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Anteprima Wildstar

Alla kermesse di Colonia, il team di Carbine Studios ci parla del nuovo sistema di combattimento.

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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Assieme ad una miriade di free-to-play, action MMO e shooter online in prima o in terza persona, tra i più interessanti MMORPG di prossima uscita c'è Wildstar, un titolo che raccoglie le tematiche della fantascienza e quelle del fantasy, per creare un'ambientazione affascinante e unica nel suo genere. Complice un design dallo stile cartoon, molto simile a quello portato su PC da mamma Blizzard, ma anche al fumetto statunitense, il titolo di NCSoft ha tutte le premesse per fare grandi cose e per ambire ad entrare nell'olimpo dei migliori massive game. Alla GamesCom abbiamo incontrato il team di Carbine Studios, che ci ha brevemente introdotto il sistema di combattimento e le novità del titolo in arrivo.

ACTION AND COMBAT

In presenza di Chris Lynch, Lead Combat Designer di Carbine Studios che ha tenuto la presentazione del gioco in occasione della fiera tedesca, abbiamo avuto occasione di capire le dinamiche di gioco del nuovo MMO di NCSoft in arrivo il prossimo anno. Siamo al cospetto di un titolo dal gameplay leggermente diverso rispetto a quanto offerto dalle produzioni classiche o da quelle più recenti, qui ancora più votato alla dinamicità e all'azione, quasi come fosse un vero action game. È difficile parlare di rivoluzione, così come non possiamo gridare al miracolo; tuttavia la breve presentazione del gioco è stata in grado di impressionarci positivamente, in attesa di poter finalmente mettere le mani su una versione beta giocabile. Un po' come tutti i titoli della concorrenza sfornati nel corso degli ultimi anni, anche Wildstar ricerca un gameplay più dinamico e divertente nella speranza di rendere la giocabilità ancora più varia, movimentata e soprattutto interessante anche per un pubblico nuovo e poco affine agli MMO tradizionali. Una delle feature principali della produzione di Carbine Studios per esempio, è il sistema Breakout. Con questo sistema il personaggio giocante può essere disarmato in tempo reale da un nemico sul campo di battaglia: per continuare l'incontro e utilizzare le normali skill, l'avatar dovrà correre e recuperare l'arma persa. Il Lead Combat Designer ci spiega anche di come sia stato rivisto in toto il Crowd Control, al fine di ottenere dei combattimenti che siano al tempo stesso bilanciati ma anche imprevedibili e stimolanti. La struttura ludica è fortemente incentrata sulla holy trinity: sebbene molti sviluppatori non credano più nel trittico tank, DPS ed healer, in quanto formula ormai antiquata e fin troppo in voga in ambito MMO, qui assistiamo ad una reinterpretazione della stessa, a vantaggio di un gioco fortemente incentrato sul ruolo del singolo giocatore all'interno del gruppo. Il gioco di squadra è quindi fondamentale, perché nel corso delle boss fight il tank dovrà proteggere gli altri membri della squadra, mentre il DPS infligge i danni e l'healer sana le ferite inflitte ai membri del party. Nel corso della presentazione ci è stato mostrato un video con un dungeon per 5 giocatori, nel quale si può vedere nel dettaglio il sistema di combattimento definito Telegraph che caratterizza il gameplay di Wildstar. Grazie all'inserimento di questo nuovo fighting system, che in passato ha sempre distinto l'action game per console, sul campo di battaglia si disegnano delle aree di varie forme e grandezza che indicano ai giocatori di fronte allo scherm dove colpiranno i nemici con la loro prossima mossa. Questo sistema permette di studiare tecniche, combo e di preparare un piano d'attacco per affrontare al meglio le varie situazioni di gioco. Se i normali mob saranno semplici e banali da affrontare, non potremo dire lo stesso per i nemici più forti, che lasceranno ben poche chance per schivare i colpi in arrivo. Un altro interessante annuncio da parte del team di Carbine durante la GameCom, è relativo alla possibilità di salvare i set e le build di skill per giocare i dungeon e il PvP, recuperando molto dal vecchio Guild Wars, sempre pubblicato da NCSoft.

TO PAY OR NOT TO PAY?

Il dilemma dell'abbonamento si fa davvero amletico con Wildstar, dato che NCSoft propone per il nuovo titolo un sistema di sottoscrizione ibrida, che pur avendo un tradizionale canone mensile, attinge da quanto visto in molti free-to-play del recente scenario videoludico. Il primo passo da fare con Wildstar è semplice: acquistare il gioco, allegato al quale troveremo i primi 30 giorni di gioco, già inclusi nel prezzo come da prassi. Alla fine del mese le opzioni sono due: acquistare un nuovo mese di abbonamento, come già altri giochi della stessa categoria ci hanno abituato a fare, oppure utilizzare il C.R.E.D.D. Sicuramente la maggior parte di voi si starà domandando cosa sia C.R.E.D.D. e come funzioni. L'acronimo starebbe per Certificate of Research, Exploration, Destruction and Development e sono uno oggetto in-game che permette di acquistare letteralmente del tempo di gioco. La cosa pare abbastanza lineare: quando consumato, estende la sottoscrizione per altri 30 giorni. Il C.R.E.D.D. può essere acquistato direttamente in gioco attraverso le cosiddette Commodities Excange (CX) utilizzando la valuta del gioco stesso, che per il momento chiameremo genericamente Gold. In parole povere, in Wildstar sarà quindi possibile acquistare una nuova sottoscrizione farmando e vendendo gli oggetti trovati nel corso delle nostre avventure, oppure con gli item prodotti grazie alle skill lavorative. Non è tuttavia chiaro il tipo di cambio, o come funzionerà esattamente l'economia. Per operare una scelta di questo tipo è infatti indispensabile creare un sistema economico vero e proprio, con tassi di cambio e tutto il resto. A nostro avviso, il sistema C.R.E.D.D. rischia di porre in una posizione di netto svantaggio proprio i giocatori casual per cui è pensato, allontanando gli stessi a favore di un'utenza prettamente hardcore.

Wildstar Il motto è pay-to-play, play-to-pay: noi nutriamo qualche dubbio, ma siamo anche elettrizzati all'idea di un sistema innovativo e che possa forse dare una nuova svolta al genere, in particolar modo grazie al gameplay dinamico e votato all'azione. Non vediamo l'ora di saperne qualcosa in più, magari mettendo mano al gioco in versione beta. Il titolo di Carbine Studios è previsto per i primi mesi del 2014, mentre la open beta è in dirittura d'arrivo.