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First look Dragon Quest X

Svelato in Giappone il nuovo capitolo per Wii. E Wii U...

first look Dragon Quest X
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    Disponibile per:
  • Wii
  • Wii U
  • Switch
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

C'è chi si azzarda ad estrarre il proprio smartphone non appena la conferenza di presentazione di Dragon Quest X giunge al termine. Da uno sguardo alla borsa di Tokyo e controlla se le azioni di Nintendo sono in rialzo. Uno scossone finanziario è la conseguenza attesa da molti investitori, vista l'importanza del brand Enix nella terra del Sol Levante. Yuji Hori, il creatore della serie sin dal lontano 1986 (quest'anno difatti ricorre il venticinquesimo anniversario), ripete sempre che "Dragon Quest va dove c'è la maggiore base installata": dapprima andò su NES, poi su SNES, indi su Playstation e infine su Playstation 2. Per il nono capitolo si optò per il Nintendo DS, a quel tempo in autentico stato di grazia.
Per il decimo il Wii è stata la scelta più consona. O almeno lo era due anni fa, quando lo sviluppo prese avvio. 50 milioni di console in tutto il mondo, più di Xbox 360 e Playstation 3 messe insieme, eppure una media giochi per console davvero infima; da immenso successo, Wii si è trasformato in autentico incubo per gli sviluppatori tanto da costringere la stessa Nintendo a svelare anzitempo la propria futura piattaforma casalinga, battezzata Wii U allo scorso E3.
Dragon Quest X sarà dunque il canto del cigno di Nintendo Wii l'anno prossimo, ma si farà vedere anche sul successore forte di alcune migliorie.

Si aprono nuovi portali

Ne abbiamo fatta di strada, sospira Yuji Hori quando guadagna lo stage. Il primo Dragon Quest aveva le dimensioni di pochi kilobyte, quanto un odierno sfondo per cellulare. Da allora, di episodio in episodio, è cresciuta la qualità grafica, la profondità della storia e dei personaggi, il dettaglio delle cut scene, ma il gameplay è sempre rimasto tale e quale. Inossidabile ai mutamenti temporali ha sempre proposto combattimenti a turni giocati sui più classici elementi dei giochi di ruolo.
Con Dragon Quest IX Enix di concerto con Level-5 ipotizzò una svolta improntata all'azione, ma il conservatorismo della fanbase (che in madre patria va dai bambini ai nonni) li costrinse ad un passo indietro.
Dragon Quest X pensa autenticamente in termini rivoluzionari e si presenta per la prima volta alla stampa in termini di Online RPG, in cui i membri del party saranno i nostri amici. Persone reali, che vagano per il mondo di gioco, condividono il proprio destino e collaborano per sconfiggere Slime e Golem.
Nonostante la pomposità delle intenzioni, non è volere di Hori incanalare il franchise sui binari del MMORPG: è inverosimile la statura di un mondo persistente, strutturato in gilde, PvP, PvE. Le interazioni tra gruppi di giocatori saranno assai limitate, mentre gli scambi sulla piattaforma online sfrutteranno un sistema di microtransazioni sviluppato ad hoc dal momento che l'infrastruttura della console ne è sprovvista.
Da non sottovalutare l'intenso supporto già promesso oltre la release con nuove quest da affrontare. Una proposta già di successo in Dragon Quest IX grazie ad aggiornamenti settimanali, potenziata da Dragon Quest X tenendo conto di alcune festività stagionali come Halloween e Capodanno.
Ma la possibilità dell'online non preclude la fruizione classica in cui si gestisce un protagonista cui vanno affiancandosi altri combattenti gestiti dallo stesso giocatore, le cui sagome sono in grado stavolta di seguirlo in ogni tipo di peregrinazione.

