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E3 2016

Anteprima Vampyr

Dagli stessi autori di Life is Strange arriva Vampyr: un adventure misto all'action GDR che chiama in causa l'universo vampiresco...

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Vampyr

Videoanteprima
Vampyr
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Life Is Strange è stata la sorpresa della scorsa stagione. Una produzione dalle origini umili, un'opera che ha stupito non tanto sul versante del gameplay quanto e soprattutto su quello delle tematiche affrontate. Tematiche messe in scena di rado in un videogioco, specialmente con una tale sensibilità. Con un precedente come Life Is Strange non deve essere facile passare al titolo successivo. Chissà se Dontnod avverte il peso delle aspettative dei giocatori. È pur vero che con Vampyr la casa francese cambia completamente setting e registro, persino genere. Non più un'avventura grafica ambientata nel rassicurante (più o meno) contesto di Arcadia Bay e della Blackwell Academy, ma un adventure misto all'action GdR che chiama in causa l'universo vampiresco e si sposta nella Londra di inizio Novecento, durante gli anni dell'influenza spagnola. Una pandemia che all'epoca provocò milioni di morti in tutto il mondo. Vampyr parte da eventi storici realmente accaduti e ci aggiunge uno strato di fiction. Il degrado della capitale inglese si mescola a quello dei corpi, la morte diventa una costante da cui è impossibile prescindere. In uno scenario simile la figura del vampiro risulta non solo pertinente, ma anche fortemente simbolica: il vampiro è per natura sospeso tra vita e non vita, un personaggio che racchiude in sé tormenti e contraddizioni.

Sangue e Potere

Così come è tormentato il protagonista del gioco, il dottor Jonathan E. Reid. Un vampiro suo malgrado, costantemente combattuto tra la sete di sangue e il desiderio di salvare vite umane. Per quanto Vampyr risulti parecchio lontano da Life Is Strange, si tratta nuovamente di un gioco in cui la narrazione rivestirà un ruolo centrale, ha dichiarato all'E3 il game director del titolo, Philippe Moreau. Sin dalle prime battute si nota un'attenzione notevole per i dialoghi, ancora una volta a scelta multipla. Ma ancor più, risulta sin da subito evidente l'attenzione con cui gli sviluppatori si sono dedicati alla costruzione dei personaggi, sia principali che di contorno. Reid, si diceva, è un protagonista combattuto. Eliminare i civili, succhiandone il sangue, gli consentirebbe di incrementare il suo potere, ma a quale prezzo? In più, Reid ha la possibilità di "leggere" oltre le apparenze, di accedere a brevi schede descrittive dei personaggi che incontra. Viene chiamata in causa una dimensione etica: sta al giocatore valutare il da farsi, interrogarsi sul valore delle proprie scelte. Egoismo vs altruismo, potere vs rispetto. Il gameplay risulta per forza di cose influenzato. Le scelte del giocatore vanno a impattare anche sui vari distretti della città, che si modificano in base alla condotta più o meno virtuosa del protagonista. Le scelte compiute (salvare quel personaggio? eliminarlo?) dovrebbero incidere anche sull'evoluzione del racconto, ma non sappiamo ancora bene come e quanto. Sebbene la dimensione da action GdR risulti evidente, crediamo che il potenziale del titolo Dontnod risieda soprattutto in questa componente etico-narrativa. Sullo stile di Life Is Strange.

E l'azione?

Anche perché le fasi action sono ancora lungi dall'essere convincenti: i combattimenti sembrano sin troppo semplici e funzionali. Non pessimi, ma quasi accessori, fuori posto. Durante la demo giocata abbiamo assistito all'utilizzo di un paio di abilità speciali: una sorta di teletrasporto à la Dishonored, utile per avvicinarsi velocemente ai nemici; oppure un attacco a distanza in stile The Darkness, che sfrutta tentacoli di fumo nero per afferrare ed eliminare gli avversari. Per ora si è visto davvero troppo poco e quel poco non ci ha particolarmente convinti. Vampyr sembra un titolo ancora in cerca di direzione, sospeso tra più generi ma non sufficientemente coeso. Peccati di gioventù, si spera, anche perché il gioco è atteso per il prossimo anno. C'è insomma tempo per conferirgli un'identità più decisa.

Incertezze tecniche ed estetiche

Anche sul fronte tecnico il gioco arranca, in particolare sul lato frame rate. C'è da dire, però, che la versione mostrata in fiera era una pre-alpha, per cui una versione decisamente lontana da quella definitiva.

Al di là dei limiti tecnici, c'è qualcosa che ancora non brilla sul versante della direzione artistica. Anche Life Is Strange era una piccola produzione, ma aveva personalità da vendere. Vampyr sembra un po' troppo scolastico nella rappresentazione della sua Londra oscura e malsana. Manca forse il guizzo, non si vedono le pennellate romantiche del titolo precedente (che sopperiva ai limiti tecnici e al budget contenuto con una direzione artistica impeccabile). I personaggi sono troppo rigidi, poco espressivi. Sospendiamo il giudizio, per ora, in attesa di sviluppi ulteriori.

Vampyr Vampyr non convince ancora del tutto. La pubblicazione è lontana e vogliamo dare fiducia ai ragazzi di Dontnod Entertainment. Dopo Life Is Strange se lo meritano. Al momento, tuttavia, il titolo appare poco coeso, incapace di prendere una direzione chiara ed efficace. La componente action appare troppo superficiale; di quella GdR si sa ancora poco o nulla. È sul fronte del racconto e della costruzione dei personaggi che il titolo sembra avere già da ora una marcia in più. Si percepisce una dimensione etica molto interessante, in grado di impattare sullo stesso gameplay. Il potenziale c'è, ma è importante dare al tutto una personalità più definita e amalgamare per bene ogni ingrediente.

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