Playstation Meeting

Anteprima Watch Dogs

Alla conference di presentazione di Ps4, torna a mostrarsi la nuova IP ubisoft

anteprima Watch Dogs
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come abbiamo più volte ribadito, la conferenza in cui Sony ha annunciato la sua PlayStation 4 non è stata proprio ricchissima di titoli e proposte software. Mentre Michael Denny, vice president di Sony, afferma con una certa sicurezza che quella di Ps4 sarà la miglior line-up di lancio mai vista, i titoli presentati sul palco non sono stati moltissimi, e non tutti hanno lasciato stupiti gli spettatori. Sono mancate soprattutto le sequenze In-Game, sia per Infamous: Second Son che per Drive Club, mentre il lungo filmato di Deep Down ha lasciato perplessi i giocatori, mimando fasi giocate ma restando niente più che un filmato di presentazione concettuale. Fra i titoli prime parti solo Killzone: Shadow Fall ha mostrato un lungo spezzone giocato, mentre sul fronte dei multipiattaforma è toccato allo Watch Dogs di Ubisoft far vedere quello di cui è capace la nuova console. Il titolo sviluppato dallo studio di Montreal si era già lasciato ammirare nel corso della conference Ubi allo scorso E3, ed all'evento di New York ha riconfermato tutte le nostre impressioni. Si tratta di un free roaming con ottimi spunti, un colpo d'occhio solidissimo ed un setting affasciante. Lo stato dei lavori sembra in fase già avanzata; ecco quindi tutte le nostre impressioni sulla demo presentata al PlayStation Meeting.

IP of Interest

Stando alle parole di Jonathan Morin, direttore creativo del progetto, Watch Dogs è un titolo sviluppato per “andare oltre i limiti dei giochi open world di oggi”. Ed in effetti la lunga sequenza giocata sembra volerci mostrare proprio questo: un free roaming in cui a dettare i ritmi della progressione è l'interazione con l'ambiente di gioco, che brulica di possibilità, storie, quest potenziali.
Il nostro protagonista si trova in una metropoli, in un futuro in cui i concetti di Privacy e Anonimato sono stati completamente distrutti. Telecamere, informazioni biometriche, riconoscimento facciale: tutti i sistemi di controllo e sicurezza riversano in uno sterminato database i dati personali di qualsiasi cittadino. Lo scenario è molto simile a quello dipinto dal Serial Tv “Person of Interest”, solo che in Watch Dogs l'eroe principale ha accesso diretto a questi dati. Grazie ad un semplice smartphone, quindi, è possibile avere informazioni in tempo reale si qualsiasi NPC: nome, occupazione, fedina penale. Ed anche qualche dettaglio in più, come i dati d'accesso ai conti bancari: all'inizio della demo, il protagonista effettua un piccolo hack del sistema per poter prelevare, dal primo ATM, i “sudati” risparmi di un lobbista del tabacco.
Ma il sistema non funziona soltanto come mezzuccio per riempirsi le tasche: il flusso di informazioni sui cittadini, visualizzato in tempo reale, permette anzi di prevedere ed anticipare eventi importanti e crimini che potrebbero essere commessi di lì a poco. Proprio come nel serial già citato, il nostro eroe sembra agire come una sorta di giustiziere, un vigilante, osteggiato dalle forze dell'ordine ma capace di proteggere segretamente i cittadini.

Nella demo, il protagonista poggia lo sguardo su una giovane donna, e subito viene avvisato del potenziale pericolo. Il sistema ci informa che la ragazza ha lasciato il marito e vinto la causa per l'affidamento del figlio. Una storia come tante. Ma mentre Sandy Higgins passa inosservata agli occhi della gente, per noi è una vittima potenziale.
Non sappiamo se lo spezzone di gioco su cui posiamo gli occhi è uno stralcio dell'avventura principale, ma è bello fantasticare sulle potenzialità di un titolo che “nasconde” le sue Side Quest addosso alle persone: girellando per le strade della città sarebbe possibile incappare in missioni di ogni genere, nella speranza che il sistema “generativo” già visto in Red Dead Redemption possa trovare, nella Next Gen, una sua naturale evoluzione (qualitativa e quantitativa).
Fatto sta che il senso civico ci consiglia di seguire Sandy, che infatti viene di lì a poco assalita dall'ex-marito, noncurante dell'ordinanza restrittiva. Per convincerlo a mollare il coltello basta poco: una pistola puntata diritta in faccia. Ma invece di arrendersi, l'uomo decide di scappare, e comincia quindi un inseguimento serrato fra le strade e i negozi della città.
In questa sequenza il titolo Ubisoft dimsotra la sua icinanza con un ltro progetto a cui Watch Dogs deve molto: ci riferiamo ovviamente ad Assassin's Creed, la cui impostazione generale è ben riconoscibile. I ritmi della corsa, l'agilità con cui il protagonista supera gli ostacoli e scavalca le recinzioni, non possono far altro che rimandare con la mente alle avventure di Ezio e Connor. Anche il look complessivo dell'interfaccia di gioco non è troppo dissimile, suscitando un filo di preoccupazione riguardo ad un eventuale “conservatorismo” che non farebbe troppo bene alla produzione. Watch Dogs, per fortuna, sembra superare i limiti del suo collega grazie a una conformazione più vivace dell'ambiente cittadino. E' possibile entrare nei negozietti per poi sfondare la porta sul retro e finire nei vicoli, e salire sui tetti più bassi senza le esagerazioni acrobatiche tipiche degli assassini.

