Anteprima World of Final Fantasy

Invitati negli studi milanesi di Koch Media, abbiamo potuto spendere un'ora in compagnia di World of Final Fantasy, in uscita a ottobre su PS4 e PS Vita.

anteprima World of Final Fantasy
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    Disponibile per:
  • PSVita
  • PS4
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Nei campi dove la creatività regna sovrana, come quello dei videogiochi, rincorrere l'originalità dovrebbe essere una missione. Tuttavia, spesso e volentieri, per inseguire risultati con ottime prospettive di successo (ma anche per evitare il doloroso capitombolo che si rischia nel volare troppo alti), ci si ispira a coloro che hanno già raggiunto vette importantissime e che si sono imposti in quel particolare genere o segmento del mercato. Square-Enix, quest'anno, sembra essersi particolarmente impratichita su questo fronte: se da una parte, infatti, gli scaffali occidentali verranno presto raggiunti da un simil-Minecraft come Dragon Quest Builders, dall'altra assisteremo all'avvento di uno spin-off che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato ma che sicuramente tutti abbiamo sognato segretamente almeno una volta. Stiamo parlando di World of Final Fantasy, ovvero l'incontro tra il leggendario franchise creato dalla compianta Squaresoft e la struttura ludica -a mostricciatoli tascabili- dei Pokèmon. Invitati negli studi milanesi di Koch Media, abbiamo potuto spendere un'ora in compagnia del titolo, che, pur mostrando evidenti similitudini con la serie sviluppata da Game Freak, si è rivelato possessore di una sua precisa identità, con trovate che potrebbero far dimenticare temporaneamente agli appassionati della Fantasia Finale il rinvio del quindicesimo capitolo.

Fratello e Sorella

Sembra un giorno come tanti quello che accompagna il risveglio di Lann e Reynn, giovani fratelli che risiedono nella ridente cittadina di Nine Woodhills; eppure, nell'aria c'è qualcosa di sinistro e misterioso, e non si tratta solamente della cliente squinternata che, seduta al tavolo del bar dove i fratelli lavorano, sta versando una ventina di cucchiaini di zucchero nel suo caffè. I cittadini di Nine Woodhills, infatti, sembrano scomparsi improvvisamente nel nulla: la promenade antistante il locale è vuota e la città è avvolta in un pacifico silenzio. Enna Kros, così si chiama la cliente del caffè, sembra saperne qualcosa e -senza tanti giri di parole- prova ad illustrargli la situazione: dapprima li fa riflettere sul fatto che loro non hanno effettivamente alcun ricordo del loro passato o di come siano giunti in quella cittadina, né dell'origine dei segni misteriosi che portano sulle braccia e sulle mani; poi, mentre sono ancora disorientati, li spiazza rivelandogli che sono in qualche modo degli eletti, destinati a comandare un mondo lontano e ad esercitare il loro controllo su alcune creature dalle incredibili capacità, i cosiddetti Mirage. Per dipingere con più chiarezza il mosaico, Enna si fa aiutare proprio da uno di loro, un Mirage di nome Tama, una creaturina dal comportamento particolarmente socievole che si dimostra fin da subito disposta ad aiutare i due fratelli nella loro missione. Proprio questi ultimi, sebbene ancora un po' intontiti dalle rivelazioni appena ascoltate, acquistano immediatamente intraprendenza non appena apprendono che le loro memorie possono essere in qualche modo recuperate, scorgendo così all'orizzonte un'opportunità irrinunciabile di scoprire qualcosa di più sulla loro storia e, forse, persino sulla loro famiglia. Per farlo, però, dovranno attraversare un portale dimensionale apparso al centro della città, oltre al quale si trova Grymoire, il favoloso mondo dove vivono i Mirage e che farà da cornice all'intera avventura.