Cinque continenti, cinque razze

Il mondo di gioco si chiama Astortia, suddiviso in cinque continenti separati dal mare. Ciascun continente vanta una razza caratteristica dalla fisionomia e folklore caratteristico. Gli Ogre sono rinomati per la loro forza, i Wedi per la loro natura acquatica, gli Elfi per il loro onore, i Nani per la ricchezza e l'abilità artigiana ed i Pukuripos per il caratteristico cappello a punta e la grande allegria. Immaginiamo che queste cinque razze abbiano un ruolo estremamente importante nella trama dell'avventura dal momento che il sottotitolo (Mezameshi Itsutsu no Shuzoku liberamente traducibile come L'ascesa delle cinque razze) le menziona direttamente.
Tutto ha inizio con la definizione del proprio personaggio grazie ad una serie di opzioni fisiche. La ferraglia che ci fa inizialmente da armatura sarà potenziabile e sostituibile in maniera non dissimile dal predecessore. I compagni di avventura ci aspettano al pub: li intravediamo seduti al tavolo mentre sorseggiano una schiumosa birra. Non è da escludere che gli avventurieri appartengano a razze differenti, coalizzati contro un nemico comune esattamente come Final Fantasy Crystal Chronicles. Ciascun giocatore avrà un proprio spazio che sarà la sua casa in Dragon Quest X: qui potrà essere raggiunto dai propri amici ed avviarsi verso nuove avventure. La nostra presenza si sentirà anche qualora non si fosse davanti alla console: il proprio personaggio può essere inviato ad altri giocatori e partecipare al loro party. Simile discorso si può fare anche per le armi create e donate in segno di amicizia: più quella tipologia di lama passa di mano in mano più la sua potenza aumenterà con sensibili benefici anche per il fabbro che l'ha forgiata.
Il sistema di combattimento rimane nel solco della tradizione: scontri casuali da affrontarsi rigorosamente a turni grazie al solito menù a tendina. Tuttavia vi sono importanti novità: anzitutto non vi è più transizione tra la fase esplorativa e il teatro dello scontro. Non ci si trasferisce più in un'arena separata, ma si resta nel territorio di caccia che semmai viene delimitato da muri invisibili. L'idea è proprio quella di svecchiare il sistema di combattimento a turni, limando a dovere i tempi morti, ma non per questo snaturare l'essenza del brand. Inoltre bisogna segnalare il colorito traslucido dei nostri compagni, così da distinguerli da altri avventurieri di passaggio. Lo stesso colore dei mostri si spegnerà man mano che infliggeremo loro dei colpi. La moda dell'HUD minimo contagia anche il Giappone...

Lo staff

Ad occuparsi dello sviluppo è Square Enix stessa, la quale ha deciso per la prima volta nella serie di non coinvolgere studi esterni né di appaltare ambiti dello sviluppo a terzi (la computer grafica è di Visual Works, dipartimento della casa di Final Fantasy). Oltre ad Hori si sono già messi al lavoro su Dragon Quest X Akira Toriyama (character design) e Koichi Sugiyama (musiche), due figure storiche del franchise.

Giocare all'infinito

Questi sono i dettagli giunti dal Giappone circa Dragon Quest X. L'uscita è prevista nel Sol Levante l'anno prossimo su Nintendo Wii. Dal punto di vista grafico notiamo la tendenza verso un design maggiormente realistico, laddove Dragon Quest VIII e IX facevano adeguatamente sfoggio del cell shading. Contorni spessi e atteggiamenti esagerati investivano un mondo di colore e luminosità; il decimo capitolo ha più attenzione per le proporzioni realistiche, ma non rifiuta di certo il tratto cartoon del mangaka Toriyama.
I maggiori grattacapi ce li da l'infrastruttura online. Wii non ha mai proposto significativi MMO, né la Wi-fi Connection ha mai dato prova di eccellente stabilità e fluidità, specie se comparata con le proposte di Microsoft e Sony. Gli stessi utenti non sembrano interessati a questo tipo di esperienza, almeno a detta dei PR Nintendo: la casa di Kyoto ripete in continuazione la centralità dell'online nel videogioco odierno, ma giammai ha dato prova di impegnarsi duramente per onorare tali affermazioni. Oltretutto il titolo Square Enix prevede per la comunicazione tra gli utenti solamente messaggi precodificato e una tastiera USB, niente a che fare con la comodità della chat vocale che pure Nintendo ha timidamente proposto grazie a Wii Speak in Animal Crossing e Monster Hunter Tri.
Appare quindi verosimile attendere la successiva console Nintendo, Wii U, per saggiare un più avanzato sistema online. Esatto: Dragon Quest X uscirà su Wii e, qualche tempo dopo, anche sulla prossima console casalinga della casa di Kyoto. Forte di un comparto tecnico migliorato e finalmente di una immagine in Alta Definizione, il gioco potrà dimostrare tutto il proprio potenziale. Le due versioni condivideranno il mondo di gioco grazie al cross platforming; Satoru Iwata, Presidente di Nintendo, spiega che sarà possibile iniziare il gioco su Wii e quindi esportare il salvataggio su Wii U. Utile, ma non tutti sono disposti ad acquistare due volte uno stesso gioco...
Si guarda anche al Nintendo 3DS e alla funzionalità Street Pass, che garantisce la comunicazione tra utenti nel raggio wireless della console. Magari si potrebbe trasferire il proprio personaggio sulla memoria del portatile e quindi condividerlo con gli utenti. Anche se sulle prime sembra un tantino macchinoso...

Dragon Quest X A due anni dall’annuncio, Dragon Quest X si svela in larga parte. Sviluppato internamente a Square Enix e supervisionato da Yuji Hori, tale decimo capitolo insiste sulle potenzialità dell’online dopo le aperture fatte con Dragon Quest IX. Si parla di un mondo di gioco in cui il giocatore può avventurarsi insieme ad altri due amici, scambiare armi e armature, invitare gli stanchi avventurieri nella propria magione arredata secondo i nostri gusti. Siamo perplessi circa le reali capacità dell’infrastruttura online di Wii, anche dovuta alla scarsa attenzione rivolta da Nintendo a questo aspetto del multiplayer via etere. Probabilmente il videogioco saprà esprimere tutto il proprio potenziale in una già annunciata versione Wii U.

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