Anche la risoluzione dell'inseguimento, in ogni caso, avviene grazie alle potenzialità del sistema di Hacking: avendo accesso alla rete, il protagonista ha il controllo diretto su tutte le infrastrutture della città. Nella prima demo avevamo visto la possibilità di gestire il traffico cittadino grazie ai semafori. Qui invece è la volta della rete elettrica: attivando il bullet time è possibile esaminare con calma l'ambiente circostante, alla ricerca di qualche punto di interesse. Una scatola di fusibili sembra fare al caso nostro: reindirizzando l'energia del sistema su quel raccordo, lo mandiamo in sovraccarico e lo vediamo esplodere, travolgendo il fuggitivo. Possiamo così sopraffarlo senza problemi (grazie anche all'irruenza di un manganello retrattile).
Il problema, adesso, è che tutto questo chiasso ha mobilitato le forze dell'ordine, che hanno inviato un paio di volanti sulla scena. Di nuovo ci tornano utili le capacità del protagonista. Hackerando il sistema di gestione del traffico cittadino alziamo i paracarri automatici, su cui si schianta un'auto della polizia che stava procedendo a tutta velocità. Per la seconda, invece, ci aiuta il bullet time: rallentando il tempo possiamo mirare al pneumatico e farlo esplodere con un proiettile preciso.
La fuga sarebbe comunque molto complessa (anche perchè le nostre furberie hanno appena fatto aumentare il “grado ricercato”), non fosse per la solita possibilità di sfruttare a nostro vantaggio tutte le “risorse” della città, compreso il sistema di trasporto pubblico. Raggiunta la soprelevata, basta fermare per qualche attimo la corsa di un treno, ed avere il tempo di saltare sul tetto e fuggire lontani dalla polizia.
Complessivamente, la sequenza è apparsa dinamica e spettacolare, c'è però da valutare quale sarà la libertà decisionale concessa al giocatore, e soprattutto come ci dovremo interfacciare con questo “organismo” in continuo movimento che è la città. Il tempismo quasi perfetto con cui il protagonista sfrutta i sistemi hackerabili non manca di destare qualche sospetto, e solo una prova diretta del gioco potrà rivelare come il tutto funziona pad alla mano. Sarà interessante anche scoprire meglio le funzionalità “social” del titolo, o comunque come verrà gestita l'interazione fra giocatori. Nel corso della demo si intravedono infatti un paio di telecamere che sono controllate da altri giocatori, e che sembrano avere il compito di identificare lo sfuggente protagonista. Non sappiamo quali effetti avranno, a livello ludico, questi aspetti, ma siamo sicuri che tutto si farà più chiaro nel corso delle primi Hands-On.

Dal punto di vista tecnico, Watch Dogs continua a stupire. I più lungimiranti avevano escluso, già ai tempi della prima demo, che un tale dettaglio grafico fosse raggiungibile con l'hardware della corrente generazione, e l'annuncio ufficiale della release su PlayStation 4 conferma questa ipotesi. Watch Dogs uscirà anche su PlayStation 3 e Xbox360, ma sarà uno dei tanti titoli cross-generation. La versione mostrata incanta soprattutto per l'estensione del of View, mentre la telecamera si posa su una metropoli viva e pulsante. E' proprio questo rigoglio di vite, di persone, di attività, che sembra in grado di rileggere una volta per tutte il concept di free roaming urbano, consegnandoci un ambiente più ricco di spunti di quanto non si sia visto finora. Colpiscono ovviamente le animazioni del protagonista, ma Ubisoft già si è dimostrata maestra in questo; c'è da dire invece che il look dell'eroe principale è un po' anonimo (sarà quello definitivo?).
Bellissimi gli effetti di luce e ottime le texture, in altissima risoluzione: entrambi valorizzano una costruzione poligonale solidissima delle strutture, con qualche leggerezza solo quando si esaminano i profili degli NPC. Magistrale è la cura per i dettagli: le foglie degli alberi trascinate dal vento, assieme alle lattine vuote che rimbalzano sull'asfalto. Considerando che Watch Dogs, visto anche lo sviluppo con un occhio di riguardo alle possibilità di questa generazione, non sarà probabilmente il benchmark definitivo per l'hardware next-gen, c'è insomma da stare più che tranquilli sull'eccezionalità grafica dei titoli Ps4.

Watch Dogs Al PlayStation Meeting, Watch Dogs ha fatto una splendida figura. Si tratta di uno dei titoli più attesi per l'anno in corso, uno di quei prodotti che fin dal suo esordio ha incuriosito uniformemente la platea. Immediatamente riconoscibile e con un'iconografia molto forte, l'IP di Ubisoft ha i numeri (ed il look) per far bene; una prova con mano è quanto mai necessaria, per capire, oltre alle funzionalità social, l'effettivo dinamismo del gameplay.

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