Phantom Dust Oggi alle ore 21:00

Giochiamo in diretta con l'edizione remaster di Phantom Dust

E3 2010

First look HomeFront

Cosa succederebbe se la Corea del Nord conquistasse gli Stati Uniti?

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

In un palco tutto THQ e dominato da ben tre titoli dedicati al wrestling e due all'universo di Warhammer 40.000 troneggiava un ponteggio in metallo con dei soldati che lo pattugliavano sopra e sotto inscenando simpatici teatrini con i passanti. A lato del ponte svettava una bandiera americana stracciata e un bunker assediato dai media: Homefront, il nuovo brand proprietario di THQ e sviluppato da Chaos Studios -quelli del dimenticabile Frontline: Fuel of Wars-, viene presentato alla stampa mondiale per la prima volta con un filmato e una sessione in-game giocata su xbox 360.

Invaders must die!

Ambientato in un futuro prossimo, Homefront immagina che le tensioni internazionali in oriente siano giunte al limite, quando la corea del nord annette a sorpresa i cugini del sud. L'ambasciata americana di Seoul viene fatta saltare e gli eventi precipitano quando gli Stati Uniti accettano una condizione di pace provvisoria che, ingannandoli, fa capitolare il paese con un attacco EMP satellitare e un'occupazione fisica del suolo americano dopo un bombardamento nucleare. Questo scenario fantapolitico ci mette nei panni di un comune cittadino statunitense, nato e vissuto sotto l'egida della corea del nord, in anni in cui ancora si combatte per la resistenza del paese. Combattere da civili per la resistenza del proprio paese sembra un buon pretesto per dar vita a un FPS dalla trama ben delineata e che fa dell'immersione e dell'azione paramilitare i suoi punti di forza. Dopo un breve trailer riguardante gli eventi appena descritti, ci siamo ritrovati in un tipico sobborgo degli Stati Uniti centrali, assediato da forze nemiche. E' una zona franca quella in cui si trova il protagonista, per ora ignoto, del gioco, conquistata a fatica dalla resistenza di cui facciamo parte già dall'introduzione. Esplorando le due case del quartiere-base della resistenza, veniamo a conoscenza di alcuni dettagli su come la vita sia cambiata dall'attacco nucleare. In un clima di tensione, gli abitanti degli Stati Uniti cercano di condurre una vita normale per quanto possibile, ma le risorse vanno esaurendo e il conflitto sta per giungere al termine: la resistenza non può farcela. Per questo veniamo mandati in missione speciale in un luogo non ben precisato dopo aver visionato una mappa degli States che lascia ben poco spazio alla speranza: la costa Ovest è separata dalla costa Est da una pericolosa "Zona Radioattiva", residuo degli attacchi originari.

La guerra non è un gioco

La seconda parte del lungo trailer ci vede in azione per conquistare una postazione strategicamente importante per mettere in contatto due nuclei della resistenza. Ovviamente la zona pullula di coreani e veniamo a conoscenza del primo dei molti comprimari che ci aiuteranno nell'impresa. Rianna è una bella giovane americana che ricorda da lontano la mai dimenticata Meg di Metal Gear Solid per caratterizzazione e fisico. Appostati dietro una torretta il protaginista e Rianna aspettano che l'autobomba della resistenza faccia il suo dovere ma qualcosa va storto e non esplode. Circondata dai soldati Coreani, un bel colpo di fucile da parte nostra la fa saltare come dovrebbe segnando l'inizio di una sessione davvero intensa e cinematografica. C'è ben poco spazio per azioni suicide o supersoldati. Daprima vediamo il protagonista e Rianna proteggere un gruppo di soldati amici che cercano di sfondare il perimetro dopo che l'autobomba è esplosa, dall'alto del tetto di un palazzo vicino. In un tripudio di razzi ed esplosioni, veniamo individuati e l'edificio ci crolla letteralmente addosso. L'azione, sempre rigorosamente in prima persona anche durante le cutscene, riprende quando Rianna riesce a spostare un detrito che ci bloccava e ci dice che dobbiamo raggiungere gli altri. Ma i missili non terminano di arrivare sia dagli imprecisi mortai dei nostri amici, sia dagli elicotteri coreani che usano avventatamente del napalm per far piazzza pulita. Si scatena l'inferno proprio mentre stiamo sparando ai coreani e tutto comincia a bruciare. Gli obiettivi continuano a cambiare e lampeggiare sul nostro semplcie e immersivo HUD d'interfaccia: dobbiamo raggiungere una posizione elevata. Trascinando Rianna arriviamo tutti sporchi e affannati su una torre poco rassicurante che, come da manuale, viene abbattuta non appena ci mettiamo piede. E' un'apocalisse, un'ode alla distruzione e la sensazione è proprio quella di esser lì, impotenti di fronte alla mole di fuoco rigurgitata sul campo di battaglia urbano. La combinazione di cutscene e le aprole del programmatore capo presente fugano ogni dubbio: Homefront vuole imporsi sul mercato come FPS altamente spettacolare e con una trama degna di un romanzo di Tom Clancy. "Nei nostri studi abbiamo ben quattro sceneggiatori di cinema professionisti per aiutarci a commistionare il gameplay alla trama che abbiamo pensato insieme. Scopriremo durante il gioco molti dettagli sull'attacco e il background dei coprotagonisti con i quali lotteremo per riottenere la nostra casa." Il prodotto è certamente dai temi forti e adulti e affascina per la caratterizzazione da guerriglia urbana su suolo occidentale. La build mostrata era una beta per la console di casa microsoft e la data di uscita, per ogni piattaforma, sembra ancora lontana. Nonostante questo il motore di gioco si è presentato con ottime texture ma con ampi margini di miglioramento nel comparto degli effetti e dei filtri, cosa normalissima in queste prime presentazioni.

Homefront Da tenere sicuramente d'occhio questo Homefront, in uscita ancora da destinarsi ma rumoreggiata per la metà o fine dell'anno prossimo. Attendiamo con impazienza altri dettagli che purtroppo non abbiamo avuto occasione di approfondire a causa della mole di gente che attanagliava lo stand. Sicuramente dovremo verificare se, puntando cos' tanto sull'immersione e la trama, fattori come la longevità e l'intensità nonchè la caratterizzazione dei personaggi si amntengano su livelli adeguati per una produzione tripla A. Tra i numerosi seguiti e gli infiniti ricicli, un nuovo brand fa molto piacere: non ci resta che attendere.

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