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Anteprima Tropico 3

Primo sguardo alla nuova simulazione d'isola tropicale

anteprima Tropico 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

La prima apparizione di Tropico nell’industria video ludica è datata 2001. A otto anni di distanza e dopo un sequel tutt’altro che entusiasmante, il team bulgaro Heamimont Games (Celtic Kings, Imperium: Le grandi battaglie di Roma) grazie alla produzione di Kalypso Media, prende le redini del franchise nel tentativo di riportarlo allo splendore del primo episodio. Un po’ a sorpresa, recentemente è stato confermato lo sviluppo anche per console Xbox 360 che godrà peraltro di una release contemporanea con la produzione PC, fissata in tutto il mondo al 16 Ottobre 2009.
Caratteristica primaria di Tropico rispetto agli altri titoli del genere era concentrarsi su aspetti drammatici della storia moderna e recente, quali il totalitarismo, rivoluzioni, colpi di stato o brogli elettorali mischiando però il tutto con una atmosfera allegra e sorridente, tipica di un qualsiasi arcipelago tropicale. La difficoltà di Tropico era infatti dettata dal saper bilanciare perfettamente non solo le esigenze del popolo ma anche quella di stati più potenti (URSS e USA, il gioco è ambientato durante il periodo della guerra fredda) che potevano nutrire degli interessi secondari nei confronti della vostra isoletta. La pena? Un sano colpo di stato e deposizione del presidente. Voi.

Gameplay

La personalizzazione della serie di Tropico tocca vette elevate, a partire dall’aspetto de “El Presidente” completamente adattabile alle vostre esigenze fisiche tramite un apposito editor visuale studiato dagli sviluppatori che permette di poter curare il proprio alter ego presidenziale in diverse parti. Se invece volete sposare in pieno l’aspetto comico e ironico del gioco vi è sempre la possibilità di impersonare caricature dei personaggi storici più famosi come Fidel Castro. Dulcis in fundo, dovrete decidere che tipo di educazione impartire al presidente: la scelta ricade sull’università di Harvard o quella di Mosca con la differenza riscontrabili in determinati punteggi e caratteristiche bonus/malus durante la gestione dell’isola. E non finisce qui. Quest’ultima infatti non vi sarà regalata attraverso una impostazione di default ma sarete voi a decidere la sua larghezza, la quantità di minerali e di vegetazione e altri interessanti aspetti, poco prima dell’inizio della partita.
La lotta al potere è dura, specie in una terra indisciplinata come quella di Tropico nonché in tempi “caldi” appartenenti al periodo della guerra fredda. Mantenere il controllo del governo non sarà facile e, come scritto qualche rigo su, sarà importante saper accontentare tutte le parti in gioco bilanciando perfettamente le decisioni prese riguardo il presente ed il futuro dell’isola. Si parte dalla linea economica da intraprendere. Avrete tre vie possibile per garantire al luogo l’autosufficienza: turismo, industria o agricoltura. Come è facile intendere, se decidete di rendere la vostra isola un paradiso per migliaia di turisti da ogni parte del globo le entrate assumeranno un connotato interessante ma, per forza di cose, limitate solo ai periodi dell’anno tipici delle vacanze, e rischierete quindi di cadere in rosso durante i mesi più tranquilli, cosa piuttosto sfavorevole se dovessero sopraggiungere in quel momento le campagne elettorali. A tal proposito, allontanandoci un attimo dal discorso relativo all’economia, Heamimont Games ha spiegato nel dettaglio come si svolgeranno i periodi elettorali e naturalmente, quali potrebbero essere le armi e le mosse a vostro favore per essere ri-eletti come presidenti.
Tutto dipende ovviamente da come volete essere visti dai cittadini: se apparire come i classici tiranni senza pietà che mirano solo alla presa del potere servendosi delle minacce e della potenza militare oppure essere acclamati come i migliori presidenti della storia, con un governo che farebbe invidia al miglior Platone. Fatta questa piccola premessa, durante il periodo elettorale sarà importantissimo tenere dei discorsi che debbano convincere gli elettori a darvi il voto. Una schermata di gioco vi indicherà quali possono essere le linee guida del vostro momento oratorio scegliendo quindi le promesse da fare (e cercare di mantenere, anche perché gli abitanti si ricorderanno perfettamente cosa avete promesso), quali aspetti dell’isola voler curare e cosi via. Se poi volete essere bastardi (passateci il termine) potrete brogliare le elezioni: minacce ai vostri concorrenti, assunzioni di agenti speciali che facciano capitare “incidenti puramente casuali” agli stessi, promesse ai cittadini di conseguenze se non arriva il voto e qualche sana malvagità in più. Il bello di Tropico risiede dunque nella grande libertà d’azione data al giocatore, in punti talmente coinvolgenti dal punto di vista ludico che vi toglieranno qualche bella soddisfazione.
Tornando invece al discorso relativo alle vie economiche che è possibile intraprendere ripartiamo parlandovi dell’industria. Indubbiamente, focalizzare le proprie forze sullo sviluppo autonomo di grandi fabbriche avrà dei vantaggi economici interessanti e soprattutto costanti. Il problema è che va tutto a scapito dell’ambiente: dovete decidere se sarà meglio mantenere un aria pulita e sana con l’incombere del rosso nei conti statali oppure salvarvi il sedere danneggiando però la qualità della vita, cosa di cui i cittadini non sarebbero certamente felici (ritornando quindi al discorso di saper bilanciare le cose).
Ultima via è rappresentata dall’agricoltura, un metodo che richiede tuttavia parecchio spazio per lo sviluppo dedicando molte parti dell’isola unicamente allo sfruttamento di culture perdendo quindi potenziali attrazioni o ulteriori abitazioni.
Se non fosse per qualche stradina buttata qua e là e delle decadenti baracche disseminate a caso, inizialmente l’isola è infatti completamente vuota e disabitata. L’inizio del gioco determina praticamente il futuro del vostro primo mandato, dato che sarete chiamati a costruire da zero la cittadina e quindi scegliere cosa, dove e come costruire edifici per abitazioni, intrattenimento, istruzione, cultura e via discorrendo. Lo scopo finale del gioco è quello di guadagnare un bel po’ di soldi per poi vivere con tranquillità la pensione. Per far ciò dunque, è importante che la vostra isola goda sia di un popolo felice che possa trovare lavoro con facilità e divertirsi in maniera altrettanto valida sia di un valore economico importante, magari sfruttando qualche finanziamento da parte di Unione Sovietica o Stati Uniti in cambio di altrettanti favori, poco accettati dall’abitazione per forza di cose. Inoltre, avrete totale decisione sull’ammontare delle tasse da far pagare, favorire o vietare iniziative “proibite” e scegliere la linea politica da dare all’isola.
Il “Game Over” sopraggiungerà in due casi: quando deciderete volutamente di andare in pensione soddisfatti del lavoro fatto o più semplicemente nel momento in cui i cittadini non sono più contenti del vostro operato deponendovi durante le elezioni o, allo stesso modo, in un periodo casuale dell’anno con un colpo di stato ben organizzato al quale difficilmente riuscirete a sfuggire.

