First look Batman: Arkham City

Prime informazioni per il ritorno del Cavaliere Oscuro

first look Batman: Arkham City
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Arkham Asylum fu un fulmine a ciel sereno. Certo, le prime prove giocate facevano intendere che Rocksteady stava confezionando un titolo di ottima fattura, ma pochi avrebbero scommesso che quel Batman fosse diventato uno dei capolavori indiscussi di questa generazione. Un titolo d’elite, sorprendente sotto tutti gli aspetti e che, forse inconsapevolmente, si è persino allineato per caratterizzazione dei personaggi ed elementi dark al capolavoro cinematografico di Christopher Nolan che risponde al nome de “Il Cavaliere Oscuro” (vincitore di due premi oscar), nonostante lo stile artistico ricordi invece le pellicole dirette da Tim Burton. Lo scontato sequel, chiamato questa volta Arkham City, avrà quindi il difficile compito di ripetersi e soprattutto migliorare alcuni dei difetti della precedente produzione, come la linearità d’azione, a volte fin troppo eccessiva, e la clamorosa assenza di boss fight davvero esaltanti.

Perché sei così serio?

È passato un anno dagli eventi narrati in Arkham Asylum e Gotham City è sempre più in preda al caos e alla follia. Per ovviare al problema generato dalla scarsa capienza delle prigioni della città, il sindaco Quincy Sharp decide di murare alcuni quartieri dei bassifondi, delimitandoli in modo che nessuno possa uscirne. Il complesso, che prende il nome di Arkham City, ha semplicemente l’onere di ospitare la peggiore feccia criminale della metropoli. L’unica regola imposta ai prigionieri è infatti quella di non tentare in alcun modo la fuga: per chi tenta di scavalcare le minacciose recinzioni la pena è la morte, ma all’interno del quartiere i criminali saranno liberi di comportarsi come gli pare. Per garantire un minimo di civiltà e sicurezza, Sharp assolda comunque un gruppo di mercenari chiamato Tyger, che tenga sotto controllo le mura, mentre pone lo psichiatra Hugo Strange (noto per i suoi strambi esperimenti mentali) a capo della struttura.
Chiaramente, in un quartiere abitato esclusivamente dai più pericolosi criminali della città, presto si sviluppano dinamiche sociali contorte e deviate. Per i detenuti sarà fondamentale riuscire ad ottenere dagli altri il rispetto necessario per evitare di finire nelle grinfie di qualche pazzoide. Lo capirà presto Due Facce, uno dei nuovi protagonisti per questo sequel, che una volta ammesso a Arkham City decide di rapire e giustiziare in piazza Catwoman, nel tentativo di indurre timore negli altri detenuti. Batman, inutile dirlo, avrà il compito di salvarla e riportare un po’ di ordine e giustizia in città. In merito al debutto dell’affascinante nemesi del protagonista, gli sviluppatori spiegano che il suo inserimento permetterà di donare un po’ di romanticismo ad una trama che manterrà in ogni caso i toni cupi e oscuri del suo predecessore. Rocksteady è infatti ammaliata dal complicato rapporto tra i due personaggi, e sarà interessante vedere come gli sceneggiatori decideranno di gestirlo nel corso della storia. Del resto, non ci sarebbe da escludere la nascita di una complessa ma sincera relazione amorosa. Tra i personaggi di Arkham Asylum vi è ovviamente la conferma per il Joker (che secondo il doppiatore Mark Hamill è alla sua ultima apparizione), impegnato con le sue caotiche follie a seminare il terrore per Gotham, assieme alla compagna Harley Queen. Quest’ultima vedrà un rinnovamento nel suo aspetto estetico. Abbandonata la succinta veste da infermiera, la “bella” criminale ha ora ridotto la quantità di trucco sul viso, tatuato il volto di Joker su uno dei fianchi in prossimità della cintura e indossa un paio di pantaloni di colore rosso e nero, oltre ad un top che mette in risalto le sue avvenenti forme.

