperimenti ludici più o meno riusciti, identificabili in primo luogo per il titolo che li accompagnava, che logicamente riprendeva quello della serie ispiratrice. La qualità è stata in realtà altalenante, per una serie di prodotti che in fin dei conti hanno rischiato seriamente di abbassare il prestigio del brand, con i giocatori sempre meno disposti ad accettare simili operazioni. Da quell’orecchio Square Enix pare però non sentirci, continuando a rifilarci ogni sorta di derivazione su qualunque console. In quest’ottica, l’arrivo dell’ennesimo spin off della serie Final Fantasy è notizia deprimente: lo diventa meno visto il genere di appartenenza, quello dei rythm game, quindi assai distante da quello tradizionale del brand, e può addirittura rappresentare il giusto modo per celebrare in degna maniera uno dei tratti distintivi della fantasia finale, ovvero quelle storiche colonne sonore che ad oggi rimangono ancora nel cuore di molti appassionati.

Battle theme

Final Fantasy - Theatrythm è il bizzarro nome del nuovo titolo Square Enix. Come si può evincere dall’analisi del nome, un composto delle parole “teatro” e “ritmo” in inglese, nell’intenzione degli sviluppatori c’è l’idea di dare un’immagine scenografica e pregnante della serie, una rappresentazione curiosa per senso artistico ma intrigante per meccaniche e concezione. Il che, tradotto all’atto pratico, significa utilizzare scene particolarmente significative della serie come sfondo di un minigioco ritmico, nel quale muovere il pennino e colpire lo schermo secondo quello che è il ritmo di melodie opportunamente rimaneggiate. Quante e quali saranno queste scene non ci è dato saperlo, ma confidiamo nel fatto che vengano inserite quelle storiche, in maniera da deliziare i fan giocando con alcuni dei loro ricordi videoludici più cari. Similmente, non sappiamo quale porzione dell’offerta ludica del gioco occuperà questa modalità, se sarà connaturata o alternativa all’altra che è stata mostrata nelle immagini e ora nai video gameplay giunti nel periodo del Tokyo Game Show.
Riprendendo alcuni elementi ruolistici della serie, che ovviamente non potevano essere del tutto tralasciati e stanno lì a fungere da connessione tra la sua esperienza classica e questo bizzarro esperimento, sono state inserite delle fasi di vagabondaggio tra città e luoghi d’interesse. Con il proprio personaggio si attraversa un mondo di gioco popolato dai soliti mostri, ovviamente da sconfiggere stavolta non tramite i semplici comandi del battle system ma seguendo il giusto ritmo delle melodie proposte. In queste fasi di gioco il proprio eroe camminerà verso la successiva area, e qualora dovessimo sbagliare troppe volte nel colpire gli indicatori a schermo con il giusto tempismo, questi inciamperà e sarà sostituito dal successivo; differentemente, con una buona prestazione il personaggio troverà ricchi tesori. Saranno presenti anche le battaglie con i boss, come da tradizione, e al Tokyo Game Show è stato mostrato uno scontro con uno dei boss più amati dai fa, Ultros, ripreso da Final Fantasy VI. Anche qui la ricetta è la stessa: intervenire con la maggior velocità e precisione possibile sui pannelli che appaiono a schermo, seguendo il ritmo della musica.
Nella pratica, qual è il sistema di gioco che regge queste condizioni? La struttura ricorda forse troppo da vicino ricorda quella di Ouendan su Nintendo DS, ma i pannelli differiscono per colori e modalità d’azione: vi sono quelli rossi, da toccare al volo; quelli verdi, che tracciano un percorso da seguire col pennino; quelli gialli, che indicano una direzione tramite apposite frecce e richiedono al giocatore un piccolo spostamento. Niente d’innovativo, niente che non sia già stato abbondantemente visto, e dispiace notare come tutta l’inventiva e lo sperimentalismo profusa nel contorno non sia stata replicata nella struttura di gioco. In definitiva, di positivo, c’è che ad una formula che alla lunga finisce inevitabilmente con lo stancare, si affiancano degli intriganti espedienti; di negativo, che la formula sa già inevitabilmente di già visto.
Peculiarissimo infine è lo stile grafico che si è scelto di adottare: personaggi storici della serie sono rappresentati in “ultra-cute super deformed”, ovvero uno stile che quanto più zuccheroso, fiabesco e tenero non si potrebbe: persino il behemoth sembra un pupazzone tutto da abbracciare. Differentemente, le scene tratte dai giochi precedenti vengono rappresentate nell’aspetto originale.

Theatrhythm Final Fantasy Theatrythm è uno spin-off giustificabilissimo, appartenendo ad un genere assai lontano da quello originario della serie. Pur presentandosi bene, per stile artistico adottato e contenuti, lascia qualche perplessità riguardo la struttura di gioco, che pare già ora troppo simile a quella di altri rythm game. Ad ogni modo, su console portatili quale Nintendo 3DS è, spazio per simili prodotti c’è sempre: vedremo se nei prossimi mesi riusciremo a farci un’idea più circostanziata del titolo.

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