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E3 2010

Anteprima True Crime: Hong Kong

Visto dal vivo al pre-E3 londinese di Activision

anteprima True Crime: Hong Kong
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Londra, fine Maggio. Mancano pochi giorni all'E3 -di cui potete seguire qui il coverage completo- ma Activision muore dalla voglia di mostrare le sue nuove PI agli addetti ai lavori, Everyeye.it compreso.
Dopo la sfiziosa anteprima di Call of Duty: Black Ops, è ora il turno del reboot di un franchise che sulla scorsa generazione di console -vuoi per immaturità tecnica, vuoi per la concorrenza spietata di GTA- ha racimolato più critiche che consensi: True Crime.
In uscita il prossimo autunno per Xbox 360, PS3 e PC, il nuovo titolo di United Front Games (gli autori dell'eccellente ModNation Racers) si presenta con delle credenziali di non poco conto, puntando dritto alle vette che il genere sandbox ha raggiunto ormai da tempo.
Il vecchio true crime è morto. Lunga vita a True Crime, e al suo gironzolare fra le malsicure strade di Hong Kong.

La demo visionata negli studi londinesi di Activision era sì breve, ma strutturata in modo da evidenziare i punti di forza primari del gioco. Prima però di parlare di combattimenti, shooting e driving, è doveroso spendere due parole sulla trama sottesa. Disquisendo infatti con gli sviluppatori, è emersa chiaramente l'intenzione di costruire un apparato diegetico/narrativo, se non di pari livello, quantomeno emergente quanto quello palesato dai prodotti Rockstar. Ma laddove l'ironia era ed è la chiave di volta dei fratelli Houser, in True Crime invece si punta più sulle reali storie di malvivenza con cui sono dipinte le migliaia di vie di Hong Kong. Un prodotto che fa della libertà di movimento il proprio biglietto da visita, ma fortemente ancorato ad una trama cruenta, cruda e piuttosto bastarda, che rinnega in maniera perentoria qualsiasi allaccio con le precedenti iterazioni su Xbox e Ps2.
Nato in Usa, Wei Shen sbarca nella sua terra d'origine per infiltrarsi, sotto copertura, nella cuore della Triade, per pugnalarlo dall'interno. Una bazzecola, in pratica.
La discrasia del lavoro sotterraneo di un poliziotto doppiogiochista è lampante, soprattutto perché lavorando per delle gang i diverbi a colpi di Uzi con i "reali colleghi" non sono propriamente un'opzione. Come può uno sbirro uccidere un altro sbirro? Come può non superare il limite senza venire inghiottito dalla voragine malavitosa?
Ad ora, la parziale risposta del team di sviluppo è racchiusa nel face meter che si unisce sullo schermo alla mappa di gioco. Mutuando le ultime derivazioni di Red Dead Redemption in termini di fama e onore, True Crime prevede un sistema che valuta il modo di agire, il vestiario e lo stile di guida. Se gli ultimi due punti si spiegano da soli, il primo dà l'appiglio per un gameplay meno cristallizzato: nonostante non siano presenti opzioni morali (è e rimane un free roaming, non un RPG), il comportamento inciderà sulle sub quest che potremo affrontare e sulle relazioni intessute con i quest giver secondari, che reagiranno secondo criteri di valutazione differenti.
La presentazione londinese non ha concesso altri dettagli in merito: confidiamo di ricavarne altri in questi giorni a Los Angeles, anche e soprattutto riguardo all'ampiezza della città. Ciò che abbiamo visto, pare ricreare con sapienza lo stile cromaticamente caotico di Hong Kong, che pizzica le pupille con fasci di neon ammassati l'uno sull'altro, accorpando zone congressuali sgargianti e sobborghi infestati dal sudiciume, senza dimenticare gli sfiziosi raccordi bucolici con le isolette circostanti.
United Front Games ha più volte sottolineato l'importanza capitale della città, che da mero sfondo deve diventare attore partecipe, se non reale protagonista del gioco. Con la sua vita notturna, i suoi locali, le insidie che si celano dietro ogni angolo, ogni negozio.
La sfida è ardua, ma la premesse creano il giusto bagaglio di aspettative.