A caccia di Mirage

La nostra prova ci ha permesso proprio di muovere i primi passi in questa fantastica dimensione parallela, scoprendo un buon numero delle caratteristiche che fanno di World of Final Fantasy un curioso ibrido tra un J-RPG e un qualsiasi titolo estrapolato dal celebre franchise dei Pokèmon. Appena varcato il portale di Nine Woodhills, ci siamo ritrovati in una piccola foresta riscaldata dai raggi del sole. La prima caratteristica che ci è saltata subito all'occhio è che Lann e Reynn possono, all'occorrenza, trasformarsi in una loro carinissima versione più minuta, detta Lilkin, che, oltre a recuperare lo stile grafico caricaturale ed esilarante tipico delle illustrazioni "chibi", gli permette di muoversi per le ambientazioni di gioco riducendo (o addirittura eliminando, se entrambi i personaggi adottano tale forma) gli scontri casuali tanti cari al franchise di Final Fantasy, rinunciando però all'opportunità di guadagnare esperienza. Proseguendo di qualche metro nella forma Jiant (quella a grandezza naturale), abbiamo avuto modo di scontrarci con dei Mirage. Questi, non sono altro che le splendide creature che abbiamo imparato a conoscere attraverso i numerosi episodi del franchise (come i chocobo, i behemoth e via discorrendo), e che qui potranno essere catturati (sempre se non avranno già un padrone) in una loro versione tascabile per poi essere portati in battaglia al nostro fianco.

Per farlo, dovremo dapprima indebolirli, affidandoci al più classico dei battle system portati in auge da Final Fantasy, quello con l'Active Time Battle, qui però snellito nell'interfaccia e con la possibilità di velocizzare lo scorrimento della battaglia (e anche dei dialoghi) premendo un pulsante del pad: potremo quindi infliggere danno con attacchi semplici oppure con abilità o magie che consumano AP (Ability Points), ricorrendo eventualmente a pozioni dedicate per recuperare salute e mana; volendo, è anche possibile mettere il personaggio in una stance difensiva, saltando il turno ma riducendo il danno subito da qualsiasi fonte. Successivamente, non appena un'aura colorata ci avviserà che il Mirage è finalmente pronto per essere catturato, dovremo eseguire quello che nel gergo del gioco viene chiamato "imprismamento", ovvero lanciare una sorta di prisma colorato per imprigionare il Mirage al suo interno (sì, esattamente come una pokèball, solo senza alcun limite di quantità). Le chance di cattura, ovviamente, variano a seconda dalla potenza della creatura e della sua salute restante, ma capiterà ovviamente di incontrare alcuni Mirage potentissimi e ultrarari che potranno essere catturati solo compiendo determinate azioni. Fin qui, tutto lascerebbe presagire di trovarsi al cospetto di un perfetto clone di Pokèmon rivestito con il fascino indissolubile dell'immaginario di Final Fantasy. Catturato il primo Mirage, però, World of Final Fantasy svela tutte le sue peculiarità, che conferiscono alla sua struttura ludica una profondità inaspettata. Innanzitutto, ogni Mirage (che sarà sempre caratterizzato da debolezze e resistenze elementali), potrà essere "sviluppato" sfruttando un sistema che ricorda molto da vicino la "sferografia" di Final Fantasy X, permettendogli così di imparare nuove abilità, magie e bonus. Alla nostra prima creaturina a forma di baby-chocobo, ad esempio, abbiamo insegnato l'abilità "Stroll", che ci ha dato modo di sfruttarlo durante l'esplorazione per esaminare l'ambientazione circostante ed individuare un oggetto che ci ha poi permesso di risvegliare e catturare un golem che ostruiva il passaggio nella foresta (insomma, uno Snorlax della situazione).

