First look Fort Zombie

Ancora Zombie, questa volta in chiave ruolistica

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Il tema dei non-morti, si sa, è uno dei più abusati nell’industria video ludica. La maggior parte dei prodotti che provano ad inserire delle tematiche horror all’interno della loro offerta, finiscono per presentare sempre una buona dose di zombies, pronti a renderci cara la pelle (e la nostra tranquillità davanti lo schermo) per tutta la durata dell’avventura. E’ un tema ricorrente, che anche in questa generazione prova -e dobbiamo dire- riesce ad insinuarsi perfettamente in certi titoli (chi ha chiamato un certo Left 4 Dead?).
Presentato quest’anno al PAX 2009 e prodotto da Paradox Interactive, Fort Zombie va oltre delle semplice meccaniche prese in prestito dai migliori esponenti del survival horror video ludico, bensì prova a mischiare degli elementi che raramente si sono prestati ad ambientazioni così cupe e terrificanti: quelle del gioco di ruolo e in fin dei conti, anche qualcosa tratta dai gestionali. E, in effetti, si ispira per il setting anche al cinema Hollywoodiano.

Informazioni sul gioco

Infatti, Fort Zombie sembra decisamente un “Io sono Leggenda” del caso. La trama, o perlomeno l’ambientazione in cui sarà posto il giocatore, è molto simile a quanto presentato dal film diretto da Francis Lawrence. L’unica differenza è che New York viene sostituita dalla piccola cittadina nordamericana di Piety, nello stato di Indiana e l’ipotetico Will Smith è il vostro alter ego video ludico. Il centro abitato è stato infatti colpito da una misteriosa invasione di Zombie della quale non si capisce l’origine e l’unico modo per andare avanti nell’avventura è cercare di sopravvivere. “Che novità” starete pensando sicuramente, ma non avete ancora letto tutto. Quella del combattimento non è l’unica via per portare a casa la pelle; tutt’altro, la vostra abitazione sarà forse il centro peculiare di tutta la campagna di gioco, ben più importante rispetto al trucidare non-morti.
All’inizio dell’avventura, Fort Zombie vi chiederà infatti quale edificio volete prendere in possesso ed usare come vostra nuova casa dopo l’improvvisa invasione che ha distrutto praticamente tutto quello che conoscevate. Non solo una scelta estetica, come detto, ma un vero e proprio centro di provvigionamento per la vostra sussistenza in un posto ormai, come direbbe qualcuno, “dimenticato da Dio”.
Il giocatore deve essere infatti bravo a saper bilanciare operazioni differenti tra il giorno e la notte: prima di tutto dimenticatevi di girare non armati, anche durante le ore più calde gli infetti possono fare la loro apparizione, anche se in maniera minore rispetto al chiaro di luna dove godranno, letteralmente, di un habitat naturale.
Secondo, l’obiettivo principale delle fasi diurne è quello di trovare provviste per la notte e, se siete fortunati, qualche superstite da ospitare gentilmente nella vostra abitazione. Durante la notte, invece, non pensate di poter dormire sonni tranquilli perché gli zombie non hanno affatto intenzione di fare altrettanto.
Non sarà un episodio frequente, nel senso che non vi sarà una sua ripetizione continua notte dopo notte, ma è altamente probabile che la maggior parte delle volte che vorrete ammirare le stelle dovrete rinunciarvi per difendervi dagli imperterriti attacchi dei nemici, che evidentemente hanno voglia di distruggere e uccidere anche gli ultimi superstiti.
In tal senso, comunque, come nel più classico dei giochi di ruolo, Fort Zombie vi da la possibilità di scegliere se andare in giro liberamente per la città -a vostro rischio e pericolo- e continuare a rifornire il vostro “fortino” o cimentarvi subito con le missioni realizzate dagli sviluppatori.
E’ importante, altresì, rifornire il proprio arsenale di armi e munizioni, poichè trovarsi a combattere a mani nude (e non siete mica un marine) non sarà proprio un'idea saggia. Fort Zombie, per adattarsi alla sua duplice natura di titolo d’azione e gioco di ruolo, sembra usare due differenti visuali: una isometrica dall’alto, molto simile alle vecchie produzioni del genere, e una alle spalle o proprio nei panni del protagonista (terza e prima persona, dunque).
Non siamo al momento sicuri che sia una scelta confermata dal team di sviluppo, ma poter cambiare continuamente la visuale di gioco sarebbe senz’altro una caratteristica dall'importanza ed utilità unica, in modo che il giocatore possa utilizzare non solo quella più congenita alle proprie abitudini ma anche la più adatta per la situazione in-game che potrebbe venirsi a creare. Un esperimento, nel complesso, interessante che non vediamo l’ora di potervi raccontare con una recensione.

Comparto grafico

L’engine che “spinge” Fort Zombie non è certamente eccezionale o capace di porsi come nuovo standard visivo per le produzioni future. Kerberos Productions ha voluto spendere il proprio budget negli aspetti più ludici del titolo, e non ci sentiamo assolutamente di bocciarla già per questo.
In fondo, seppur non bellissima, la grafica di Fort Zombie è gradevole e comunque avrà il merito di potersi adattare alla maggior parte degli hardware PC. Considerato, inoltre, che si tratta di un titolo fruibile esclusivamente attraverso i canali di distribuzione digitale è inutile pretendere un aspetto grafico clamoroso.
La produzione di Paradox premia dunque la semplicità: le textures giuste al posto giusto, accompagnate da un impianto di luci ed ombre di buon livello, che aiuterà il giocatore ad immergersi meglio nelle atmosfere della piccola città di Piety. Dopotutto, gli edifici sono ben modellati ed i difetti si notano più che altro nelle ambientazioni esterne e secondarie, che non possono certo vantare lo stesso livello di cura degli aspetti più evidenti in un gioco che utilizzerà la visuale dall’alto per la maggior parte della storia.

Fort Zombie Fort Zombie appare prima di tutto come un esperimento molto interessante. Mischiare elementi tipici del gioco di ruolo ad altri tratti dai gestionali e a quelli più semplici dello sparatutto in terza persona è senz’altro un tentativo già lodevole per il piccolo team di sviluppo che risponde al nome di Kerberos Productions. Non abbiamo ancora così tante informazioni da poter esprimere un giudizio in anteprima su cosa possiamo aspettarci da questo gioco. Senza dubbio, vista la totale assenza di dettagli su questo aspetto, speriamo che la longevità ripaghi la struttura e che non ci si ritrovi di fronte all’ennesimo titolo di breve durata. Resta da capire meglio, inoltre, come funzionerà la gestione di provviste e armature all’interno della propria abitazione e soprattutto se l’eventuale mancanza avrà ripercussioni gravi sullo stato di salute del protagonista. Ma è già un buon punto di partenza, Fort Zombie ha avuto comunque il merito di catturare la nostra attenzione. L’uscita è prevista entro la fine dell’anno solo su Digital Delivery: vedremo se questa piccola curiosità sarà ampiamente giustificata.

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