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Anteprima World of Warplanes

Dopo i carri, Wargaming.net si lancia nei cieli

anteprima World of Warplanes
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  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il successo di World of Tanks è stato un processo lento ma inesorabile: i ragazzi di Wargaming.net ci hanno creduto sin dalla prima beta, promuovendo in ogni possibile occasione il proprio cavallo di battaglia, con stand impressionanti alle principali fiere di settore, campagne online e una macchina del marketing che ha sempre lavorato a pieno regime.
Il numero di iscritti, quindi, ha continuato a salire e ormai i server sono costantemente presi d’assalto da milioni di utenti: un ottimo risultato per un genere che può essere considerato di nicchia ma che, con la formula del free-to-play, ha comunque attirato un alto numero di giocatori, trasformandoli da semplici curiosi a veri e propri appassionati.
Il passo successivo più ovvio, quindi, era proporre una formula simile, cambiando ovviamente l’approccio, in modo da cercare di andare a soddisfare i tantissimi orfani delle simulazioni aeree, un genere che con gli anni ha perso le principali uscite tra le quali il classico Flight Simulator, solo quest’anno rispolverato da Microsoft con un nuovo episodio in arrivo.
World of Warplanes, quindi, sposta l’attenzione sul campo di battaglia dalla terra al cielo, promettendo battaglie in volo senza tregua.

In cielo

La struttura di gioco è quindi simile a quella di World of Tanks, con lo stesso account che potrà essere utilizzato per entrambi i titoli, in modo da unificare l’esperienza e avere un singolo profilo per poter salvare la propria carriera di carrista ed aviatore.
Una volta scelto un server, un mezzo e un campo di battaglia, ci si troverà subito in cielo, primo segnale che conferma l’approccio che il gioco ha verso le simulazioni di volo: non è previsto ne decollo ne atterraggio, in modo da dare la massima importanza ai dogfight, vero e proprio cuore dell’esperienza. Il sistema fisico può essere definito realistico solo in parte, permettendo anche ad un neofita di pilotare un mezzo con un minimo di pratica, ma fornendo ampissimi margini di miglioramento, in modo da soddisfare anche chi si è allenato per lunghi anni con i più importanti simulatori del passato, IL-2 Sturmovik in primis, preso ad esempio e omaggiato con la presenza del corrispettivo aereo tra i velivoli a disposizione dei giocatori.
Anche la durata media degli scontri, fattore delicato per un gioco fruibile solo online che non offrirà alcuna campagna in singolo, fa virare il gioco verso una categoria più abbordabile, con scontri a più partecipanti che dureranno tra i cinque e i dieci minuti.

Control Scheme

Il team di sviluppo, per venire incontro alle esigenze di ogni giocatore, si è impegnato per offrire il maggior numero possibile di configurazioni per il controllo dei mezzi. nel corso della presentazione ci è stato mostrato un sistema giocato tutto in punta di mouse, che permetteva di effettuare virate e beccheggi spostando il puntatore. Sarà però possibile controllare il velivolo anche tramite tastiera, oppure configurare il vostro Joystick preferito, per sentirvi più vicini alla cabina di pilotaggio.

Ricostruzione storica

Poiché non si tratta di un simulatore vero e proprio, World of Warplanes si prende delle licenze, slegandosi dalla riproduzione rigorosa dei principali conflitti bellici del passato ma affondando comunque le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale, spaziando poi all’indietro fino alla Prima e in avanti, raggiungendo la guerra di Corea.
Lo stesso approccio è quindi esteso ai velivoli, riprodotti con dovizia di particolari e con un ottimo modello fisico che ne gestisce i danni, con ali che si bucano progressivamente una volta raggiunte dalle scariche delle mitragliatrici nemiche, fino a staccarsi e provocare una picchiata a vite che non può altro che annunciare la sconfitta. Anche in questo caso la scelta varia, proponendo mezzi dagli anni ’30, fino a prototipi dell’esercito dell’Asse che mai raggiunsero la produzione, rimanendo sui fogli di progetto che, potenzialmente, avrebbero potuto ribaltare le sorti del conflitto in favore della Germania.
Le battaglie sono quindi simulate in maniera realistica, limitando la scelta dei mezzi al periodo in cui sono accaduti i fatti corrispondenti allo scenario, ma senza alcuna velleità storica, proponendo quindi ambienti che richiamano luoghi reali, come la celebre Normandia, modificati però per favorire il gameplay. Le mappe viste nell’attuale versione beta, non aperta però al pubblico, offrono montagne, zone costiere e cittadine assediate, perfette anche per ospitare unità terrestri, che danno parecchio filo da torcere durante il volo a bassa quota, risultando come un terzo incomodo tra il giocatore e gli altri piloti impegnati nel raggiungimento della dominazione dei cieli.
La possibilità di utilizzare bombe per gli obiettivi a terra, quindi, appare necessaria, accoppiata alle classiche mitragliatrici e a razzi, non avanzati come quelli utilizzati nei conflitti moderni ma sicuramente letali, benché in scarso numero e discretamente imprecisi.

