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Anteprima Tomb Raider - Multiplayer

Primi dettagli sul multiplayer di Tomb Raider

anteprima Tomb Raider - Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il multiplayer online è oggi una componente così fondamentale nell'economia ludica di una produzione, da spingere gli sviluppatori ad inserirla anche in videogiochi dove mai ha avuto senso di esistere, con risultati più o meno soddisfacenti. Ne abbiamo visto diversi esempi -dagli esiti più o meno felici- in GTA IV, in Assassin's Creed ed Uncharted; da qualche giorno sappiamo di doverne presto sperimentare un altro, tra quelli "non canonici": Tomb Raider. Per il reboot in arrivo a Marzo su Playstation 3, Xbox 360 e PC Square-Enix ha pensato bene di dare un'ulteriore svolta alla serie, includendo anche una serie di modalità competitive. Rassicurando un'audience immediatamente "rumoreggiante" è stato subito specificato che a lavorarci non sarà Crystal Dynamics (teamd responsabile del single player) bensì Eidos Montreal, già vista all'opera in questa generazione con Deus Ex: Human Revolution. Considerando la caratura dei team coinvolti, l'importanza del progetto e quanto noi stessi abbiamo già saggiato con mano, riteniamo di poter attendere l'uscita con moderata tranquillità: consci che i controlli qualità, ad ogni livello di produzione, saranno elevatissimi. Le sorprese, tuttavia, sono sempre dietro l'angolo. Nell'attesa che di Tomb Raider vengano mostrati spezzoni multiplayer (si vocifera al CES 2013) non possiamo far altro che raccogliere quanto trapelato, commentandolo in prospettiva.

Lara of War?

Le modalità di gioco presenti nel multiplayer di Tomb Raider ricalcheranno inevitabilmente la proposta dei recenti TPS, con le revisioni necessarie -stando a quanto dichiarato- a non banalizzare affatto un gameplay fondato sull'esplorazione ambientale. Si parte però dal classico Deathmatch, nel quale le due squadre avversarie dovranno scontrarsi al meglio delle tre partite. Peculiarità principale l'assenza di Lara (in tutte le game modes - non solo questa), giustificata dalle parole del creative director Noah Hughes, il quale sostiene che il carattere di avventuriera solitaria di Lara non avrebbe permesso un'efficace implementazione della stessa in multi, dove avrebbe dovuto inevitabilmente lottare in gruppo. Le squadre perciò saranno composte dai "sopravvissuti", gli alleati della Croft probabilmente ispirati ai naufraghi della nave, e gli Scavenger, autoctoni dell'isola che incrocieremo poco amichevolmente anche in single player. Si parla di molti protagonisti differenti, per quelle che possiamo immaginare saranno delle sfide 4 vs 4 o al massimo 6 vs 6, con tanto di loadout personalizzabili.
La composizione dei team verrà mantenuta anche nelle restanti modalità (due, al momento), che prevederanno stili di gioco leggermente più elaborati e potenzialmente più interessanti. Si parte da Rescue, una variante -se vogliamo- di Cattura la Bandiera, ben amalgamata però nel contesto di questo Tomb Raider. Si tratterà di recuperare una serie di medikit da riportare alla base, immaginiamo per salvare la vita di alcuni dei nostri alleati in pericolo. Il compito degli avversari, in questo particolare caso, sarà impedire il sopraggiungere dei rifornimenti ed eliminare tutti i sopravvissuti nel minor tempo possibile. Una variante ancora una volta strutturata a turni che, come anticipato, ben potrebbe amalgamarsi con le velleità di questo reboot.

"A rendere particolare e a veicolare quella continuità rispetto al single player che Square-Enix esige, anche una componente di stampo ruolistico, sottoforma di punti esperienza da accumulare partita dopo partita"