Tecnica e Multiplayer

Sotto il profilo grafico, Tropico 3 userà il medesimo engine visto all’opera in Grand Ages: Rome nel tentativo riuscito di offrire un aspetto comunque valido e importante e dunque adatto agli standard odierni ma al contempo versatile per qualsiasi hardware PC. I requisiti sono per fortuna decisamente bassi (niente dual core o ram da 4 GB come negli ultimi tempi) e rispondono perfettamente alle esigenze di tutti.
Per ciò che concerne invece eventuali differenze tra la versione PC e quella Xbox 360, il team sviluppatore ha assicurato che il gioco sarà eguale per entrambe le piattaforme con le dovute modifiche alla menu di gestione per adattarlo ai controlli via pad del sistema di intrattenimento Microsoft, sebbene al momento non siano state presentate demo relative al gioco su console. E’ confermata anche la presenza di una modalità multi giocatore e di una corposa community online nella quale sarà possibile condividere i propri salvataggi con gli altri “presidenti”. Quindici missioni in singolo giocatore per una campagna tutta da scoprire e l’ovvia modalità libera completano il quadro della presunta buona longevità di un prodotto molto interessante.

Tropico 3 Il cambio radicale di produttori e sviluppatori non sembra aver danneggiato più di tanto l’immagine di Tropico. Hamilmont Games sembra infatti in grado di restituire ai tanti fan del primo capitolo, il fascino indubbio che si era andato un po’ perdendo con il secondo episodio. Tropico 3 promette di ristabilire per sempre gli aspetti che lo hanno reso celebre, introducendo qualche interessante novità affacciandosi anche al mercato console, in particolare al sempre più popoloso pubblico di Xbox 360. E’ chiaro che non vediamo l’ora di mettere le mani sulla versione completa prevista per il mese di Ottobre, in modo da potervi confermare sul serio e una volta per tutte che è tutto vero: Tropico è tornato.