Inoltre, quasi tutti i Mirage potranno evolversi diventando più potenti ma sopratutto più grandi. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, dato che, a seconda della loro taglia, i Mirage potranno essere impilati insieme a Lann e Reynn (mediante la cosiddetta funzionalità "Stack") per dare vita a diverse combinazioni da sfruttare in battaglia, una per la forma Lilkin ed una per la Jiant. Se, ad esempio, volessimo utilizzare Lann in forma Jiant, potremo impilargli sulla testa solamente un Mirage classificato come taglia "M" o "S", dato che la forma normale dei due fratelli verrà considerata di taglia "L"; nel caso di un Mirage di taglia "M", inoltre, potremo impilargli a sua volta un Mirage di taglia "S", fino a formare un totem da ben tre personaggi. Se, invece, volessimo utilizzare la forma Lilkin (che viene considerata di taglia "M"), potremo collocare quest'ultima sopra un Mirage di grossa taglia, sfruttandolo anche come mount al di fuori del combattimento. Imparare a sfruttare lo Stack sarà davvero fondamentale nel proseguo dell'avventura, dato che Lann e Reynn, oltre a combinare i propri punti salute con quelli dei Mirage impilati sopra o sotto di loro, potranno sfruttare le stesse abilità delle creaturine o addirittura sbloccare degli attacchi combinati molto più efficaci di quelli standard. Si tratta insomma di una caratteristica che, considerato il numero di Mirage che saranno disponibili nel corso dell'avventura, conferisce al titolo un grado di strategia e profondità davvero eccezionale per il genere. Sempre durante l'esplorazione avremo modo di incontrare diversi Murkrifts, ovvero dei portali dimensionali al cui interno si trovano dei Mirage davvero potenti e pericolosi, che potranno essere sconfitti solamente con un party ben bilanciato ed allenato. Nella nostra prova, ad esempio, ci siamo trovati di fronte ad un Behemoth che ci ha spazzati via senza pietà, permettendoci però di scoprire le conseguenze di una sconfitta in combattimento. In questi casi, infatti, una delle vite di Tama verrà consumata e verremo fatti ritornare a Nine Woodhills, dove potremo recuperare la vita perduta ma dovremo ricominciare il nostro peregrinare dall'ultima Salvosfera sbloccata (altra eredità di Final Fantasy X). Il tempo a disposizione è stato naturalmente troppo poco per poter sondare efficacemente la qualità narrativa (che vanterà però la presenza di personaggi storici estrapolati da diversi capitoli della serie) e il livello di difficoltà offerti dal titolo, ma le impressioni sono più che positive. Dal punti di vista artistico, World of Final Fantasy si è presentato con un look morbido e ispirato.

Dalle fattezze estetiche delle forme Jiant di Lann e della bella Reynn, che ci hanno ricordato molto da vicino Kingdom Hearts (non a caso sono state realizzate da Tetsuya Nomura in persona), a quelle "Chibi" della forma Lilkin (realizzate invece da Yasuhisa Izumisawa), passando per il design dei Mirage (ideato da Yoshitaka Amano), lo stile grafico di World of Final Fantasy strizza certamente l'occhio ai giocatori più giovani e forse meno avvezzi alle sfumature più "dark" che la saga ha sempre presentato in ogni sua incarnazione, ma si tratta comunque certamente di un titolo che vuole rendere omaggio al franchise d'appartenenza, utilizzando i toni più placidi e rilassati di certe tipologie di spin-off.

World of Final Fantasy L'incontro con World of Final Fantasy ci ha davvero ben impressionati, mostrandoci uno spin-off che riesce con slancio a farci superare il sospetto iniziale di trovarci di fronte ad una copia in carta carbone dei leggendari Pokèmon. Sarà l'immaginario artistico, che già da solo riesce a conferire al titolo tutto un altro sapore, sarà -soprattutto- l'insieme di tutti quegli elementi che espandono la profondità del tessuto strategico del titolo, sia a livello di impianto ruolistico che nelle dinamiche che animano tipicamente tutti i titoli appartenenti al genere “pocket monster”. Ma noi non vediamo davvero l'ora di poter sondare ancora più a fondo questo spin-off, atteso per il 28 ottobre su Playstation 4 e Playstation Vita.