GDC 2011

Anteprima Transformers: Dark of the Moon

Presentato alla GDC il nuovo titolo dedicato a Transformers e Decepticons

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

San Francisco - Nell'elegante cornice del St. Regis Hotel, Everyeye ha avuto modo di assistere alla presentazione ufficiale di Transformers: Dark Of The Moon. Pensato per accompagnare l'uscita del nuovo film, il titolo dedicato a Decepticon e Autobot sembra aver guadagnato non poco dalla sua “parentela” con i Tie-In non direttamente Hollywoodiani. Lo scorso anno, del resto, War For Cybertron ci aveva dimostrato che la licenza di Transformers può risultare discretamente intrigante, se utilizzata a dovere. Così, High Moon Studio recupera proprio le dinamiche di gioco del suo precedente lavoro e, collocandole all'interno di una storyline parallela a quella del nuovo Blockbuster di celluloide, confeziona un prodotto interessante per i fan e non solo.

Trasformazioni

Il team di sviluppo si sbilancia poco riguardo alla trama di Dark of the Moon: sappiamo tuttavia che correrà parallela ed indipendente rispetto a quella del lungometraggio. Il motivo, ci dicono, è che evidenziando una separazione fra la sceneggiatura videoludica e quella cinematografica, il team può permettersi molte più libertà creative, studiando situazioni e soluzioni espressive più adatte al “medium” di riferimento. Insomma, aspettatevi una discreta dose d'azione e qualche colpo di scena, e non una tediosa riproposizione degli eventi raccontati da Michael Bay.
La parte più corposa della dimostrazione si è focalizzata sul gameplay di Dark of The Moon. L'idea di base è quella di offrire una buona dose di azione in terza persona, ricolma di sparatorie serrate e, ovviamente, trasformazioni. Proprio sulle varie configurazioni dei robot si concentra di fatto il sistema di gioco. Ovviamente i protagonisti potranno trasformarsi in un attimo da Robot ad Autovetture. In forma umanoide, disporranno della loro integrale potenza di fuoco, capace di spazzare via ondate di avversari, e tuttavia saranno più esposti ai danni. Trasformati in veicoli, di contro, limiteranno l'esposizione dei loro circuiti vitali, ma di fatto potranno solamente spostarsi a grande velocità senza costituire una minaccia per i numerosi nemici che affollano le scene. In Dark of The Moon, tuttavia, trova spazio anche un'altra configurazione: chiamata StealthForce, sarà una via di messo fra le precedenti, che avvicinerà il videogioco ad uno dei molti “Combat Racing” che spopolavano negli anni '90. Le sinuose linee della carrozzeria, in questa particolare “stance”, saranno interrotte dai profili dei cannoni, in modo tale che il protagonista disponga sia di una buona potenza di fuoco (anche se inferiore a quella della forma robotica), sia di una difesa decente (anche se non ai livelli della forma veicolo). La prerogativa della StealthForce sarà quella di garantire una discreta mobilità: oltre allo strafe laterale sarà possibile eseguire il Lock-On sugli avversari, per dedicarsi ad una curiosissima (ed inedita) operazione blastatoria, mai sperimentata in questa forma ibrida. Il level design sembra studiato appositamente per imporre all'utente una certa mobilità: alcune sequenze evidentemente da attraversare trasformati in vettura si alternano a sessioni ambientate all'interno di strutture più costrittive, da esplorare camminando, e da ripulire grazie alle molte abilità speciali dei protagonisti.
Ogni capitolo dell'avventura principale, comunque, sarà giocato nei panni di un diverso Robot. La presentazione ha evidenziato, da questo punto di vista, una varietà esemplare di situazioni e possibilità. Oltre agli approcci più classici di SoundWave, Bumblebee e Megatron, avremo ad esempio a che fare con il piccolo Laserbeam, capace di trasformarsi in una sorta di uccello meccanico in grado di muoversi molto liberamente all'interno dell'ambientazione. Bellissimo poi il livello aereo nei panni di Starscreamer: quello che è apparso come un miscuglio eterogeneo di Ace Combat e Afterburner si è concluso con la battaglia con l'enorme Stratosphere. Trasformato in un gigantesco Cargo volante, il nemico deve essere raggiunto in volo e assalito poi in forma robotica.
Anche a livello di varietà dell'ambientazione, fra una Detroit semi distrutta, una base artica ed altre strutture top secret, si sono viste buone potenzialità. E' proprio grazie a questa pluralità ed a questo dinamismo che Dark of the Moon è intenzionato ad allontanare lo spettro della monotonia, che di fatto aleggiava sul suo predecessore. Le soluzioni sono buone e promettenti, e anche se l'offerta ludica dell'ultimo Transformers resta quella di un Third Person Shooter con qualche interessante variazione, sicuramente i Fan della saga non potranno lamentarsi. La qualità di questo Tie-In è senza ombra di dubbio superiore alla media dei suoi “colleghi”, e pur non avendo pretese da capolavoro assoluto, la passione del team di sviluppo sembra aver portato a qualcosa di veramente buono.

Sotto la Scocca

Allo stato attuale dei fatti, il settore in cui Dark of The Moon arranca di più è quello tecnico. Molto appropriato è, per fortuna, il design e la realizzazione dei protagonisti, che mostrano senza problemi le loro scocche lucenti ed i grovigli intricati delle loro strutture interne. Le texture ambientali sono però meno belle del solito, ed inoltre il discreto riuso di pattern decorativi e nemici scolorisce un po' i buoni risultati ottenuti sul fronte della modellazione poligonale. Ovviamente, tutto deve essere ancora una volta rapportato alle finalità ed alle prerogative del prodotto: rimanendo molto sopra la soglia della sufficienza, ed anzi mostrando qualche dettaglio più prezioso del solito, Dark of the Moon si stacca dalla massa dei Tie-In sviluppati in fretta e furia, per tentare di compiacere non solo la schiera degli aficionados, ma anche qualche appassionato degli Action ritmati e dinamici.
Prima di concludere, un piccolo accenno al Multiplayer. High Moon Studio ha confermato la sua presenza, e la sua diretta filiazione dall'online mode di War for Cybertron. Aspettiamoci quindi un sistema di Perks sul modello di quello di un moderno First Person Shooter, e semmai un set di classi che sappia valorizzare le specificità dei vari Transformers.

Transformers: Dark of the Moon Dark of the Moon arriverà in concomitanza con l'uscita del Film, ma non pare un titolo intenzionato a vivere all'ombra del lungometraggio. Grazie ad una trama parallela, ad un gameplay abbastanza dinamico, ma soprattutto ad una varietà di situazioni che vuole sfruttare le caratteristiche di molti Autobot e Decepticon, il nuovo prodotto High Moon Studio convince per la sua sincera e candida adesione ai canoni del gioco su licenza. Senza la pretesa di sembrare un capolavoro, il gioco ha la possibilità di adescare gli appassionati del genere, proponendo per altro qualche soluzione discretamente nuova e fresca.