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Anteprima Vampyr

Dopo Remember Me (Sony e successivamente Capcom) e Life is Strange (Square Enix), i Dontnod ci riprovano con un gioco di ruolo d'azione a base di vampiri. L'abbiamo visto in azione a Parigi.

anteprima Vampyr
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Life is Strange non è un gioco Focus Home Interactive, mentre Vampyr sì, ed è solo per questo dettaglio che mi spiego lo strano silenzio attorno alla presenza di Dontnod Entertainment alla "What's Next de Focus?" di Parigi. L'avventura di Max e Chloe è come se non esistesse, eppure loro sono lì, con un nuovo interessante gioco in sviluppo. Anche varcando la soglia della stanza dove il team di sviluppo francese mi avrebbe mostrato per la prima volta questo Vampyr, allestita per ricordare un'ala dimenticata di un castello gotico, cerco tracce di Life is Strange senza trovarle.
Mi innervosisco un po', e inizio anche a fare brutti pensieri, del tipo che il capolavoro creato per Square Enix, più che un progetto vincente fin dall'inizio, sia stata una botta di fortuna, una di quelle hit solitarie alla Enola Gay, il brano che tutti conoscono, composto da un gruppo sconosciuto (vi tolgo il dubbio: sono gli Orchestral Manoeuvres in the Dark). Pensieri che trovano conferma anche dalle risposte di voi lettori, che siete sempre pronti a emozionarvi parlando di Life is Strange, ma apparite decisamente più freddini quando invece la news riguarda i Dontnod. E questo spiega anche il motivo per cui questo Vampyr, nonostante la presentazione ufficiale avvenuta durante l'ultimo E3, quindi già da qualche mese, sia ancora un gioco pressoché sconosciuto.

L'Immortel

Ad accoglierci nella stanza dedicata a Vampyr troviamo l'Art Director Gregory Szucs e il Narrative Director Stephane Beauverger: facce francesi, fare francese, e mi indispettisco anche di più. Mentre sto ancora decidendo se abbracciare entrambi piangendo, o esibirmi in una capocciata random, mi parte la frizione: "tre giochi sviluppati e tre diversi publisher, come mai?". Ma appena Beauverger inizia a parlare, capisco di aver digrignato i denti inutilmente, e nella sua voce percepisco improvvisamente certe atmosfere sussurrate di Life is Strange, quella malinconica e profonda dolcezza di fondo che pervade costantemente il loro gioco più famoso e riuscito. Le migliori amicizie iniziano così, con uno scontro. La risposta che mi viene data è chiara e tonda: "siamo ancora una software house giovane, nella posizione di dover convincere un publisher a finanziare i nostri progetti. Inoltre, ogni publisher ha le sue caratteristiche, le sue necessità. Life is Strange era un gioco perfetto per Square Enix. Quando abbiamo iniziato a parlare di un gioco di ruolo sui vampiri, è stata Focus ad essere la più ricettiva. In tal senso siamo agnostici".
Incalzo sul numero perfetto: "Tre giochi, tre diversi generi. Non vi piacciono le cose semplici, vedo". Ancora una volta è Stephane a rispondere: "Un action GDR, per noi, è il naturale passo successivo dopo Remember Me e Life is Strange. Come Dontnod scegliamo sempre prima il tipo di storia che vogliamo raccontare, per poi appoggiarla sul gameplay che riteniamo più adatto". È Gregory Szucs a darci qualche dettaglio in più sul funzionamento di Dontnod: "I nostri giochi vengono assemblati partendo dallo sforzo di tre diversi entità. Il Game Director decide come sarà il gioco, il Narrative Director si occupa della trama, e il Core Team si concentra sull'atmosfera generale, sulle musiche, sullo stato d'animo che vogliamo far trasparire. Ogni decisione viene presa collegialmente, ma è sempre il Game Director ad avere l'ultima parola. Immaginate una piramide: all'apice c'è il gameplay, e a scendere tutto il resto...".
Vampyr è un progetto molto ambizioso, sembra effettivamente rappresentare il trait d'union (mi sono lasciato coinvolgere dal francese, scusate...) tra Remember Me (che un tempo si chiamava Adrift e sarebbe dovuta essere un'esclusiva PlayStation3) e Life is Strange, ma senza struttura ad episodi. Beauverger ci spiega che l'obiettivo di Dontnod è "tornare indietro alle radici della leggenda, così lontana da un Twilight qualsiasi", per poi aggiungere che "l'ambientazione di Vampyr non è la solita Londra vittoriana. Anche se la nebbia, la pioggia e gli ambienti gotici sono sempre gli stessi, questa è la Londra della rivoluzione industriale". Il gioco scorre davanti ai nostri occhi, l'Unreal Engine 4 fa il suo dovere, ma tecnicamente lo stato dei lavori appare piuttosto indietro rispetto le nostre aspettative. Il cartello "work in progress" non impedisce a Vampyr di sfoggiare veri e propri bagliori di eccellenza, che dopo Life is Strange non sorprende di trovare proprio nell'atmosfera generale del gioco, così concreta, così palpabile da immergerci immediatamente nel suo mondo dannato. Londra è sferzata dalla temibile influenza spagnola, interi quartieri sono inaccessibili, e la gente per strada è poca, disperata. Il giocatore veste i panni di un dottore divenuto da poco un vampiro, un dottore che può liberamente uccidere chiunque gli capiti a tiro, o limitarsi a succhiarne il sangue per rifocillarsi un po'.