Il gun fighting segue le convenzioni da sparattutto in terza persona, con cover system sensibile al contesto. La sparatoria a cui assistiamo avviene in un magazzino su due piani di imballi di plastica e manichini. Gli oggetti sfruttabili come copertura si sprecano e il ritmo è assolutamente incalzante e sincopato. Ciò che però differenzia in maniera netta True Crime da un qualsivoglia GTA è il combattimento: i corpo a corpo sono, senza mezzi termini, assolutamente fantastici e ricreano con dedizione l'Hong Kong Style tuttora ricercato dagli autori cinematografici più spregiudicati (Tarantino?). Scivolare da una sparatoria ad uno scontro a mani nude, magari dopo aver superato di slancio una bancone da lavoro per piazzare al volo un calcio sulla mandibola del malcapitato di turno, è davvero soddisfacente. Numerose le combo effettuabili, con counter e contromosse messe sul piatto di un'offerta ludica più vicina alla tradizione beat'em up che a quella dei classici free roaming. E non possiamo che rallegrarcene, perché l'azione di gioco sembra così avere una marcia in più, quantomeno sul fronte quantitativo e coreografico. La violenza di fondo, acuita dalla rilevazione dei colpi che cambia in base alla parte del corpo colpita, regala brividi di piacere per chi non ha mai apprezzato le scazzottate annacquate dei cloni di GTA. Dulcis in fundo, la sensibilità al contesto, senza soluzione di continuità. Perché finire normalmente un nemico stordito, quando possiamo aprirgli una porta di un freezer in faccia? O magari piazzargli la faccia su dei fornelli accesi e roventi, o direttamente dentro ad un forno acceso. Le possibilità sono molteplici, e dipendono in primis dalla posizione dell'avatar. L'effetto scenico è comunque stuzzicante e arricchisce una portata già abbondantemente prelibata.

Buone nuove anche dalla sezioni di guida. Le novità introdotte, seppur derivate da The Wheelman di casa Midway (rip), mettono la giusta quantità di pepe in più. La sequenza cui assistiamo vede infatti il nostro protagonista rubare un'auto della polizia "al volo", dopo un lungo inseguimento a bordo di un mostro a due ruote. Il salto sul tettuccio, l'apertura della portiera con conseguente invito al conducente a diventare un tutt'uno con l'asfalto, riprendono un concetto già visto ma che funziona e che si integra alla perfezione nel complesso di gioco.
Attendiamo nuove news sui mezzi utilizzabili.
Il gioco, in uscita il prossimo autunno, non prevede alcuna modalità multiplayer.

Hong Kong da bere

Il codice visionato era un pre alpha, ergo le imprecisioni dovute alla gioventù erano evidenti ma altrettanto sorpassabili. Ciò che interessa è l'intelaiatura, fatta di texture davvero pregevoli e di un'illuminazione dinamica che ricreava la giusta atmosfera di "Porto Profumato", zeppo di nebbie volumetriche e fumi assortiti.
Eccellenti le animazioni, mentre fisica e interazione ambientale abbisognano ancora di un buon lavoro di rifinitura.
La definizione dei personaggi e la loro caratterizzazione ci ha sostanzialmente soddisfatti, sebbene la lunga strada che porta alla perfezione di un RDR qualsiasi è davvero lastricata di difficoltà.
Il tempo, però, è dalla parte degli sviluppatori.

Sleeping Dogs True Crime è il reboot che non ci aspettavamo. Le componenti action con cui è condito il design di gioco sono davvero intriganti, ma per aspirare all'eccellenza deve dimostrare di saper leggere con la giusta maestria le meccaniche free roaming. La densità delle cose da fare, la verosimiglianza delle dinamiche cittadine, il costrutto narrativo: tre aspetti capitali che valuteremo con attenzione nei mesi a seguire. Restate su Everyeye.it.

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