Anteprima Wolfenstein The Old Blood

Ritorno al Castello con il prequel di The New Order

anteprima Wolfenstein The Old Blood
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

L’annuncio di Wolfenstein The Old Blood è stato un piacevolissimo fulmine a ciel sereno del recente PAX East. Dopo aver risollevato le sorti dello storico brand, proponendoci quello che sicuramente è stato uno dei migliori sparatutto del 2014, Bethesda ci riprova, mostrandoci in anteprima alcuni contenuti di questo succulento prequel, atteso su Playstation4, XboxOne e PC per il prossimo 5 maggio. Mettiamoci quindi comodi e prepariamoci al ritorno in grande stile dell’agente B.J. Blazkowicz, pronto ancora una volta a salvare il mondo dalla minaccia nazista.

Ritorno al Castello

La prima mappa mostrataci ha inizio su di un molo, dal quale prendiamo una barca che ci condurrà al terribile Castello Wolfenstein, un luogo oramai immancabile in ogni degno capitolo della saga. Approdiamo su un pontile, sfruttiamo la distrazione di alcune guardie e le uccidiamo con una pistola silenziata: il team di sviluppo ci tiene a precisare che lo stealth ricoprirà, se lo vorremo, un ruolo importante anche in questa produzione. Non sempre sarà possibile effettuare azioni senza essere scoperti, ma in determinati momenti ci potremo improvvisare dei provetti Solid Snake e farci beffa anche della più attenta delle ronde. Nonostante l’impressione generale sia di un distacco davvero poco marcato con il capitolo originale, The Old Blood presenterà alcune differenze stilistiche per far fronte al cambio di setting che l’avventura ci proporrà. Essendo ambientato negli anni in cui i nazisti stavano ancora tentando di prendere il potere, assisteremo a un tipo di tecnologia più vintage e più sperimentale, ritrovandoci tra le mani dei veri e propri prototipi delle armi a cui la precedente campagna principale ci aveva abituati.

Un approccio diretto al castello sembra improponibile ed è quindi la scusa ideale per passare dalle ottimamente caratterizzate catacombe, che dimostrano ancora una volta il sapiente utilizzo dell’illuminazione che il team ha operato anche in questo caso. Alcune gallerie sono davvero evocative, anche a fronte di un engine (idTech5) che, per sua struttura, non riesce a esprimere il meglio di sé in quanto a definizione generale delle texture, che durante la prova sono risultate buone sulla distanza, ma troppo sfocate nel primo piano.Ritrovandoci in ambienti molto stretti gli sviluppatori colgono l’occasione di mostrarci una delle nuove armi, forse la più interessante in termini di gameplay: il tubo di piombo. Quest’oggetto, apparentemente legato al solo combattimento melee (di cui peraltro abbiamo assistito a animazioni apposite veramente eccellenti), in realtà aumenta la verticalizzazione dei livelli, permettendoci di dividerlo in due parti e utilizzarlo come un piccozzo da scalata. Un’introduzione che rende sicuramente meno scontata l’esplorazione e ci consente di cogliere di sorpresa alcuni nemici sparandogli intanto che si rimane aggrappati a tali sporgenze.
Sempre rimanendo in tema di armi, altre due saranno le novità in The Old Blood: il Bombenschuss e la Kampfpistole. Il primo è un fucile a colpo singolo con mirino telescopico rimuovibile che, da quel che ci è sembrato, è in grado di uccidere con un solo colpo qualsiasi nemico non corazzato vi si pari di fronte. Meno presente su schermo, ma ancora più interessante, la Kampfpistole, un vero e proprio lanciarazzi portatile che farà felici gli amanti di una strategia più diretta. Due dispositivi che regaleranno soddisfazioni tanto agli amanti delle guerre di logoramento, quanto ai sostenitori dell’aggressività. Gli sviluppatori ricordano nell’intervista che questo DLC non solo sarà disponibile esclusivamente su console current-gen e PC, ma non richiederà in alcun modo la presenza del gioco base. Secondo il team vi saranno contenuti a sufficienza da garantire al titolo una sua indipendenza, così da attirare anche un’utenza che non abbia provato l’avventura originale e che decida, allettata anche dal prezzo contenuto (all’incirca 20€), di avvicinarsi alla caccia ai nazisti dell’agente Blazkowicz. Tale indipendenza ha inoltre consentito un’attenzione al dettaglio maggiore e meno influenzata da esigenze di ottimizzazione con dispositivi meno performanti. Il fatto di trovarci di fronte a un prequel non influirà solo sul design, ma le atmosfere stesse risentiranno di tale scelta, collocando l’universo nazista in una dimensione meno imperiale e più vicina al cultismo. Il team non si è sbottonato troppo a tal riguardo, ma ha lasciato intendere che le situazioni in cui ci imbatteremo saranno più legate a dei riti esoterici che non alla massificazione a cui abbiamo assistito in The New Order.