La follia è come la gravità, basta solo una piccola spinta

A proposito di rinnovamento, come anticipato in sede di apertura anche il gameplay proverà a “struccarsi” nel tentativo di apparire performante e vincente nella stagione autunnale del prossimo anno, periodo in cui è previsto il rilascio del titolo nei negozi. Per eliminare uno dei difetti più fastidiosi del predecessore, identificato in una linearità eccessiva nello svolgimento delle missioni, in Arkham City si opterà prima di tutto per l’inserimento di quest secondarie, che avranno il compito di variare un po’ l'incedere complessivo dell’avventura. Alcune side-story interessanti saranno dedicate a personaggi come Zsasz, le mappe dell’Enigmista saranno sostituite da curiosi interrogatori e si potranno affrontare sezioni puzzle particolarmente complicate rispetto al prequel. Inoltre, lo sviluppatore ha studiato la presenza di alcune zone della metropoli poste sotto il controllo di gang criminali (tutte le informazioni riguardo a questi clan criminali possono essere recuperate attraverso alcuni file registrati nel database della polizia). Nel tentativo di liberarle, il giocatore si troverà di fronte ad inedite sezioni free-roaming, un aspetto che non vediamo l’ora di approfondire di fronte ad una prova giocata.
Da citare cura notevole nella realizzazione di Gotham: l’obiettivo dichiarato di Rocksteady è quello di raggiungere un livello di dettaglio pari a quello di l’Arkham Asylum, nonostante la presenza di spazi decisamente più ampi.
A sostenere un titolo che appare abbastanza rinnovato nella sostanza, interviene poi un aggiornato sistema di combattimento, generato allo scopo di rendere gli scontri con gli avversari più profondi e tecnici rispetto al passato. Si veda la possibilità di contrattaccare contemporaneamente attacchi nemici multipli, ma anche quella di utilizzare i canonici gadget del Cavaliere Oscuro direttamente durante gli scontri, per ottenere un considerevole vantaggio in battaglia (l’uso del gel esplosivo alle spalle dei malcapitati criminali è solo uno dei tanti esempi). Riguardo quest’ultimi è importante sottolineare come la maggior parte di quelli ottenuti nel corso del primo episodio sarà disponibili di default nel seguito, in modo da realizzare una certa continuità con il predecessore. I vecchi gadget saranno accompagnati peraltro da alcune new entry, come il broadcast analyze (utile per intercettare messaggi importanti del Joker, sintonizzarsi sulle sequenze di Gotham FM e sui canali radio del dipartimento di polizia) e una bomba fumogena adatta alla creazione di diverse strategie di attacco o di fuga.

In sintesi, è chiaro l’intento da parte dello sviluppatore di non snaturare troppo quanto di buono fatto in Arkham Asylum, pur inserendo interessanti novità in ogni elemento del gameplay. Il tentativo palese è quello di mantenere fresco il proprio comparto ludico, ma anche di eliminare alcuni evidenti difetti che alla lunga rischiavano di stancare il giocatore nel predecessore. Sarà certamente interessante valutare la portata di questa introduzioni, e soppesare quali ripercussioni potranno avere sull’intero complesso delle meccaniche di gioco. Approviamo ad esempio l’interesse nell'inserimento di una componente free-roaming, che sarà di conseguenza anche uno degli aspetti da valutare meglio (poiché in questi casi è sempre elevato il rischio di trovarsi di fronte a missioni secondarie insipide e fini a se stesse).
Curiosità esorbitante anche per il multiplayer. Rocksteady ovviamente non ha proferito mezza parola, ma vista la presenza di Catwoman crediamo di non essere i soli a pensare già ad una interessante modalità cooperativa. Attendiamo di scoprirne se sarà così nei prossimi mesi.

Batman: Arkham City Analizzare le prime informazioni di un titolo tanto atteso è sempre un gioco eccitante e aperto alla fantasia. Arkham City ha tutte le carte in regola per battere il suo strepitoso predecessore: una trama tinte oscure arricchita dalla presenza di nuovi importanti personaggi (Due Facce e Catwoman su tutti), ed una struttura di gioco più aperta, malleabile e meno lineare, che mantenga però le grandi doti del suo antenato. L’uscita è lontana, avremo tutto il tempo di scoprire cosa bolle in pentola, e capire se il Cavaliere Oscuro potrà realmente con il suo rampino arrampicarsi fino all’Olimpo dei Videogiochi. L’impresa non ci sembra poi così impossibile.