Evoluzione tecnica

Il motore di gioco di World of Warplanes è un’evoluzione di quello di World of Tanks, adattato alle necessità di un titolo nel quale gli scenari vengono inquadrati dall’alto e non da terra; la resa finale è molto buona, con un’orizzonte visivo di tutto rispetto a una buona rappresentazione dei mari, con onde animate che si infrangono su scogli e spiagge.
Meno convincenti le zone boschive, con texture e alberi non molto definiti che, però, offrono il fianco a qualche critica solo quando si tende a scendere di quota, nel tentativo di togliere dalla propria coda un altro pilota troppo invadente.
Dal punto di vista prestazionale, però, ci sono ancora ampi margini di miglioramento, con un tearing spesso presente a rovinare un quadro altrimenti di ottimo livello.
La presenza di numerose visuali esterne, una delle quali completamente libera, sottolineano quindi l’aspetto grafico, mettendo in luce anche gli effetti di fumo volumetrico in seguito alla perdita di carburante di un veicolo danneggiato, oppure le cortine scure provocate dalla contraerea che tenta di abbattere i velivoli impegnati nei serrati dogfight.
Il numero di scenari è per ora ristretto ma il team si focalizzerà sull’aggiunta di contenuti in modo progressivo e costante, formula che ha già funzionato correttamente con World of Tanks e che, in parte, ne ha decretato il successo, spingendo gli iscritti a tornare spesso sui server per provare le nuove aggiunte su base periodica.

Progetti a lungo termine

Dopo World of Warplanes, Wargaming.net svilupperà un terzo titolo militarista che seguirà la stessa formula di quest'accoppiata. Si tratta del già annunciato World of Battleships, in cui dovremo controllare fregate e navi militari. Il team vuole insomma regalare tre esperienze belliche caratterizzate da ritmi diversi (molto ragionate le battaglie navali, molto rapide quelle aeree). I tre titoli saranno poi integrati in maniera molto particolare: un singolo server di gioco valuterà i successi di ogni fazione in ogni settore, per espandere l'influenza economica o militare della nazione che accumulerà più vittorie. La supremazia darà bonus di diverso tipo: vincere sul mare significherà ottenere predominio economico e conseguenti bonus, mentre regnare sulla terraferma ci permetterà di conquistare depositi di armi che ci daranno accesso a armi lievemente più potenti. E chissà che questa integrazione, già molto intrigante, non possa in futuro trasformarsi in una battaglia totalizzante, con navi, carri e aerei...

World of Warplanes World of Warplanes si presenta come il compendio perfetto a World of Tanks, traslando gli scontri dalla terra all’aria e mantenendo la stessa filosofia di fondo, che piega una ricostruzione pseudo storica verso un contesto meno complesso, adatto quindi ad un’ampia fascia di giocatori, dal neofita al generale d’annata. La formula sembra nuovamente vincente e una beta pubblica è già stata pianificata per i prossimi mesi, in modo da rifinire al massimo il client di gioco in vista di una pubblicazione che, se tutto va bene, potrebbe avvenire nei mesi estivi, con server dedicati dislocati in America, Europa e Russia, in modo da minimizzare le latenze e suddividere gli iscritti in base al continente di provenienza. Gli appassionati di World of Tanks, quindi, dovrebbero recuperare nell’armadio il loro fido joystick ormai in disuso: ne avranno bisogno se vorranno dominare i cieli di World of Warplanes.

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