La seconda mappa ci ha mostrato la fuga dal Castello Wolfenstein e si è rivelata essere quella meno tradizionale delle due, infatti il ritmo è aumentato notevolmente, proponendoci situazioni differenti dal tipico corridoio lineare a cui siamo abituati. Partendo dagli uffici ci siamo fatti largo tra le innumerevoli guardie correndo e zigzagando senza troppi problemi, ma in tutto questo gli sviluppatori ci ricordano che il titolo sarà abbastanza impegnativo rispetto alla media, costringendoci a ritmi molto elevati praticamente in ogni occasione. L’arrivo all’enorme funivia segna il ritorno ai gelidi venti che imperversano sui monti che circondano il castello, dandoci un’apparente sensazione di sollievo che viene subito interrotta dall’arrivo di ulteriori guardie a intralciare la nostra fuga. Nel mezzo del tragitto la nostra cabina viene arrestata su uno strapiombo senza fine e, allo stesso tempo, un plotone nemico si avvicina minaccioso dalla corsia adiacente, facendo partire un acceso scontro a fuoco a distanza. La situazione, complice anche il paesaggio evocativo e ben realizzato, ci ha coinvolti particolarmente, ma è stato sul finale che il gioco ci ha sorpresi, quando abbiamo tirato fuori il tubo di piombo usandolo come mezzo per percorrere il cavo d’acciaio della funivia. Una scena che ricorda molto da vicino Mirror’s Edge, ma che è estremamente gradita nel suo aggiungere delle tinte epiche all’ultima fatica di Bethesda. La nostra spettacolare fuga, purtroppo, subisce la battuta d’arresto definitiva nel momento in cui tutte le forze naziste si concentrano nel farci da muro alla stazione successiva. L’arrivo dei terribili droni armati (che tutti i giocatori di The New Order ricorderanno) implica il tragico cedimento della nostra cabina, che cade nel vuoto in un’esplosione e ci lascia con una schermata nera e un amaro cliffangher. Purtroppo, per sapere come andrà a finire la nostra fuga dovremo ancora aspettare un paio di mesi.

Wolfenstein The Old Blood Wolfenstein: The Old Blood, nonostante l'uscita prevista in formato standalone, sembra avere tutte le caratteristiche del DLC tradizionale, nel bene e nel male. Da un lato vi sono il prezzo contenuto e la riproposizione di elementi che si sono rivelati vincenti in passato (la frenesia e l’immediatezza), nonché il riferimento a un universo precostituito e coerente con sé stesso, fruibile anche da chi non fosse in possesso del gioco originale. Dall’altro vi è un lato tecnico rimasto immutato e il ritorno dello stesso gameplay a cui abbiamo assistito un anno fa, che si rinfresca di alcune piacevoli innovazioni, ma che, a conti fatti, si ripresenta quasi immutato con tutti i suoi pregi e difetti. Per quel poco che abbiamo potuto vedere, il team sembra comunque aver lavorato molto sul gioco, che siamo sicuri sarà in grado di stupirci in più di un’occasione. Speriamo solo che, dopo l’uscita di questo nuovo contenuto, Bethesda si concentri sullo sviluppo di un sequel vero e proprio e non decida di imboccare la seducente via della serializzazione annuale alla luce del successo del brand. Grazie anche all’inedito idTech6 sarebbe proprio l’occasione giusta per rendere giustizia all’hardware delle attuali console e per colmare quelle (pochissime) lacune che The New Order aveva portato con sé. Il 5 maggio è comunque vicino, quindi non perdiamoci d’animo e iniziamo a pensare fin da ora se è meglio il colpo singolo o l’esplosione generale. O magari tutt’e due insieme, perché no.

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