Ghoul, altri vampiri, umani troppo avventati: in Vampyr ci sono un mucchio di motivi (e di creature) per menare le mani e sfruttare le abilità da vampiro in nostro possesso. Il dottore messo a disposizione nella demo è un novizio, può solo combattere con foga soprannaturale e teletrasportarsi a metri di distanza, utile non solo per cogliere i nemici di sorpresa, ma anche per raggiungere appigli fuori portata. Nel gioco completo, le abilità saranno tante e molto diverse tra loro. Come ribadisce più volte Stephane Beauverger: "vogliamo dare a tutti la possibilità di creare il vampiro dei propri sogni". La caratterizzazione del personaggio è come in tutti i giochi Dontnod cruciale: Gregory Szucs racconta che "la scelta è ricaduta su un accademico perché all'alba del ventesimo secolo rappresentava una delle figure più importanti e rispettate. Un dottore anche per avere a disposizione un personaggio in grado di capire e studiare il lento ma inesorabile distacco dall'umanità che la trasformazione a vampiro impone. La battaglia più dura, il nostro personaggio dovrà combatterla contro se stesso". Scelte e conseguenza saranno ancora una volta una delle parti più importanti del gameplay, ma fino a che punto non ci è ancora dato saperlo. Il gioco è rigorosamente in terza persona, e può essere considerato un semi open world: suddiviso sì in sezioni, ma dentro le quali è possibile muoversi in completa libertà.

Dontonod House

Il giorno seguente aver visto Vampyr, abbiamo avuto l'opportunità di visitare gli studi Dontnod. Non sapevamo bene cosa aspettarci dalla "casa" di una software house che le cronache raccontano costantemente in procinto di finire in bancarotta, ma una volta arrivati, abbiamo faticato a contenere lo stupore nel vedere un quartier generale tanto accattivante, le cui mura sembrano sezioni di un monolite di ossidiana, e le finestre dalle geometrie impossibile appaiono come antri di caverna in wireframe. Solo successivamente abbiamo appreso l'esistenza di un'altra ala, quella in cui si fatica. È in questa enorme stanza, circondata da finestre, che Dontnod lavora davvero. Il profumo non è dei migliori, ma non disturba di certo: sottolinea l'incredibile impegno che questo piccolo ma volenteroso team di sviluppo riversa nei propri progetti. Qui vediamo altre sezioni di Vampyr, probabilmente provenienti da una versione di gioco più recente, visto che tecnicamente appare subito più interessante, compatto, colorato. Le parole chiave del nuovo gioco, ci raccontano, sono "industriale, dissonanza, dualità e... malinconia". Prima di congedarmi, chiedo come mai la malinconia sembra essere il vero fil rouge (maledetto francese!) che lega tutti i loro progetti, e a rispondere è ancora una volta Stephane: "è vero, ne siamo coscienti, ma è perché siamo francesi". Non posso aggiungere altro, ora non mi rimane altro che aspettare che Vampyr sia finalmente completo. Come molti degli altri titoli presentati da Focus Home Interactive, anche il gioco Dontnod uscirà su Xbox One, PlayStation4 e Pc nel 2017.

Vampyr Di Vampyr abbiamo visto davvero troppo poco per sbilanciarci. Il gioco sembra solido, l'ambientazione creata con estrema abilità, ma l'aspetto action del gameplay potrebbe fare riemergere alcune delle lacune che limitarono la popolarità di Remember Me. L'Unreal Engine 4, onnipresente nei titoli presenti al "What's Next to Focus?", garantisce sulla qualità degli effetti speciale, ma il resto dovranno mettercelo questi infaticabili ragazzi. Ci riusciranno? Lo scopriremo solo tra qualche mese, quando saranno finalmente pronti a mostrarci di più.

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