Si chiude, almeno per quanto trapelato al momento, con Cry for Help, game mode basata totalmente sull'esplorazione e della quale è dato sapere solamente che i giocatori dovranno setacciare di volta in volta la mappa alla ricerca di particolari oggetti. In questo caso saranno le ambientazioni a diventare vere e proprie protaginiste.
A tal proposito è bene specificare che sarà in primis il level design a rendere originale il multiplayer di Tomb Raider - o almeno questo è l'intendo di Eidos Montreal. Le arene di gioco, pur chiuse e "non enormi" (per non risultare dispersive sostiene il dev team), presenteranno molte caratteristiche peculiari che dovrebbero distinguere il comparto dalle altre produzioni in circolazione. In primo luogo si tratterà di aree aperte, caratterizzate da una strutturazione capace di incoraggiare l'esplorazione e magari, aggiungiamo noi, lo studio di particolari tattiche d'imboscata ed accerchiamento (utili soprattutto per movimentare i deathmatch). Secondariamente ogni location presenterà tutta una serie di trappole in pieno stile Tomb Raider (ovvero spuntoni d'osso a comparsa dal terreno, tanto per fare un esempio): molte si attiveranno automaticamente attraversando particolari spot; altre saranno collegate ad elementari congegni attivabili dai giocatori stessi per tendere pericolosi tranelli agli avversari. Infine ogni ambientazione prevederà particolari soluzioni di gameplay, veicolate dall'elevata distruttibilità ambientale. E' bene specificare che non si tratterà del classico abbattimento delle coperture o di qualche barile esplosivo piazzato strategicamente qua e la per fare un pò di movimento ma di game changer veri e propri. Si parla ad esempio di ponti (in legno o in corda) da dare alle fiamme sfruttando le peculiarità del motore fisico per impedire agli avversari di intraprendere un comodo tragitto, costringendoli supponiamo a traversate più impegnative e più esposte. Possibilità senza dubbio molto interessanti ma, ad occhio critico e attento, anche alquanto pericolose. Il rischio, in questi casi, è di vedere una delle due squadre facilitata rispetto all'altra o di riscontrare un abuso di peculiarità di gameplay così interessanti e potenzialmente remunerative. La speranza, dunque, è che il team abbia soppesato accuratamente tutti gli aspetti, equilibrando la struttura a dovere.

A rendere particolare e a veicolare quella continuità rispetto al single player che Square-Enix pare giustamente esigere, anche una componente di stampo ruolistico, sottoforma di punti esperienza da accumulare partita dopo partita. In tale maniera potremo acquistare nuove abilità e personalizzare il loadout, senza tuttavia allontanarci troppo dall'offerta della campagna principale. Se riguardo alle skill nulla è trapelato, diverso è il discorso per l'equipaggiamento, assolutamente lontano dai classici TPS (niente M60, lanciagranate, lanciarazzi e chi più ne ha più ne metta). Nello spirito da survival game che contraddistingue la nuova avventura di Lara anche il multiplayer ci vedrà combattere sfruttando -ad esempio- l'arco e l'ascia per colpire dalla distanza o corpo a corpo il nemico. Le frecce potranno poi essere utilizzate come strumento di distrazione, così come l'ascia per arrampicarsi sulle pareti più impervie. Interessante (anche se non per tutti) infine la presenza di Quick Time Event a spettacolarizzare la scena: sfruttati, stando alle prime dichiarazioni, per veicolare diverse brutali finisher.
Qualche spiraglio abbastanza interessante dunque, all'interno di quella che ci sembra in ogni caso un'offerta ancora "superflua" (ma non perforza in senso negativo) rispetto alla natura della saga ed a questo suo reboot. In ogni caso è ancora molto presto per gridare al miracolo o fasciarsi la testa: mai come in questo caso, infatti, gameplay e prove con mano sembrano necessari anche solo per iniziare a formarsi un'idea di base.

Tomb Raider La notizia di un’aggiunta multiplayer per Tomb Raider, visto anche il livello d’attesa unanime per lo stesso, ha destato molte preoccupazioni nelle community online. Parte di essere possono già essere archiviate dato che a lavorare sul comparto è stato messo un dev team completamente differente (Eidos Montreal - dal curriculum prestigioso), cosicché i lavori procedano in parallelo senza intaccare minimamente la qualità del single player. Altre, giocoforza, non possono dirsi totalmente fugate. Per quanto l’interesse per modalità non comuni come Cry for Help o Rescue possa essere elevato, soprattutto guardando alle possibilità d’interazione ambientale ed alla coerenza tra single e multiplayer, i timori per strutture non sufficentemente forti o bilanciate scrorre ancora attraverso le pagine delle maggiori community online. Di certa, al momento, c’è soltanto la qualità del single player, parsa anche dalle nostre ultime prove insindacabile. Possiamo dunque preventivamente affermare che, anche qualora quello di Tomb Raider fosse un multiplayer totalmente accessorio, una scrollata di spalle dovrebbe bastare. Viceversa, se dovesse rivelarsi rilevante come Eidos e Square si augurano, non potremo che festeggiare per un ulteriore valore aggiunto ad una produzione già fenomenale. In ogni caso, niente paura! Anche perché Everyeye.it sarà pronta a seguire per tutti i suoi lettori l’andamento di uno tra i titoli più attesi del 2013.

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