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Anteprima Warhammer 40k: Space Marine

Warhammer 40.000 nella sua declinazione FPS. Presentato alla GamesCom

anteprima Warhammer 40k: Space Marine
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Warhammer 40000 è una delle ambientazione fantascientifiche più amate in tutto il mondo, sia dagli appassionati di giochi da tavolo sia dai cultori della saga videoludica. Dopo alcuni strategici e un MMO per Pc, Relic (pubblicato da THQ) ha dato alla luce un titolo multipiattaforma da giocare totalmente in terza persona, decisamente una scelta insolita dal momento che fino ad ora abbiamo assistito solo al lancio sul mercato di titoli con caratteristiche tipiche del genere gestionale.
Durante la presentazione a porte chiuse alla quale abbiamo assistito Quinn Duffy e Raphael van Lierop, rispettivamente pricipal designer e Producer di Relic, ci hanno effettivamente rivelato che questo sogno era rimasto nel cassetto da troppo tempo. La demo alla quale abbiamo assistito ci ha permesso di vedere due differenti livelli della campagna single player, che a detta dei relatori sarà terminabile in circa 8 ore di gioco, che ci hanno presentato l’inizio dell’avventura nonché un’altra sessione di gioco da completare in un tempo massimo prestabilito. Il titolo si ambienta interamente su un pianeta dell’Impero, durante una massiccia invasione da parte dei nostri nemici ancestrali: gli Orchi. Fin da subito vestiremo i panni di un capitano degli Space Marines che dovrà guidare la sua squadra attraverso le orde nemiche che ci separano dall’adempimento dei nostri ordini. La prima missione ci è apparsa abbastanza lineare da portare a termine.
Di fatto si deve procedere verso dei check-point predeterminati in modo da raggiungere il nostro obiettivo. Il level design ci è sembrato di ottima fattura anche se l’assenza quasi totale di libertà di esplorazione limita l’esperienza ludica ad un procedere molto guidato. Questa carenza è però sopperita magistralmente da stupende scene di intermezzo create ad hoc con il potentissimo motore grafico del gioco. Siamo più vicini a una space opera ben strutturata che al classico sparatutto adrenalinico. Le ambientazioni gothic style che permeano costantemente ogni scenario, suscitano costantemente nell’appassionato ricordi correlati alla celeberrima saga di combattimenti spaziali che abbiamo imparato a conoscere nei giochi precedenti.
Per quanto riguarda il gameplay ci sono alcune precisazioni da fare. Innanzitutto scordiamoci di assistere a combattimenti complessi: la totale assenza di un sistema di copertura utile a schivare i colpi renderà l’esperienza, secondo gli stessi relatori, meno macchinosa e più accessibile al pubblico. Le scene di combattimento sono quasi totalmente scriptate, l’ormai rodato sistema dei microfilmati per finire il nemico corpo a corpo dopo avergli stoccato un colpo particolarmente potente non manca neppure in questo titolo. La telecamera segue il nostro personaggio appena dietro la spalla destra così da garantire una maggior precisione durante gli scontri a fuoco ad elevata distanza, con una visuale che si pone a metà fra la prima e la terza persona un po' come accadeva nei primi Hitman prodotti da Eidos. L'attacco corpo a corpo è appannaggio esclusivo della spada che ci portiamo costantemente sulle spalle. Effettivamente falciare orde di orchi alternando il fuoco e gli scontri all'arma bianca permette di avanzare più facilmente nei livelli. Il classico fucile al plasma rappresenta la nostra scelta favorita.
Generalmente il potenziamento delle armi in dotazione non avviene attraverso elementi reperibili negli scenari di gioco. Gli upgrade verranno assegnati al completamento di determinati livelli, così da permettere un coinvolgimento sempre abbastanza equilibrato, attraverso l’introduzione di una maggior mole di nemici, nelle missioni successive. L’hitbox necessita di qualche rifinitura mirata: difficilmente siamo riusciti a capire quando effettivamente uno dei nostri colpi vada a segno. Gli headshot, infatti, non vengono calcolati attraverso nessun counter specifico. Avremmo preferito maggiore precisione nella gestione dei danni, magari con routine di rilevamento più accurate. In ogni caso, data la lontananza del lancio ufficiale, speriamo che molti di questi problemi vengano rilevati ed, eventualmente, corretti.
Alla fine della demo abbiamo avanzato la domanda che tutti si aspettavano di sentire: come verrà gestito il multiplayer? Sfortunatamente, a causa di scelte ancora da definire da parte dei producer, ci è stato solamente assicurato si potrà affrontare la campagna anche in modalità cooperativa. Senza aggiungere altro aspettiamo di poter verificare quali future di gioco verranno modificate e quali mantenute prima di trovare Warhammer 40000: Space Marine sugli scaffali dei negozi.

Warhammer 40.000: Space Marine Sicuramente si tratta di una mossa molto azzardata lanciare sul mercato, saturo di TPS di ogni genere, un titolo di questo genere. Le meccaniche di gioco appaiono ancora troppo premature per essere pienamente valutate. Tuttavia speriamo vivamente che le avventure, affrontabili da ora in terza persona, degli Space Marines potranno rivelarsi all’altezza dei titoli precedenti che hanno reso celebre la saga più conosciuta e giocata su Pc.