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Anteprima Uncharted 3

Nuova sequenza mostrata al Gamescom

anteprima Uncharted 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il culmine della conference che Sony ha organizzato in occasione del Gamescom è rappresentato dubbio dalla lunga sessione In-Game di Uncharted 3, ancora una volta capace di incantare le platee e generare scrosci interminabili di applausi. Nel corso dell'evento, noi di Everyeye abbiamo avuto modo di assistere ad una presentazione ben più intima, che includeva una piccola sequenza aggiuntiva. Inutile dire che il prodotto Naughty Dog ci ha nuovamente lasciati di stucco, per varietà e ritmo, e per l'evidente intraprendenza di un team che ha deciso di trasformare un semplice Action Adventure in un capolavoro di stile e narrazione.

In volo

Drake ed Elena sono sul tetto di un Hangar, mentre la luce tenue della luna si mescola con quella violenta die fari e delle torri di controllo: un piccolo aeroporto commerciale in chissà quale deserto mediorientale. Le architetture, lo capiscono subito i giocatori che hanno spolpato la Beta Multiplayer, sono quelle che hanno ispirato la realizzazione di Airstrip, ma bastano le tetre atmosfere notturne per rendere il colpo d'occhio completamente diverso. Sullo sfondo, si vedono degli uomini -predoni- che stanno caricando un lungo convoglio nel ventre metallico di un enorme cargo.
Drake ed Elena devono raggiungerlo prima che spicchi il volo, anche se non sappiamo esattamente il motivo. Ma mentre si avvicinano, Nathan ha un ripensamento. In una breve cut scene, il protagonista si rivolge alla bella giornalista. I loro sono i discorsi di una coppia affiatata, sostenuti da un'intimità rodata. Gli sguardi, le mani che si sfiorano quasi senza attenzione, i gesti che seguono piccole routine: Uncharted 3 dimostra ancora come la recitazione digitale, portata ai massimi livelli da un motion capture allo stato dell'arte, possa davvero risvegliare emozioni non comuni, e trasmettere con limpida chiarezza la potenza di un medium che ha raggiunto una pienezza artistica invidiabile. Anche il doppiaggio inglese, di inflessioni perfette, e ricchissimo di sfumature, concorre a far crescere il pathos. Nathan chiede ad Elena di allontanarsi, scappare: conosce bene il rischio che sta per correre, l'azzardo, e non sopporta l'idea di poterla perdere per le sue urgenze da avventuriero.
I due si separano, e qualche secondo dopo abbiamo la prova di quanto fosse opportuna la prudenza di Drake: i predoni si accorgono della sua presenza, e mentre l'aereo si allontana, diretto verso la pista di decollo, il nostro eroe è costretto ad una corsa a perdifiato sui tetti degli Hangar e sui container, mentre una pioggia di proiettili gli sfreccia vicino. Qualche colpo ben assestato mette fuori gioco alcuni nemici, ma tutto sembra vano: l'aereo è ormai in fase di decollo, e la folle corsa di Drake non basterà per raggiungerlo.
Ma, come in ogni buon film d'avventura che si rispetti, Elena spunta alla guida di una Jeep, e conduce Nathan fino al carrello anteriore del velivolo. Le sequenze sono perfette per ritmo e regia, e la tensione è contrappuntata da un commento sonoro veramente eccezionale. La cura per i dettagli supera di diverse lunghezze quella riscontrata in molti altri prodotti: il look 'desertico' dell'eroe, le animazioni credibili e rigorose, i giochi di camera, ci consegnano un titolo bellissimo, più che da guardare, da vivere.
La seconda parte della sequenza si sposta ovviamente sul cargo in volo. Nascosto nelle viscere dell'aereo, Nathan si decide dopo qualche ora ad esplorare il labirinto di cunicoli, ma viene scoperto da un grosso omaccione decisamente minaccioso. Quella a cui assistiamo è una sequenza degna del migliore Indiana Jones. Una di quelle 'scazzottate impari' che non mancavano di tenere col fiato sospeso gli spettatori di tutti i film della prima trilogia. Con il ponte di carico pericolosamente aperto, Drake rischia di finire sbalzato fuori bordo da un tizio con i bicipiti iperpompati. Che per di più sembra essere immune ai cazzotti nei denti. Il combattimento è intenso e pericoloso: si deve schivare al momento giusto (con il tasto triangolo), e poi martellare con un paio di cazzotti ben assestati. E ripetere. Con colpi all'inguine. Alle ginocchia. Sulla mandibola. Finchè il bestione non va giù.
Eppure, l'omaccione sembra pronto a rialzarsi. Con la sua solita sconsideratezza (e l'apparente disinteresse per le conseguenze delle sue azioni), Drake corre ad aprire uno die paracadute fissati sulle casse del convoglio. Ed ecco che tutta la linea di carico viene trascinata fuori, assieme al portagonista. Drake si aggrappa disperatamente alle reti di protezione che penzolano dalle casse, e comincia una scalata che a molti ricorderà la versione estrema di quella del treno. Raggiunto nuovamente l'interno dell'aereo, comincia una breve ma intensa sparatoria. Il crescendo sembra non finire: fra casse che oscillano ancorate ai cavi di protezione, incendi che si propagano all'improvviso e la luce intermittente dell'allarme di bordo, i proiettili sibilano scomposti nello stanzone. Ed ecco che un'esplosione improvvisa apre uno squarcio nella carlinga. La depressurizzazione trascina via ogni cosa: nemici, barili e casse. Le routine fisiche ci avevano già impression ato in alcune sequenze del secondo capitolo (indimenticabile il crollo del palazzo), ed ecco che tornano a mostrare l'eccellenza tecnica del prodotto. È, in ogni caso, appena un lampo: con questo nuovo salto nel vuoto si chiude la sequenza, mentre sappiamo tutti che ad attendere Drake dopo il disastro ci saranno le dune scostanti del deserto e i suoi infiniti orizzonti.

Desert City

A margine della presentazione è stato possibile giocare per qualche minuto al Multiplayer. Per tutte le impressioni vi rimandiamo al nostro Tris di Articoli sulla recente Beta, ma alla Gamescom si è svelata una nuova mappa. Desert City è caratterizzata da una più ridotta estensione, ed anche se il colpo d'occhio ricorda molto quello della bellissima Yemen (colori caldi e dominanti toni ocra), gli scontri sono senza dubbio più rapidi e serrati. L'architettura è davvero bellissima: il profilo di questa città fantasma, che si erge quasi come una concrezione rocciosa dalle sabbie del deserto, lascia pochissimi spazi sicuri, dal momento che praticamente ogni muro è sventrato e che l'estensione verticale permette assalti a sorpresa. Solamente un loggiato scavato in una piccola caverna naturale può coprire le spalle ai giocatori, che dovranno comunque giocare tutto sulla mobilità. Desert City è ricchissima anche di appigli e sporgenze per arrampicarsi e spostarsi velocemente da una zona all'altra. Senza dubbio una mappa molto riuscita.

Uncharted 3 Uncharted 3 non smette di stupire. E dal momento che non ha paura di mostrare già adesso una varietà di situazioni senza pari, possiamo solo immaginare le proporzioni del prodotto finale. L'ultima presentazione ha ribadito -ce ne fosse bisogno- l'eccellenza della recitazione digitale, la perizia registica e l'esaltante performace attoriale. Uncharted 3 resta al primo posto delle nostre Wishlist, e rappresenta l'ultimo approdo dell'evoluzione del videogioco moderno. Imperdibile.

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