Anteprima Uncharted 3

Ad un mese dall'uscita, una nuova sequenza In-Game ambientata nel deserto.

anteprima Uncharted 3
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  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Uncharted 3 non vuole proprio smetterla di stupire. Ad un mese dall'uscita del gioco, infatti, spunta senza preavviso un'altra sequenza In-Game, ambientata subito dopo l'incidente aereo di cui Nathan Drake è stato la causa principale (e se volete sapere come, vi basta leggere il nostro resoconto da Colonia).
La quantità di materiale che Naughty Dog ha mostrato al pubblico, dunque, comincia ad essere notevole, ma il team di sviluppo sembra non preoccuparsene. Quando abbiamo assistito alla sequenza ambientata all'aeroporto, dopo le splendide scene nella Nave e nell'antico maniero in fiamme, abbiamo timidamente chiesto ai ragazzi se non pensassero d'aver svelato un po' troppo. La risposta è stata baldanzosa e rassicurante: “Fidatevi: non avete ancora visto niente”.

Miraggi

Drake è sperduto nel deserto. Solo, senza provviste, cammina da chissà quante ore. Il sole gli brucia la pelle, la sete gli tormenta le viscere. Si capisce dalla sua camminata incerta, mentre scala le dune flessuose di questo mare di sabbia. Sale la china con difficoltà, inciampa, arranca. Superata la vetta, scivola si acquatta per mantenere l'equilibrio e non rotolare. Il lavoro svolto sul fronte delle animazioni ha qualcosa di semplicemente incredibile. Il motion capture preciso e impeccabile trasforma quella di Drake in una vera e propria performance attoriale, mentre ogni movimento trasmette il senso di instabile precarietà.
I passi di Nathan affondano nella sabbia, facendosi sempre più lenti. La perizia tecnica di Uncharted 3 non si mette in discussione, e lo testimonia l'attenzione maniacale al dettaglio: ad ogni passo, un'orma si incide sulla superficie morbida della sabbia, lasciando una scia interminabile. Ma lo stupore per la maestosa imponenza della scena non dipende solo dalle minuzie legate alla fisica della sabbia. Quando si supera la collina, di fronte agli occhi increduli del giocatore si apre una valle immensa, al centro della quale si ergono i costoni rocciosi delle mura di una città. Bianca, eterea, immersa nell'afa tremolante del deserto, è quasi un miraggio. Sembra sconfinata, attorniata dalle mura protettive e sovrastata dal profilo di qualche torrione. La sua silhouette si staglia, nitida e brillante come il taglio di una lama, sul cielo chiarissimo, limpido, di un azzurro innaturale. E' lontana, ma non irraggiungibile.

Desert City

Un fade opportuno ci risparmia il lungo viaggio fino alla cittadella. Quando si materializza la prossima scena, Drake è già più vicino. Rotola lungo un costone, fino alle porte della città. E' abbandonata. Crepata e consunta dalla sabbia battente, ha resistito a troppe tormente, e poi è morta. Ma forze c'è speranza di trovare qualcosa. Nathan si arrampica sulle mura diroccate, e si lancia nella piazza centrale. Da lì, dentro ad un pozzo. Le gallerie sotterranee, scavate costanza dagli uomini del deserto, portano l'acqua da un'oasi all'altra, proseguendo per lunghi chilometri con una pendenza minima ma regolare. Drake è fortunato: in un avvallamento della sabbia ancora si raccoglie una pozza d'acqua. Quanto basta per prendere un sorso, lavarsi il viso per dar tregua alla pelle riarsa.
E poi di nuovo fuori, arrampicandosi lungo il costone roccioso, per esplorare questa città del deserto. Fuori regna il silenzio, mentre le superfici bianche riflettono la luce del sole. Si respira una solitudine snervante, la consapevolezza di essere lontani dal mondo. In trappola.
Ma è una sensazione passeggera: sfondata una grande porta di legno, si scopre che in effetti qualcuno sta sorvegliando la cittadella. Guardie armate, forse predoni, non ci pensano due volte a far fuoco, mentre Drake si nasconde dietro le coperture, correndo da un pilastro all'altro. L'unica soluzione è l'assalto frontale: di corsa contro un soldato, ed una combo di pugni ben assestata. L'arma del nemico vola in aria, e Drake la afferra al volo. Comincia così una sequenza decisamente animata, fatta di colpi alla testa e fuoco alla cieca, nello stile che ben conosciamo. L'IA dei nemici non sembra particolarmente brillante, ma si tratta di certo di un livello di difficoltà molto basso.
La planimetria della zona è praticamente la stessa della mappa Desert City, non disponibile nella beta e presentata a Colonia. Il level design, come sempre, è esemplare, con logge rialzate, scale e nicchie riparate. La mole di nemici è ingente, e sicuramente ci sarà da faticare ai livelli di difficoltà più alti, dato che nessun appostamento sembra sicuro e bisogna mantenere una discreta mobilità per sperare di salvarsi.
Purtroppo con questa sequenza d'azione finisce la nuova demo. Un soldato armato di lancia granate ci fa letteralmente crollare il terreno sotto ai piedi, bersagliando le colonne portanti di un pavimento traballante. Sicuramente ci addentreremo nei sotterranei di questa città del deserto, curiosi di scoprire cosa ci aspetta.

Uncharted 3 La data di uscita di Uncharted 3 è sempre più vicina, ma Nathan Drake ha sempre nuove sorprese. La varietà di scenografie che incontreremo nell'avventura principale è davvero invidiabile, e basterebbero quelle mostrate ad oggi dal team di sviluppo per fare di questo titolo un impareggiabile esempio di vivacità scenica, ritmo e pluralità. Con una recitazione da Oscar ed un minuzioso lavoro di sceneggiatura, Uncharted 3 spalleggia la grafica migliore di questa generazione di console, figurandosi come un prodotto d'impatto: un vero e proprio capolavoro di regia, di stile, di giocabilità. Curiosi come non mai, attenderemo ancora un mese prima di mettere le mani sul gioco dell'anno.

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